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Commercialista: non è tenuto a verificare la veridicità di bilancio e contabilità

19 Giugno 2013
Commercialista: non è tenuto a verificare la veridicità di bilancio e contabilità

Nel caso di incarico generico, il professionista non ha l’obbligo di effettuare controlli penetranti sull’attività degli amministratori, né di chiedere chiarimenti in merito ai dati fornitigli dall’azienda.

Il commercialista dell’azienda, incaricato di redigere il bilancio aziendale, non è tenuto a controllare la veridicità dei dati contabili forniti dall’amministratore, per cui non è responsabile di eventuali irregolarità. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].Il professionista può solo essere responsabile della corretta redazione (da un punto di vista tecnico) del documento, ma pur sempre sulla scorta dei dati comunicatigli dall’impresa.

Secondo i Supremi giudici, l’incarico generico di predisporre lo schema di un bilancio di una società, conferito a un commercialista, non comprende automaticamente anche l’obbligo di controllare la corrispondenza alla realtà dei dati contabili forniti dagli amministratori. Tali controlli, infatti, spettano per legge solo agli amministratori e ai sindaci della società.

A confermare questa interpretazione, peraltro, vi sarebbe anche il fatto che, nella voce prevista dall’art. 24 della tariffa professionale dei commercialisti, non sono inclusi gli onorari “per l’accertamento dell’attendibilità dei bilanci” (contemplati invece dall’art. 32): il che dimostra che, nell’incarico generico di procedere alla redazione del bilancio a norma di legge, non è normalmente compreso quello di verificare l’attendibilità dei dati contabili forniti dagli amministratori.

Il commercialista, in tali casi, non può essere responsabile neanche dal punto di vista deontologico per il non aver chiesto informazioni, circa i dati registrati, al consiglio di amministrazione.

In definitiva, il commercialista non ha alcun obbligo di verificare la verosimiglianza della contabilità trasmessa dal consiglio di amministrazione.


note

[1] Cass. sent. n. 15029 del 14.06.2013.


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