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Come registrare i diritti di un libro

5 novembre 2017


Come registrare i diritti di un libro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 novembre 2017



Come tutelare i diritti d’autore di uno scritto, una poesia o un libro: il deposito alla Siae, al notaio, la raccomandata e la Posta Elettronica Certificata (Pec).

Hai scritto un libro di poesie, un racconto, un saggio o un’opera divertente e ora vorresti pubblicarla. Per farla valutare alle case editrici e avere anche i giudizi di persone esperte del settore vorresti prima proteggerla. Hai sentito parlare dell’esistenza del diritto d’autore ma non sai come funziona e come si procede. Non avendo peraltro molte disponibilità economiche per finanziare qualcosa di cui non sei certo e non sai quanto ti remunererà, ed essendo ancora un artista emergente, vuoi spendere il minimo possibile. Insomma, vorresti sapere come registrare i diritti di un libro e tutelare il tuo copyright da eventuali copie non autorizzate. In questo articolo ti forniremo le soluzioni più convenienti ed economiche, per proteggere i tuoi diritti d’autore e non ritrovarti oggetto di plagio.

Condizioni per proteggere i diritti d’autore di un libro

Prima di spiegare come registrare i diritti di un libro, facciamo una importante precisazione. Il diritto d’autore non è un certificato, un’autorizzazione o una attestazione che rilascia la pubblica autorità, un ufficio o la Siae. E un diritto che, come tanti altri, sorge in automatico al verificarsi di un fatto: fatto che, in questo caso, è la creazione di un’opera. Nel momento in cui si realizza un’opera dell’ingegno come una musica, una fotografia, un videoclip, una poesia singola o una raccolta, un romanzo, uno scritto scientifico, l’autore può ricorrere al tribunale per essere tutelato da eventuali plagi. Proprio come, nel momento in cui una persona nasce, viene protetta dalla legge per tutte le violazioni ai suoi diritti fondamentali.

Per ottenere tutela dal giudice sono necessari due presupposti: l’originalità e la prova dell’anteriorità. Vediamoli singolarmente.

Originalità

La creazione deve essere «originale», ossia deve presentare elementi di novità rispetto alle altre già in circolazione. Quindi non è possibile proteggere con il diritto d’autore una filastrocca semplice con un motivetto come tanti se ne sentono. Allo stesso modo non è possibile proteggere una ricetta se non ci sono elementi di originalità nella esposizione formale della preparazione. Difficile sarà proteggere una poesia di poche righe che non abbia alcun valore artistico e creativo.

Prova dell’anteriorità della creazione

Per tutelare i diritti d’autore di un’opera non è però necessario che questa sia stata “depositata” alla Siae o iscritta in qualche registro. Per il solo fatto di essere il primo autore dell’opera la legge offre tutela contro tutte le imitazioni. Bisogna quindi dimostrare di essere stati i «primi» a creare l’opera. È proprio qui che si gioca la battaglia sui diritti d’autore. Se vuoi proteggere un libro da eventuali copie non autorizzate, ancor prima di averlo pubblicato, devi riuscire a procurarti le prove della priorità della tua realizzazione. Il che, di solito, si realizza con la cosiddetta «data certa». Esistono diversi modi per dare la data certa alla propria opera e, così, tutelare i diritti d’autore contro eventuali plagi. Qui di seguito ti suggeriremo i principali metodi.

Registrare i diritti di un libro alla Siae

Il metodo più tradizionale per tutelare un libro è di registrare i diritti alla Siae prima della sua pubblicazione, o meglio – per usare una terminologia più tecnica – di eseguire il deposito di opere inedite. Questo sistema non è molto costoso e non richiede neanche di essere iscritti alla Siae. In questo modo, anche chi è un artista esordiente, alle prime armi o che non ha intenzione di intraprendere questa carriera e tuttavia vuol tutelare un’opera occasionale può proteggerla grazie all’intervento di un soggetto qualificato e serio come la Siae. Vediamo come avviene il deposito delle opere inedite alla Siae.

La prima cosa da sapere è che il libro non deve essere stato già pubblicato. Questa soluzione è infatti rivolta a chi vuol far circolare un’opera tra critici, case editrici, amici o anche provvedere a un self publishing e vuol tutelare la propria opera dal plagio. Perciò chiunque può avvantaggiarsi del Deposito Opere Inedite. Con questo servizio chi deposita ottiene una prova dell’esistenza dell’opera con data certa, che è quella del suo deposito a Siae.

Il deposito vale per cinque anni e può essere rinnovato alla scadenza per altri cinque anni. Se, alla scadenza dei cinque anni, il depositante non ritira l’opera o non rinnova il deposito, la Siae può procedere alla distruzione dell’opera stessa.

