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Lo sai che? Come ottenere giustizia

Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2017

Mai farsi giustizia da sé, bisogna fare sempre ricorso all’autorità giudiziaria.

Se sei vittima di un reato, hai ricevuto offese lesive della tua dignità o (più semplicemente) il tuo debitore non vuole pagarti o vuole farlo in ritardo (violando i vostri accordi contrattuali), devi rivolgerti all’autorità giudiziaria per ottenere tutela. Ma cerchiamo di capire come è possibile, non potendo agire in prima persona, ottenere giustizia.

Cosa fare se subisco un torto

Quante volte il telegiornale riferisce notizie strazianti di giovani uccisi o di minori violentati. Ci chiediamo come reagiremmo se fossimo nei panni di un loro parente o di un genitore. Ebbene, anche nella peggiore delle ipotesi, la cosa giusta da fare è non cercare di farsi giustizia da soli: si finirebbe, paradossalmente, per commettere (noi che cerchiamo di difenderci!) un reato.

Il caso tipico di giustizia fai da te non si realizza tanto nei delitti contro la persona (come l’omicidio o la violenza sessuale a cui abbiamo fatto riferimento), ma in quelli contro il patrimonio o, ancora di più, nel caso di inadempimento contrattuale (nell’ipotesi, cioè, in cui chi mi deve dei soldi non me li restituisce).

Da un punto di vista penalistico, saranno punibili (e, quindi, si potrà chiedere l’intervento dello stato) solo i fatti previsti espressamente dalla legge come reato [1] in relazione ai quali potrai ottenere giustizia attraverso lo strumento della querela o della denuncia. In questo modo, il pubblico ministero presso la procura della Repubblica svolgerà le opportune indagini; se le accuse da te mosse nei confronti di Tizio saranno fondate, il giudice lo processerà e, se le prove contro di lui saranno sufficienti e convincenti, probabilmente lo condannerà.

Le pene previste per i reati penali sono quella:

  • dell’arresto e/o dell’ammenda se si tratta di contravvenzioni (reati meno gravi per la cui sussistenza non è necessaria la presenza della volontà);
  • della reclusione e/o della multa, se si tratta di delitti (reati più gravi per la cui sussistenza sono richiesti il dolo o la colpa).

Per alcuni queste punizioni non sono sufficienti o, seppur idonee, sono troppo difficili da ottenere, considerati i tempi dei processi. Eppure non possiamo fare diversamente: dobbiamo reprimere i desideri di vendetta e di rivalsa nei confronti di chi ci ha fatto del male e dobbiamo affidarci alla giustizia! E questo non tanto per essere cittadini ligi al dovere, quanto per non incorrere a nostra volta nel reato di esercizio abusivo delle proprie ragioni [2].

La giustizia civile

Lo stato tutela non solo l’interesse generale della collettività ma anche quello privatistico, ed economico, del singolo cittadino all’ottenimento del risarcimento del danno subito (funzione reintegratoria e riparatoria).

Talvolta le due funzioni sono cumulative, nel senso che sussistono insieme. Nel caso, ad esempio, di un omicidio, lo stato ha interesse non solo a trovare il colpevole e condannarlo per evitare che commetta altri delitti (tutela penalistica), ma anche a riconoscere agli eredi del defunto un risarcimento (tutela civilistica).

La responsabilità civile può essere di due tipi:

  • extracontrattuale [3] che prevede un risarcimento ogni qualvolta vi sia un danno ingiusto;
  • contrattuale [4] che presuppone la presenza di un contratto (vincolante per le parti che lo sottoscrivono).

Se ho prestato dei soldi a Tizio e lui non intende restituirmeli, a prescindere dal fatto che il nostro accordo di restituzione fosse scritto o meno (e che, quindi, il suo inadempimento possa determinare una sua responsabilità contrattuale o extracontrattuale), non potrò reagire andando a casa sua a riprendermeli, magari rompendo la serratura della sua porta e facendo irruzione in casa, o minacciandolo di fargli del male qualora non si decida a restituirmi ciò che è mio. In questo caso, infatti, la giustizia fai da te integrerebbe il reato di violenza privata o il più grave reato di estorsione.

In sostanza, se credi di aver diritto ad un risarcimento per i danni subiti da un illecito civile, devi instaurare un giudizio (civile) in modo che possa essere il giudice a decidere se e a cosa ho diritto. Se, ad esempio, una persona mi aggredisce con epiteti offensivi e denigratori, per avere un risarcimento dovrò fare ricorso al giudice civile.

note

[1] Art. 1 cod. pen.

[2] Art. 393 cod. pen.

[3] Art. 2043 cod. civ.

[4] Art. 1218 cod. civ.

Se subisci un torto, punibile civilmente o penalmente, fai attenzione a non reagire e chiedi l’intervento dell’autorità giudiziaria!


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2 Commenti

  1. Vorrei sapere se si può tenere dei video pubblicitari in un locale dove io dovete esserci. Ma in realtà non ci sono .e se si usufruire della mia immagine per fare spettacolo senza la mia autorizzazione .in oltre si può avere i diritti se si è lavorato non in regola

  2. Vorrei sapere se un locale locale può tenere la mia pubblicità e io non ci lavoro. Può adoperare la mia immagine per fare una serata . lavorando in nero cosa si può ottenere

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