Bollette a 28 giorni: ecco dove restano

4 Novembre 2017


Bollette a 28 giorni: ecco dove restano

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Novembre 2017



Obbligo di fatturazione mensile solo per i consumatori delle compagnie telefoniche e pay-tv: tagliati gli abbonamenti business e luce e gas.

È ancora battaglia sulle bollette a 28 giorni: il decreto fiscale all’interno del quale troverà spazio la norma che vieta agli operatori commerciali di emettere fatture con cadenza più breve rispetto al mese è ancora in discussione e, rispetto alle precedenti versioni, il testo appare meno garantista per l’utente. Il governo ha infatti modificato la portata della disposizione, restringendo l’applicazione delle bollette a 28 giorni solo ad alcune situazioni tra le quali, ad esempio, non compaiono le utenze business. Ma procediamo con ordine e vediamo dove restano le bollette a 28 giorni.

Innanzitutto le bollette a 28 giorni vengono vietate solo per quanto riguarda le utenze telefoniche. La norma parla solo di Tlc. Restano quindi escluse le bollette del gas e della luce. Per questi settori, tuttavia, il problema non dovrebbe porsi perché – a detta dei tecnici del governo – gli operatori restano vincolati alle dodici rate per via delle delibere dell’Aeegsi (l’Autorità garante) e dal sistema dei conguagli mensili.

L’obbligo di bollette a 28 giorni (ossia, secondo il testo della nuova legge, di «riferirsi a rate mensili e a periodi di fatturazione di un mese o suo multiplo» e dunque il divieto di «cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da un mese o da un suo multiplo») riguarda solo le «offerte commerciali in abbonamento». Questo significa che le utenze business, quelle cioè per le quali il cliente chiede la fatturazione con Partita Iva (ad esempio quelle per professionisti, attività commerciali, imprenditori e società) non potranno avere questo trattamento di favore e resterà – salvo diverso accordo tra le parti – la “tredicesima mensilità” a carico dell’utente.

Restano ancora fuori dal divieto di bollette a 28 giorni le promozioni a carattere temporaneo o stagionale che, per natura, non possono avere una cadenza prestabilita.

Sono poi esclude le ricaricabili, per le quali comunque non c’è alcun rischio, essendo il consumo non collegato al tempo (con rinnovo prefissato), ma all’utilizzo del servizio.

Le modifiche si applicano ai servizi di telefonia, reti televisive e comunicazioni elettroniche e intervengono sull’articolo 1 del decreto Bersani del 2007. Sono dunque escluse le utilities che sono incluse negli emendamenti presentati dal Pd e da altri partiti.

Le compagnie avranno 90 giorni per adeguarsi alle nuove disposizioni il cui rispetto sarà vigilato dall’Authority per le comunicazioni. Quest’ultima curerà infine la pubblicazione dei servizi offerti e delle tariffe in modo che gli utenti possano fare scelte consapevoli e informate. La sanzione base arriva fino a 2,32 milioni che però sale fino 5 milioni se le società commerciali non rispetteranno quanto ordinato dall’Authority per le comunicazioni. Previsti infine indennizzi a favore degli utenti: nel caso di variazione dello standard da parte dell’operatore senza esplicita richiesta del consumatore, si applica un indennizzo di 1 euro per ogni giorno successivo alla variazione (l’emendamento Pd propone un forfait non inferiore a 50 euro).


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