In ogni caso è possibile richiedere la restituzione anticipata del deposito dell’opera inedita.

Tale servizio è a pagamento. I privati che non sono iscritti alla Siae pagano circa 132 euro. Gli associati alla Siae pagano invece 65 euro per il deposito. Il pagamento è una tantum (salvo come detto il rinnovo della registrazione): per cui non si tratta di un canone o di un abbonamento.

Chi esegue un deposito di opera inedita alla Siae non diventa socio della Siae.

Per registrare un libro alla Siae è necessario procedere nel seguente modo:

  • anche se ci si può presentare direttamente allo sportello più vicino della Siae è preferibile, per ridurre i tempi di attesa, effettuare preventiva richiesta tramite e-mail al seguente indirizzo inediti.olaf@siae.it, o telefonando ai seguenti numeri 0659902316/2312;
  • compilare il «Modello di dichiarazione 350» che puoi scaricare qui; il modello andrà poi depositato allo sportello;
  • effettuare il pagamento di 132 euro sui seguenti c/c, avendo cura di indicare sempre nella causale di pagamento il nome del depositante e il titolo dell’opera: a) UNICREDIT SpA – Roma Caravaggio – V.Le Caravaggio, 47 – 00147 Roma, IBAN: IT 03 A 02008 05276 000002906956, BIC SWIFT: UNCRITM1MQ4 (per pagamento dall’estero); b) Banco Posta – POSTE ITALIANE SpA – Poste Centro – Viale Europa, 175 – 00144 Roma, IBAN: IT 75 Y 07601 03200 000076808005, BIC SWIFT: BPPIITRRXXX (per pagamenti dall’estero); c) C/C POSTALE N. 76808005 intestato a SIAE – DEPOSITO OPERE INEDITE;
  • presentare copia dell’opera, firmata in originale e per esteso, con nome e cognome anagrafici, dal depositante e da tutti gli autori su ciascuna pagina, se prodotta su carta. Non vengono accettate sigle, né pseudonimi. Se invece l’opera viene prodotta su supporto digitale non riscrivibile, le firme per esteso, insieme al titolo, devono essere apposte con pennarello indelebile direttamente sul supporto;
  • presentare ricevuta di pagamento, se la documentazione viene spedita per posta (a mezzo Raccomandata con Avviso Ricevimento). Per le modalità di pagamento, importi e orari vedere sotto TARIFFE;
  • presentare copia codice fiscale e documento d’identità del richiedente firmata in calce.

All’esito di questa procedura la Siae custodisce nei propri archivi le opere inedite depositate, chiuse in buste sigillate e rilascia al depositante un attestato con il numero di repertorio assegnato al deposito. Naturalmente Siae non ha alcun compito di lettura, giudizio o collocamento del lavoro depositato, e non si assume responsabilità per eventuali plagi o utilizzazioni illecite.

Registrare i diritti da un notaio

In alternativa alla Siae, si può depositare l’opera presso un notaio. I costi però non sono meno alti rispetto a quelli della Siae e dipendono comunque dal professionsta. In alternativa è possibile far autenticare la firma dell’autore posta al termine dell’opera. Nell’autentica il notaio indicherà la data; la sua attestazione fa piena prova, costituendo così data certa. In questo modo l’autore può dimostrare che l’opera è stata realizzata sicuramente non dopo la data dell’autentica. L’autentica di solito non arriva a più di 50 euro.

Spedire il libro a se stesso

Un metodo molto usato è quello di stampare il libro e spedirlo a se stessi con raccomandata. Il timbro di Poste Italiane, in quanto apposto da pubblico ufficiale, fa piena prova e costituisce «data certa». È però opportuno non utilizzare una busta chiusa ma spedire il plico senza busta, con piegatura e affrancatura secondo quanto indicato in Come spedire raccomandata senza busta. Al momento in cui il postino consegnerà la raccomandata bisognerà avere cura di conservarla e di non aprirla.

In alternativa alla raccomandata si può usare la Pec, la posta elettronica certificata. In tal caso bisogna copiare e incollare il testo del libro nel corpo della mail, senza allegare il file. La Pec andrà inviata a se stessi o a un amico anch’egli dotato di Pec.

Pubblicare il libro su internet

Può sembrare paradossale ma un metodo per tutelare un libro è anche farlo conoscere a tutti. Infatti, in caso di plagio da parte di altri, chi aveva già visto l’opera potrà testimoniare l’anteriorità della creazione da parte dell’effettivo autore. Ad esempio è possibile pubblicare un estratto o tutta l’opera sul proprio sito internet o blog; questo sistema peraltro consente di ottenere, dal titolare del server, l’attestazione sulla data dell’upload.

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Autore immagine: 123rf com

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