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Cosa significa diffida e messa in mora

25 novembre 2017 | Autore:


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Con la diffida si assegna alla parte un termine perentorio entro cui adempiere; con la messa in mora, invece, si dà rilievo giuridico al ritardo del debitore.

Quante volte ci si rivolge ad un avvocato per chiedere di inviare una lettera per lamentarsi di un disservizio oppure per intimare al debitore di adempiere il prima possibile? Il libero professionista raccoglie tutte le informazioni utili a ricostruire la vicenda e spedisce la propria missiva alla controparte. Tecnicamente, però, si tratta di una diffida o di una messa in mora? C’è differenza? Vediamo cosa significa diffida e cosa messa in mora.

Cosa significa diffida. L’avvertimento

La diffida è un atto con cui si invita la controparte a cessare dal comportamento lesivo dei diritti altrui. In italiano, infatti, diffidare significa sia non fidarsi di qualcuno (in questo caso il verbo è seguito dalla preposizione “di”: ad esempio, “diffida delle imitazioni” o “diffida di quell’uomo”, cioè non fidarti delle imitazioni, non fidarti di quell’uomo), sia ammonire una persona, avvertendola di non tenere più quel comportamento (in questo caso il verbo è seguito dalla preposizione “da”: ad esempio, diffidare dal commettere un reato). In questa accezione, quindi, la diffida consiste in un invito, rivolto a una persona, ad astenersi da un determinato comportamento o dal compiere una determinata attività, avvertendola delle conseguenze che possono derivare dalla sua inadempienza all’invito. Ma non è l’unico significato che può darsi alla diffida.

Cosa significa diffida. La diffida ad adempiere

Il codice civile attribuisce un altro significato alla diffida: nei rapporti contrattuali, la diffida è un’intimazione scritta rivolta alla parte inadempiente di rispettare i propri impegni entro un determinato termine (di solito non inferiore a quindici giorni), con dichiarazione che, decorso inutilmente il termine, il contratto si intenderà risolto [1]. In altre parole, si tratta di un vero e proprio ultimatum, scaduto il quale la parte rispettosa degli impegni contrattuali potrà chiedere la risoluzione del contratto (cioè lo scioglimento dell’accordo) e il risarcimento dei danni.

Cosa significa messa in mora

Diverso è il significato della messa in mora. Secondo il codice civile, il creditore può mettere in mora il debitore quando questi non adempia nel termine stabilito dall’accordo [2]. Pertanto, quando il ritardo nell’adempimento è imputabile al debitore e il credito è esigibile (cioè, può essere concretamente preteso), il creditore può, con atto scritto, mettere in mora il debitore. La messa in mora comporta degli effetti ben precisi:

  • Il debitore è tenuto a risarcire i danni derivanti dal ritardo nell’adempimento [3];
  • nelle obbligazioni aventi ad oggetto somme di danaro, sono dovuti, dal giorno della mora, gli interessi legali;
  • la prescrizione si interrompe [4];
  • il debitore in mora non è liberato dalla sopravvenuta impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile [5]. In altre parole, significa che il debitore in ritardo nell’adempimento, se costituito in mora, non sarà liberato dalla sua obbligazione nemmeno se la prestazione che è tenuto a dare (ad esempio, un prezioso vaso) viene meno per una causa a lui non imputabile (continuando l’esempio, un terremoto fa cadere il vaso, infrangendolo in mille pezzi). L’unica prova liberatoria che il debitore può fornire è che l’oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito anche se fosse stato già tra le mani del creditore.

note

[1] Art. 1545 cod. civ.

[2] Art. 1219 cod. civ.

[3] Art. 1223 cod. civ.

[4] Art. 2943 cod. civ.

[5] Art. 1221 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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1 Commento

  1. buongiorno ,
    essendo io stato escluso dalla successione, tramite il mio avvocato son state spedite delle raccomandate a/r alle 2 mie sorelle coeredi .
    Vorrei sapere come viene chiamato esattamente tale atto:
    – diffida oppure diffida stragiudiziale oppure che altro ?

    il motivo principale delle raccomandate sarebbe di interrompere la prescrizione.

    Avendo perso la raccomandata originale con le ricevute di invio originali , posseggo solo la copia di tutto questo,
    copia fatta dall avvocato e non dall ufficio postale.

    ( anche una ricevuta di ricevimento è stata persa, ma mi hanno detto che quella la posso riottenere dall ufficio postale senza costo )

    Ora mi chiedo : tale copia in mio possesso ha alcun valore legale ? .. oppure dovrei ricominciare a rispedire tutto da capo ?

    All ufficio postale mi hanno detto che le copie delle ricevute che ho sono sufficienti a provare che sono state spedite , e che se voglio avere le copie dall originale mi costerebbe 30 euro ciascuna. –

    Che cosa fare in questa situazione per riottenere una documentazione con pieno valore legale ?

    Rispedire tutto da capo sembrerebbe l opzione più semplice e anche la meno costosa .

    ( .. mi chiedo anche se sarà necessario ottenere il documento timbrato di compiuta giacenza )

    ringrazio in anticipo

    franco destri

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