HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicazione di foto su internet senza consenso e risarcimento

Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2017

Alcuni anni fa ho fatto delle foto di nudo ad una signora e dopo avergliele consegnate le ho cancellate. Pochi giorni fa, la signora mi ha detto che due suoi amici, che sostengono di essere in possesso di tali foto sui loro pc, le hanno riferito che gli scatti sono stati pubblicati su una chat anonima, che cancella tutti i dati entro 12 ore. La signora mi accusa di averle diffuse io in rete, escludendo che qualcuno gliele abbia “rubate” dal suo pc. Cosa devo fare? Chi è che deve dimostrare chi ha pubblicato le foto? Non ho nessuna prova che siano state realmente pubblicate. La signora non potrebbe essersi messa d’accordo con i suoi amici per concordare un “risarcimento”?

Teoricamente, sarebbe sicuramente possibile che vi sia stato un accordo tra la signora in questione e i suoi due amici volto a chiedere un “risarcimento” al lettore. Questa eventualità non può escludersi ma, in mancanza di una richiesta in questo senso, è prematuro avanzare ipotesi in un senso o nell’altro.

Solo per completezza, si specifica che, qualora una richiesta di denaro dovesse pervenirgli per la pubblicazione delle foto la stessa, se corredata da una qualsiasi minaccia, anche velata (solo per fare un esempio: “pensa se lo venisse a sapere tua moglie”) si potrebbe configurare un fatto illecito (un reato) quale tentativo di estorsione.

Detto ciò, il principio generale da cui prendere le mosse è quello di cui all’art. 2697 cod. civ. ai sensi del quale, “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento […]” e che, correlativamente, chiunque intenda chiedere il risarcimento per un danno subito deve fornirne la prova sia della responsabilità (cioè della imputabilità al presunto danneggiante) sia della sua quantificazione.

In buona sostanza e prescindendo dalle considerazioni circa la possibilità di un accordo fraudolento tra la signora in questione e i suoi due amici (se il lettore dovesse avere, per futuri comportamenti dei soggetti coinvolti, sentore di ciò dovrebbe denunciare i comportamenti alle autorità competenti) è onere della signora dimostrare: 1)che sia stato il lettore a pubblicare le foto in questione (considerato che la chat cancella i file entro 12 ore sarebbe complicato dimostrare anche solo il fatto che le foto siano state effettivamente pubblicate);

2) che la pubblicazione è avvenuta senza il suo consenso (da questo punto di vista si potrebbe anche sostenere che non avendo mai chiesto al lettore la restituzione delle foto la signora avesse, in qualche modo, espresso un consenso tacito alla loro utilizzazione);

3) che, in conseguenza della pubblicazione delle foto sulla chat ha effettivamente subito un danno.

Non è sufficiente, in altri termini, che la signora sostenga che la pubblicazione delle foto sia imputabile al lettore e che questo le ha cagionato dei danni, dovendo fornire, di tutto ciò, le necessarie prove.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI