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Lo sai che? Chi trova un cellulare deve restituirlo?

Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2017

Chi trova un oggetto smarrito, purché non abbandonato, deve seguire una particolare procedura prima di poterne diventare proprietari.

Hai trovato un cellulare su un tavolo di un bar. Molto probabilmente è stato dimenticato lì da un cliente distratto. Ritenendo che ormai l’oggetto smarrito appartenga a chi lo ritrova te ne impossessi senza ritenere necessario restituirlo. Così non ti preoccupi neanche di spulciare nella rubrica per individuare eventuali familiari o lo stesso titolare. A cosa vai incontro se dovessi essere scoperto? Chi trova un cellulare deve restituirlo? Si può denunciare chi si appropria di un oggetto smarrito? Appropriarsi di un cellulare perso è reato? Cercheremo di capirlo in questo articolo tenendo conto che la materia è stata oggetto di una importante modifica l’anno scorso.

Partiamo da un concetto tanto semplice quanto importante: il cellulare dimenticato non appartiene a chi lo trova. La legge infatti prevede che solo gli oggetti abbandonati volontariamente dal titolare diventino di proprietà di chi li rinviene. Invece, se l’oggetto è stato semplicemente smarrito o dimenticato, chi se ne impossessa deve innanzitutto restituirlo al proprietario; se ciò non è possibile, ne può diventare proprietario, ma solo a condizione che svolga una particolare trafila di cui parleremo a breve.

Per prima cosa, quindi, chi trova un cellulare perso deve tentare di individuare il titolare [1]. Ciò dovrebbe essere piuttosto facile con uno smartphone. Basta infatti eseguire qualche chiamata ai numeri presenti in rubrica: verosimilmente il destinatario della telefonata individuerà il numero del mittente con il relativo contatto e potrà dire, allo “scopritore” del cellulare, chi sia il proprietario, dove abiti e come rintracciarlo. È difficile affermare che chi trova un cellulare non possa sapere a chi appartiene o non possa scoprirlo con un minimo di diligenza. Fra l’altro, coi sistemi di geolocalizzazione, potrebbe essere facilmente rintracciato.

Quand’anche non sia possibile individuare il proprietario (cosa piuttosto rara) la legge impone a chi trova un cellulare smarrito di consegnarlo al Sindaco (o meglio all’ufficio oggetti smarriti) del Comune in cui è avvenuto il ritrovamento. Questo fatto viene pubblicato nell’albo pretorio del Comune per due domeniche successive e per tre giorni ogni volta [2]. Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, il cellulare diventa di proprietà di chi l’ha trovato (pagando le spese di custodia sostenute dal Comune).

Se invece il proprietario si fa vivo, il ritrovatore può chiedere un compenso pari a un ventesimo del valore del cellulare [3].

Dalla lettura della legge sembra di capire che questo premio non possa essere rivendicato se il proprietario viene individuato prima del deposito dello smartphone all’ufficio «oggetti smarriti».

In sintesi, chi trova un cellulare e viene rintracciato deve restituirlo.

Che succede a chi non restituisce il cellulare e viene scoperto? Un tempo questo comportamento costituiva un reato [4]. Il codice penale infatti sanzionava l’appropriazione di cose smarrite. Oggi però questa condotta è sanzionata solo come illecito amministrativo: si rischia una sanzione da parte del Prefetto da 5mila a 50mila euro, quindi ben oltre il valore del cellulare. Inoltre, se in precedenza per il reato era necessaria la querela della persona derubata, oggi il procedimento amministrativo scatta in automatico, tuttavia esso non ha ripercussioni sulla fedina penale.

Attenzione: non scatta l’illecito amministrativo di appropriazione di cose smarrite ma il reato di furto tutte le volte in cui l’oggetto presenti chiaramente i segni del proprietario e questo sia immediatamente riconoscibile. Non è il caso del cellulare: a detta della Cassazione infatti, il codice IMEI, stampato all’interno del vano batteria del telefono, per quanto in grado di identificare la cosa, non è sufficiente però a individuare la proprietà del bene. Non importa che la Sim invece sia un oggetto intestato a una persona specifica. Dunque, secondo questo indirizzo giurisprudenziale, chi trova un cellulare e viene rintracciato non risponde di furto, ma solo dell’illecito amministrativo di «appropriazione di cose smarrite». Resta comunque l’obbligo di restituire l’oggetto.


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