HOME Articoli

Lo sai che? Come fa il fisco a scoprire gli evasori?

Lo sai che? Pubblicato il 7 novembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 7 novembre 2017

I segreti di Serpico, del super-cervellone dell’Anagrafe tributaria, degli studi di settore e di tutto il resto.

L’evasione fiscale varrebbe 150 miliardi di euro l’anno, e la stima è prudenziale. Ma quali strumenti ha il fisco per contrastare l’evasione fiscale?

Parecchi. Il più importante è forse la possibilità per l’Erario di accedere ai nostri movimenti bancari, grazie a una disposizione del 2015 che li ha resi trasparenti per chi ci deve far pagare le tasse.

Il 2015? Mi pareva che ci controllassero da molto più tempo.

Prima le banche dovevano trasmettere soltanto i dati di inizio e fine anno solare. Inoltre si potevano controllare solo i conti dei contribuenti già sotto accertamento, gente il cui reddito dichiarato contraddiceva i parametri del Redditometro.

Adesso invece?

Adesso invece le banche devono trasmettere ogni anno al fisco i dati di oltre 39 milioni di correntisti (si stimano circa 500 milioni di righe). In particolare il saldo contabile al 31 dicembre, il totale degli accrediti effettuati nell’anno sul conto, il totale degli addebiti e la giacenza media annua, i movimenti sopra i mille euro su depositi, investimenti, polizze, carte di credito, bancomat, ricariche di carte prepagate. Questi dati vengono raccolti nell’Anagrafe Tributaria, una Super-anagrafe del fisco che gestisce i «dati, identificativi e contabili, di tutti i soggetti titolari di rapporti di conto corrente o di deposito». La conoscenza è molto più completa rispetto a prima, e permette un’analisi profonda del cosiddetto «rischio evasione». In pratica incrociando i movimenti del conto corrente con le dichiarazioni dei redditi, il fisco potrà creare una sorta di identikit del contribuente «furbetto» o presunto tale. E a quel punto far partire prima una comunicazione in cui si chiede conto di eventuali anomalie, e quindi un eventuale accertamento. È il caso, ad esempio, di una persona che ha un 730 da 15mila euro e un conto corrente con giacenza media o movimentazioni per 100mila euro o più. Purtroppo però…

Che è successo?

È successo che questo super-cervellone dell’Anagrafe tributaria non funziona ancora. Doveva andare a regime nel 2016, ma, almeno fino a oggi, l’Agernzia delle Entrate non lo ha utilizzato. La Corte dei Conti ha stigmatizzato, parlando di «grave inadempienza», ma tant’è. C’è però sempre Serpico.

Serpico, schermata per schermata

Che cos’è Serpico?

E’ il Grande fratello dell’Agenzia delle Entrate: duemila server da un milione di miliardi di byte di memoria che ronzano 24 ore su 24 stipati nei sotterranei romani della Sogei.

Com’è fatto Serpico?

All’apparenza è solo un semplice schermo con tastiera. Sfondo turchese e due caselle da riempire: codice fiscale o partita Iva. La prima videata mostra già i muscoli ma è solo l’antipasto: nome e cognome del contribuente con le sue ultime cinque dichiarazioni dei redditi. Un altro invio e Serpico in pochi millesimi di secondo scava tra tutte le 128 banche dati collegate (catasto, demanio, motorizzazione, Inps, Inail, dogane, registri…) e sullo schermo appaiono le auto intestate, le case, i terreni, le barche, ecc.. Terzo invio e scova tutte le utenze (luce, gas, acqua) le spese voluttuarie più alte e significative, le polizze assicurative, le operazioni per cui è stato chiesto il codice fiscale, persino le iscrizioni in palestra o allo Yacht club Costa Smeralda. La quarta schermata doveva essere il bazooka, ovvero quella dedicata all’Anagrafe Tributaria: i soldi che teniamo in banca, i movimenti dei nostri conti correnti e le operazioni sopra i mille euro forniti annualmente dalle banche e dagli intermediari finanziari. Ma per adesso è in stand by.

L’assistenza di Gerico

Che mi dice degli studi di Settore, esistono ancora?

Certo. Sono diventati dei raffinati strumenti statistici che consentono di valutare l’attendibilità dei ricavi/compensi dichiarati sulla base della media per categoria d’attività. Anche qua c’è di mezzo un software, Gerico, con cui autonomi e partite Iva calcolano la congruità dei redditi con gli studi di Settore. Se il dato si scosta partono gli «alert». Il timore che l’occhio lungo di Serpico possa scoprire i capitali evasi sta convincendo molti ad aumentare il tasso di congruità anche con gli studi di Settore per evitare di finire sotto i riflettori del fisco.

C’è pure un numero verde per quei cittadini che vogliono segnalare le attività che evadono il fisco, giusto?

Il 117, ovvero il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza. Nel 2013 (ultimo dato disponibile) le chiamate effettuate sono state oltre 44.000. Tra le segnalazioni non sono da sottovalutare nemmeno le inchieste giornalistiche. Quando nel 2015 fu pubblicato il famoso dossier Panama Papers furono immediatamente avviate indagini su 750 dei 1.050 italiani presenti nel fascicolo.

Furbetti e teste di legno

Poi ci sono il limite sull’uso del contante, il Pos, la fattura elettronica… Ma come riescono a evadere ancora?

Negli ultimi decenni per evadere il fisco gli evasori hanno sviluppato scappatoie giuridiche sempre più sofisticate. Gliene racconto una prima di chiudere: le teste di legno. La testa di legno è un soggetto che presta il suo nome per la gestione di una società, solitamente dietro un compenso. Viene definito amministratore di diritto per distinguerlo dall’amministratore di fatto, ossia il soggetto che gestisce davvero la società. Generalmente la testa di legno è un soggetto nullatenente, assoldato per il compimento di atti illeciti e reati societari (fallimentari, fiscali, falso in bilancio e via discorrendo). Per questi tipi di reati risulta quasi impossibile per i giudici dimostrare che una determinata società sia effettivamente gestita da un amministratore di fatto, in quanto il nome di questo non è rinvenibile in alcun documento societario. Di conseguenza, gli amministratori di fatto restano impuniti, mentre l’eventuale sequestro giudiziario volto a colpire la testa di legno risulterà completamente infruttuoso. Mica tanto difficile, no?

Ogni anno non si pagano in Italia 150 miliardi di tasse.

Il fisco vede tutto dei nostri conti, ma non sfrutta ancora l’Anagrafe tributaria.

Serpico: duemila server da un milione di miliardi di byte di memoria.

Gli studi di settore sono più raffinati di un tempo: conviene adeguarsi confrontando il proprio reddito con Gerico.

Chi ha una società sfugge al fisco facendola amministrare da una testa di legno.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI