HOME Articoli

Lo sai che? Tende da sole in condominio: quando e come metterle

Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2017

Autorizzazione del Comune e dell’assemblea di condominio su dimensioni, colore e forme delle tende da sole. Come non violare l’estetica della facciata dell’edificio.

Hai deciso di installare sul tuo balcone delle tende da sole per proteggerti dal caldo durante la stagione estiva e dalla piccola pioggerella autunnale. Grazie a questo modesto ed economico intervento potrai rendere vivibile il tuo balcone e, senza dover necessariamente chiuderlo con una veranda, potrai collocarci dei divani da giardino, un tavolino e passare il tuo tempo, magari mentre lavori al computer portatile o leggi un libro. Ma devi prima affrontare i problemi dei rapporti con i vicini di casa e con il rispetto del regolamento comunale. Inizia farti tante domande su quale colore usare per non essere in contrasto con il quartiere e con l’estetica del tuo palazzo , quale dimensione e forma scegliere senza che si ricada in autorizzazioni amministrative e in licenze edilizie, se sia necessario chiedere il consenso dell’amministratore di condominio o a tutta l’assemblea (auspicando che questa non voti “contro”) o se si possa agire autonomamente, senza bisogno di previ “nulla osta”. Di tanto parleremo in questo articolo: cercheremo di comprendere, più nel dettaglio, quando e come mettere le tende da sole in condominio, quali autorizzazioni sono necessarie e l’iter che deve compiere il proprietario dell’appartamento per essere in regola con la legge e con il vicinato.

Tende da sole: come mettersi in regola col Comune

La prima cosa da fare è recarsi in Comune per verificare se esistono regolamenti comunali che disciplinano tale attività. Per quanto, in astratto, non è necessario nessun permesso a costruire per quanto riguarda l’installazione di tende da sole (non comportando alcuna nuova costruzione e aumento di volumetria) è bene verificare che non vi siano specifiche indicazioni locali per determinate strade o zone di particolare interesse architettonico o ambientale. Ad esempio, la collocazione di tende sulla facciata degli edifici collocati nei centri storici potrebbe essere vietata o subordinata all’autorizzazione del Comune e al rispetto di specifiche prescrizioni. Se poi il caseggiato ha un particolare valore storico-artistico ed è gravato da un vincolo monumentale, si dovrà richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza.

Molto spesso, poi, il Comune impone all’assemblea condominiale di scegliere, con delibera, un modello, un tessuto e un colore da adottare per tutte le unità immobiliari dell’edificio interessate ad installare le tende da sole.

Secondo la giurisprudenza amministrativa, nessuna autorizzazione comunale può essere subordinata alla previa esibizione del consenso dell’assemblea in quanto una cosa è il rispetto della normativa urbanistica, un’altra quello delle norme del codice civile. In altre parole al Comune compete solo verificare che la tenda da sole non violi i regolamenti locali e non anche le norme del diritto privato (sulle quali invece può esprimersi solo il giudice).

Tende da sole: come mettersi in regola col condominio

Il secondo step da seguire per stabilire quando e come mettere le tende da sole è verificare cosa dice il regolamento di condominio. Solo un regolamento approvato all’unanimità potrebbe imporre determinate caratteristiche di colore e tessuto (ad esempio le tende di una determinata scala cromatica, con specifici disegni o trame). Ricordiamo che il regolamento può essere approvato all’unanimità non solo in sede di assemblea, col voto favorevole di tutti i condomini, ma anche con la firma del rogito, quando ogni singolo condomino acquista l’appartamento e, davanti al notaio, approva espressamente il regolamento (in tal caso l’unanimità si raggiunge con accettazioni differite tra loro nel tempo e non contestuali come in assemblea).

Se quindi le caratteristiche delle tende e del colore del tessuto sono contenute in un regolamento di condominio, il singolo condòmino potrà installare esclusivamente il modello predefinito; in caso contrario gli altri condomini lo possono citare davanti al giudice per rimuovere le tende.

Anche laddove un regolamento di condominio non preveda nulla in materia di tende da sole, lasciando così i condomini liberi di scegliere, la decisione del singolo non può mai porsi in contrasto con l’estetica del palazzo. Ecco perché, comunque, anche in assenza di divieti nel regolamento di condominio, è sempre auspicabile raggiungere prima dell’installazione una decisione condivisa dalla maggioranza dell’assemblea in modo da evitare futuri problemi.

Autorizzazione al proprietario del piano di sopra

Quando si installa una tenda da sole è spesso necessario ancorarla alla soletta del balcone del piano di sopra. A questo punto sorge il problema del consenso del vicino che potrebbe, invece, rifiutarsi di concedere una parte della sua “proprietà” per le esigenze altrui. Ma è davvero necessario chiedere il permesso? Non sempre.

Nel caso dei cosiddetti balconi incassati (quelli cioè che non sporgono rispetto alla parete dell’edificio), la soletta è di proprietà comune ai proprietari dei due piani sovrapposti; pertanto chi vuole montare una tenda da sole nel sottobalcone non deve  chiedere alcuna autorizzazione al proprietario del piano superiore.

Viceversa, nel caso di balconi aggettanti (quelli cioè che sporgono completamente dalla facciata condominiale e che sono un prolungamento dell’appartamento), la proprietà è solo del titolare dell’immobile a cui detto balcone inerisce. Pertanto il condòmino dell’appartamento sottostante può agganciare la tenda da sole solo se ottiene il permesso al condòmino del piano di sopra; in ogni caso se il cielino del balcone (aggettante o incassato) è decorativo, cioè comune, meglio chiedere l’autorizzazione all’assemblea.

Distanze tra appartamenti

Abbiamo appena detto che le tende da sole non sono considerate nuove costruzioni (tanto è vero che non è necessaria la licenza edilizia, ossia il permesso di costruire); per cui non devono essere neanche applicate le norme del codice civile che impongono una distanza minima di tre metri tra le costruzioni (anche in senso verticale). A tal fine però è necessario che la tenda sia in stoffa (apribili e chiudibili con manovella o motorino) tali cioè da non compromettere la circolazione dell’aria e la fruizione della luce. Diverso sarebbe il discorso se si trattasse di una pergotenda. Sul punto leggi Pergotenda: ci vuole l’autorizzazione del Comune?


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI