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Multa a semaforo rosso: come contestarla

5 novembre 2017


Multa a semaforo rosso: come contestarla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 novembre 2017



Motivi di ricorso per contestare la fotografia della telecamera in caso di passaggio col semaforo rosso.

Alzi la mano chi non ha mai oltrepassato un incrocio con il semaforo rosso. Tra tutte le violazioni al codice della strada è quella più ricorrente, seguita solo dall’uso del cellulare alla guida (di certo non meno pericolosa). Oggi però i Comuni si sono dotati di sistemi di controllo elettronico a distanza in grado di fotografare la targa delle auto che passano nonostante il semaforo rosso: la telecamera ha così sostituito l’agente di polizia. La multa viene poi inviata a casa del proprietario dell’auto con la tradizionale raccomandata a/r (ora anche tramite poste private) o a mezzo del messo notificatore del Comune. La notifica deve avvenire non oltre 90 giorni dall’infrazione, diversamente la contravvenzione è annullabile. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di multa a semaforo rosso, come contestarla. In questo articolo elencheremo quali sono i  motivi di impugnazione più ricorrenti e chiariremo quali di questi vengono normalmente accolti dai giudici e quali, invece, rischiano solo di peggiorare la situazione dell’automobilista.

Multa per semaforo rosso: sanzione e punti

Prima di chiarire come contestare la multa a semaforo rosso, a chi fare ricorso e quali sono i motivi, ricordiamo a quanto ammonta la multa e quanti punti vengono detratti dalla patente del conducente. Le sanzioni previste dal codice della strada [1] per il passaggio a semaforo rosso sono:

  • sanzione pecuniaria di 162 euro (gli importi sono suscettibili di aumento per via degli aggiornamenti al costo della vita). Se invece l’infrazione viene commessa di notte, ossia tra le ore 22 e le 7 del mattino del giorno dopo, la multa ammonta a 200 euro;
  • la decurtazione di 6 punti dalla patente; i punti sono invece 10 se l’infrazione è commessa da un neopatentato (ossia da chi ha conseguito la patente A2, A, B1 o B da meno di 3 anni).

Il conducente che, al semaforo, sorpassa le auto ferme viene punito con la decurtazione di 10 punti dalla patente e una multa di 168 euro.

Entro quanto tempo fare ricorso

Per contestare la multa a semaforo rosso è necessario rispettare i termini, imposti dalla legge, per presentare il ricorso. In particolare:

  • se si presenta ricorso al giudice di Pace, ci sono 30 giorni: il ricorso consente di confrontarsi con un soggetto terzo e imparziale (appunto il giudice), ma richiede il pagamento del contributo unificato (circa 40 euro) e, se non ci si vuole difendere da sé, l’onorario dell’avvocato. Si instaura una vera e propria causa in contraddittorio con il Comune e sarà necessario partecipare a più udienze. Il giudice può solo confermare l’importo della multa o annullarla, ma non può né aumentarlo né ridurlo;
  • se si presenta ricorso al Prefetto, ci sono 60 giorni: in questo caso l’automobilista è dinanzi a un’autorità amministrativa, che spesso è anche superiore gerarchico dell’ente che ha emesso al contravvenzione. Con la conseguenza che l’imparzialità è tutt’altro che garantita. Tuttavia, il ricorso al Prefetto non costa nulla ed è sufficiente inviare la contestazione alla polizia o allo stesso Prefetto, senza bisogno di bolli o di avvocati. Se il ricorso viene inoltrato alla polizia il Prefetto ha 180 giorni per rispondere; se il ricorso viene spedito direttamente al Prefetto ci sono invece 220 giorni (il Prefetto deve avere il tempo di chiedere all’organo accertatore eventuali controdeduzioni). In caso di mancata risposta entro i suddetti termini, il ricorso si considera accolto. Spesso si fa leva su questa circostanza (cosiddetta regola del «silenzio assenso») per sperare che, con l’inefficienza della pubblica amministrazione, si possa farla franca. Se però il Prefetto rigetta il ricorso emette una ordinanza di ingiunzione con ordine di pagamento del doppio della multa (visto che quella arrivata con il verbale era in «misura ridotta»). Contro il provvedimento del Prefetto si può fare ricorso al giudice di Pace nei successivi 30 giorni, deducendo le stesse contestazioni sollevate al Prefetto.

Multa al semaforo rosso: basta oltrepassare la striscia di stop?

Una domanda che spesso ci si fa è se la multa scatta già per aver superato, anche se di pochi centimetri e solo con le ruote anteriori, la linea trasversale di stop, posta sulla strada prima del semaforo, o se invece è necessario oltrepassare completamente detta segnaletica (ossia anche con le ruote posteriori). A riguardo il codice della strada non lascia spazio a dubbi e stabilisce che «Durante il periodo di accensione delle luci rosse (…) i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia, i veicoli non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni». Pertanto, come abbiamo già detto in  Multa al semaforo rosso: se l’auto è oltre la linea di stop, perché scatti la foto è sufficiente superare di poco la segnaletica orizzontale, anche senza arrivare necessariamente al centro dell’incrocio. Si pensi al caso dell’auto che, per metà, è oltre la linea di stop e magari, accortasi dopo della presenza della telecamera, fa retromarcia.

Multa al semaforo rosso anche col giallo?

La telecamera è programmata per scattare la foto solo in caso di accensione della luce rossa. Se l’automobilista dovesse oltrepassare tutto l’incrocio quando ancora il giallo è accesso non viene fotografato. Se, invece, avendo iniziato la manovra con il giallo, nel momento in cui scatta il rosso non ha ancora liberato l’incrocio, scatta la multa. Infatti il codice della strada stabilisce che, col giallo, il conducente ha l’obbligo di fermarsi. Può proseguire la marcia solo se il giallo, scattato all’ultimo secondo, ha reso impossibile l’arresto immediato del mezzo (una frenata improvvisa sarebbe infatti altrettanto pericolosa per la circolazione); in questo caso, però, l’automobilista ha l’obbligo di liberare l’incrocio nel minor tempo possibile. Proprio per questa ragione il giallo del semaforo deve durare il tempo necessario per ultimare la manovra; diversamente – come vedremo a breve – la multa può essere annullata.

Dunque, a un semaforo controllato da “fotored”, se l’auto si ferma un paio di metri oltre la linea di stop, a semaforo rosso, si rischia la decurtazione dei punti.

Multa al semaforo rosso: se il verbale è errato o incompleto 

Veniamo ora ai motivi per contestare la multa al semaforo rosso. Innanzitutto il verbale deve indicare il modello e il numero di matricola della telecamera utilizzata per la fotografia (di solito si tratta del T-Red o del Photo-Red). Ovviamente quanto riportato nel verbale deve corrispondere all’apparecchio effettivamente montato sopra il semaforo, altrimenti il verbale è nullo. Il conducente non è sempre un esperto e, di solito, non è in grado di effettuare queste verifiche e di comprendere il modello o, tantomeno, la matricola della telecamera; tuttavia, nel corso dell’eventuale causa, potrà chiedere al giudice un accertamento tramite perito nominato dal magistrato stesso.

In secondo luogo il verbale deve indicare se l’apparecchio è predisposto per entrare in funzione dopo un tempo prefissato dall’inizio del segnale rosso, dovendo peraltro indicare quale sia tale eventuale tempo.

Anche l’errata indicazione della data e dell’ora dell’infrazione costituisce un motivo di nullità se l’automobilista riesce a dimostrare che in quel determinato frangente non si trovava nel luogo della contestazione. Ciò infatti non consente di raggiungere la certezza circa l’identità del trasgressore.

Stesso discorso per l’errata indicazione, in verbale, del luogo ove è avvenuta l’infrazione, ma solo a condizione che ciò abbia messo l’automobilista nell’impossibilità di difendersi.

Multa al semaforo rosso: come devono essere le fotografie

La multa spedita a casa del conducente non deve contenere anche le fotografie scattate dalla telecamera. Tanto al fine di rispettare la privacy dell’automobilista. Tuttavia quest’ultimo può, in qualsiasi momento, recarsi al comando della polizia municipale e chiedere di visionare gli scatti. Ne può anche pretendere una copia. Il tutto ovviamente ha senso se si agisce prima che scadano i termini per il ricorso. Ma come devono apparire le fotografie in caso di passaggio al semaforo rosso? Gli scatti devono essere innanzitutto due: il primo deve immortalare l’auto prima della linea di arresto con il semaforo rosso e il secondo successivo al passaggio. Tanto è necessario per certificare che il passaggio della linea di stop è avvenuto quando già era vietato

La foto deve poi individuare bene la targa del mezzo e non vi devono essere incertezze.

Multa al semaforo rosso: come deve essere la telecamera?

La Cassazione [2] ha detto che, al pari degli autovelox, anche i Photored e tutte le telecamere usate sopra i semafori per le multe al passaggio del rosso devono essere sottoposti a revisione almeno una volta all’anno. Si parla a riguardo dell’obbligo di taratura, la quale deve essere eseguita da una ditta privata e certificata con un verbale. L’automobilista ha diritto a visionare detto verbale anche prima della causa per vedere se effettivamente è stato eseguito il check-up e se sussistono i presupposti per il ricorso.

Non tutti i giudici però sono favorevoli a questa tesi. Ad esempio segnaliamo una pronuncia del giudice di pace di Taranto [3] secondo cui l’obbligo della taratura non riguarda le telecamere usate sui semafori. Ciò perché il Photored non è assimilabile all’autovelox e, pertanto,  «mancando allo stato una specifica normativa nazionale o comunitaria che ne imponga la taratura periodica, ad essi restano applicabili le norme nazionali relative all’omologazione dell’apparecchiatura». Che significa? Che è necessario solo un controllo all’atto del primo utilizzo (omologa) ma non anche quello periodico.

Multa al semaforo rosso: la telecamera va segnalata?

La presenza della telecamera sul semaforo non deve essere presegnalata con un apposito cartello posto prima o vicino al semaforo, così come invece avviene per gli autovelox. Secondo infatti la giurisprudenza, le norme che impongono la segnalazione della presenza di controlli elettronici della velocità non si applicano anche agli apparecchi photored.

Multa al semaforo rosso: è necessaria la contestazione immediata?

Dopo la fotografia il conducente non deve essere immediatamente fermato dalla polizia per la contestazione sul posto. Ciò vale anche se, al posto del Photored, c’è un agente che ha redatto al momento la contravvenzione. Difatti il codice della strada, nell’elencare le varie ipotesi in cui le autorità possono evitare la contestazione immediata della multa, prevede anche il passaggio col semaforo rosso. Un eventuale inseguimento, difatti, potrebbe costituire un pericolo per la circolazione. Risultato: l’automobilista saprà della multa solo con la notifica a casa.

Secondo la Cassazione, «non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale, qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico». A condizione però che tali strumenti siano gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale. Tuttavia, secondo il Giudice di Pace di Lecce sono nulle le multe elevate con i sistemi elettronici che scattano la fotografia al passaggio col semaforo rosso se, nelle vicinanze, non c’è la polizia a presidiarli. La sentenza è comunque isolata.

Multa al semaforo rosso: entro quanto tempo arriva?

La multa al semaforo rosso deve essere notificata a casa del proprietario dell’auto entro 90 giorni dall’infrazione. Fa fede la data di spedizione e non quella di ricevimento. Anche un solo giorno di ritardo comporta la nullità della multa.

Multa al semaforo rosso: quanto deve durare il giallo?

La legge non dice quanto tempo debba durare la luce gialla del semaforo. Secondo una nota del Ministero dei Trasporti, deve essere di 4 secondi nelle zone urbane e di 5 secondi fuori dal centro abitato. Più genericamente, a detta della Cassazione, si deve trattare di un tempo congruo per liberare l’incrocio, il che varia da strada a strada. Si stima che il tempo minimo non possa scendere sotto i 3 secondi e il massimo non sopra i 5. Tre secondi, a detta della Suprema Corte, sono più che sufficienti a consentire la frenata di un veicolo a 50 chilometri orari (tale infatti è il limite di velocità in città).

Quindi la durata della luce gialla va valutata in base alle condizioni della strada e del traffico e non può essere genericamente determinata da una norma valida sempre e ovunque.

Multa al semaforo rosso per chi ha un’urgenza

Si può fare ricorso per la multa a semaforo rosso quando l’automobilista dimostra che sussisteva uno stato di necessità come nel caso di chi sia diretto in ospedale per un motivo urgente. Non conta se questo rischio fosse effettivo o meno, ma solo come era percepito dall’automobilista, secondo le proprie conoscenze e timori. Ad esempio chi crede avere un infarto in corso – e invece si tratta solo di tachicardia – e si reca d’urgenza al pronto soccorso passando col rosso, può vedersi annullare il verbale.

Gli elementi essenziali per non dover pagare la multa sono:

  • la necessità di salvare sé stessi o qualcuno da un danno;
  • il danno deve essere grave e non lieve;
  • tale danno si deve riferire alla persona (e non, per esempio, al patrimonio);
  • il pericolo deve essere «attuale»: quindi non si ha stato di necessità se il danno si è già verificato e ormai consumato;
  • ci deve essere una situazione di urgenza (non sarebbe tale la necessità di recarsi in ospedale perché un caro è ormai già morto) e non ci devono essere altre soluzioni di salvarsi dal pericolo se non violando il codice della strada.

note

[1] Art. 146 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 460/17 dell’11.01.2017.

[3] G.d.P. Taranto sent. n. 2345/16 del 19.07.2016.

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