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Licenziamento per chi timbra il badge per il collega assente

2 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Dicembre 2017



Chi timbra il cartellino per far figurare al lavoro il collega assente dal servizio può essere licenziato in tronco.

In alcuni luoghi di lavoro la presenza dei lavoratori è rilevata grazie al sistema dei badge: il badge è una tesserina magnetica che può essere inserita in un apparecchio elettronico. L’apparecchio legge il codice del badge e considera presente sul luogo di lavoro il lavoratore al quale il codice è riferito: così, anche se chi timbra il badge non è il lavoratore che è titolare della tesserina, comunque egli sarà considerato presente ai fini dello stipendio.

Per questo timbrare il badge del collega assente, o non segnalare al datore di lavoro le anomalie riportate dal sistema di controllo, costituisce un raggiro ai danni del datore, ed è una condotta che legittima il licenziamento in tronco.

Vediamo cosa dice la Corte di cassazione rispetto al lavoratore che timbra il badge per il collega assente [1].

Timbrare il badge del collega assente lede la fiducia del datore

Il lavoratore che timbra il badge anche per il collega assente tiene una condotta che lede il rapporto di fiducia col datore di lavoro: infatti, il datore di lavoro non può fidarsi di un lavoratore che per compiacere i colleghi fa in modo che questi siano considerati presenti al lavoro anche quando sono assenti.

Così, è corretto dire che la condotta di chi timbra il badge per il collega di lavoro assente costituisce un grave illecito disciplinare, che il datore di lavoro deve considerare per la tutela della ditta che rappresenta.

Questo illecito è poi particolarmente grave quando chi lo commette è un lavoratore addetto al controllo delle presenze dei colleghi, ed ha la disponibilità dei sistemi elettronici che consentono proprio questo controllo.

In tal caso, infatti, chi dovrebbe controllare la presenza dei colleghi nell’interesse del datore di lavoro ed invece timbra il cartellino anche per gli assenti oppure non comunica al datore di lavoro le anomalie che il sistema di controllo segnala, si rende inadempiente all’obbligo di lealtà e merita il licenziamento.

Licenziamento di chi non segnala le anomalie del sistema di controllo

La Cassazione specifica infatti che può essere licenziato non solo il lavoratore che materialmente timbra il badge per il collega assente, ma anche il lavoratore che dovrebbe segnalare le anomalie risultanti dal sistema di controllo di presenze e non lo fa: anche in questo caso, infatti, la slealtà del lavoratore che non svolge correttamente la funzione di controllo è un illecito disciplinare sanzionabile col licenziamento in tronco.

Il non segnalare le anomalie riportate dal sistema di controllo infatti, al pari di timbrare il badge per il collega assente, è indice di grave colpa del lavoratore che pertanto, a tutela dell’azienda, può essere licenziato senza preavviso.

Licenziamento di chi beneficia del mancato controllo

Anche chi beneficia della condotta favoreggiatrice di altri colleghi deve ovviamente essere licenziato in tronco.

Infatti dice la Corte di cassazione chi beneficia della timbratura del cartellino operata da colleghi compiacenti, o della mancata segnalazione delle anomalie del sistema di controllo, figura presente al lavoro anche se assente: questo comporta indebiti vantaggi, quale la contabilizzazione di ore di servizio ordinarie e straordinarie, con conseguente diritto a vedersele pagate dal datore. Di conseguenza, l’azienda paga la diaria stipendiale per giorni od ore non lavorate: ciò causa un ingente pregiudizio economico che, assieme all’infedeltà dei lavoratori, giustifica ampiamente il licenziamento in tronco.

note

[1] Cass. sent. n. 25374/2017 del 25.10.2017.

Autore immagine: Pixabay


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