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Lo sai che? Carta paypal pignorabile?

Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2017

La carta Paypal è facilmente pignorabile; più difficile, invece, è il pignoramento del proprio conto Paypal.

PayPal è una banca online statunitense (California) avente sede, per l’Europa, in Lussemburgo. Paypal è anche un circuito di pagamenti internazionali sviluppatasi soprattutto grazie all’e-commerce: chiunque può aprire un conto Paypal gratuitamente e utilizzare, al posto delle normali coordinate Iban, il proprio indirizzo email per inviare e ricevere denaro in modo semplice, rapido e sicuro. Paypal è utilizzato principalmente per gli acquisti in internet, in quanto rappresenta una forma di pagamento veloce e comoda.

Sul proprio conto Paypal l’utente può trasferire denaro già presente su altri conti correnti, ricaricando così il proprio credito; ma può fare anche il contrario: spostare la provvista depositata su Paypal in un altro conto, semplicemente accedendo alla propria pagina personale online. È quindi possibile che il correntista che abbia sia un conto con una banca nazionale e uno con Paypal sposti le proprie somme dall’uno all’altro con poche operazioni tramite computer.

Paypal consente anche di avvalersi di una carta prepagata munita di numero Iban, in modo da poter ricevere ed effettuare bonifici: è la Paypal evolvi (analoga alla Postepay evolution emessa dalle Poste Italiane). Sorge spontanea una domanda: la Carta paypal è pignorabile? Rispondiamo.

La carta Paypal è pignorabile?

Purtroppo sì: la carta Paypal è pignorabile. Non c’è alcuna differenza tra possedere la carta Paypal e un normale conto: entrambi sono facilmente pignorabili perché presenti nell’anagrafe tributaria. È invece il conto Paypal vero e proprio ad essere difficilmente pignorabile, perché non presente nell’anagrafe dei conti correnti e facente capo a una banca straniera. L’anagrafe dei conti corrente è un’enorme banca dati formata da tutte le informazioni che gli istituti di credito italiani devono fornire al fisco al fine dei controlli anti evasione. Tale archivio, che è consultabile, in forza di una recente riforma, da ogni creditore per poter verificare presso quale banca il debitore ha depositati i propri soldi e, quindi, procedere a pignorarli, non conterrà le eventuali disponibilità su Paypal.

Bisogna dire, però, che è poco frequente che un creditore proceda a pignorare una carta, in quanto la disponibilità è limitata e i costi del procedimento di esecuzione sono elevati: ma nulla gli vieta di procedere, anche come forma di avvertimento nei confronti del debitore, il quale si vede il rapporto bloccato sino a concorrenza dell’importo dovuto, con tutti i problemi che ne conseguono.

L’unica salvezza per il debitore, se nel conto o nella carta sono depositate soltanto somme provenienti dall’accredito dello stipendio, è il limite al pignoramento, che può riguardare solo le somme superiori a 1.345,56 euro (il triplo dell’assegno sociale per il 2017).

Il conto Paypal è pignorabile?

Anche il conto Paypal è pignorabile, ma in questo caso il creditore incontra maggiori difficoltà. Innanzitutto, è difficile per il creditore venire a conoscenza dell’esistenza del conto corrente Paypal, proprio perché, come abbiamo detto, trattandosi di una banca straniera sfugge all’Anagrafe dei conti correnti. Pertanto il creditore, pur potendo consultare, per il tramite dell’ufficiale giudiziario, l’anagrafe dei conti correnti, non vedrà le eventuali disponibilità su Paypal.

È più facile, invece, verificare l’esistenza di fondi su Paypal per l’Agenzia delle Entrate, sia in virtù delle convenzioni internazionali (che impongono la collaborazione tra autorità per il contrasto all’evasione), sia per il fatto che ogni movimentazione tra conti viene tracciata e, quindi, si può risalire senza grosse difficoltà al rapporto di conto in questione.


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