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Video durante la guida: rischio la multa se lo pubblico?

6 novembre 2017


Video durante la guida: rischio la multa se lo pubblico?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2017



La moda del momento di farsi i selfie alla guida nasconde il rischio di multe anche se non contestate subito.

L’uso del cellulare alla guida è la principale causa di incidenti stradali e di multe. Chi viene trovato con uno smartphone in mano (senza per forza parlare al telefono con qualcuno) rischia una sanzione da 161 a 647 euro; se nei due anni successivi si commette lo stesso illecito si subisce anche la sospensione della patente da uno a tre mesi. Naturalmente l’auto deve essere in movimento, ferma al semaforo, incolonnata nel traffico o in fila al casello. I social network, però, hanno portato una tanto diffusa quanto pericolosa moda: quella di fotografarsi o filmarsi mentre si guida. Il più delle volte ciò avviene tenendo il cellulare in pugno. Così, l’improvvisato attore si “selfa” mentre canta o parla al popolo della rete come un novello oratore (oggi si dice influencer). La foto – che di per sé non avrebbe alcun valore se conservata nella memoria del proprio telefonino – viene poi postata sul profilo Facebook o Instagram, alla ricerca di like e condivisioni. In pochi però sospettano che anche questo comportamento può destare le attenzioni della polizia che, a caccia di violazioni del codice stradale, non è tenuta a battere solo le reti stradali, ma ben potrebbe anche guardare le reti telematiche. E non c’è dubbio che la pubblicazione di una foto o di un video su internet mentre si commette un illecito costituisce una tacita ammissione di responsabilità o, per dirla con un linguaggio di strada, una “zappata sul piede” da parte del trasgressore. Sono ancora nei termini i carabinieri o la polizia per notificare il verbale con la contravvenzione dopo che il conducente ha effettuato la pubblicazione su Facebook? Lo scopriremo qui di seguito, cercando di spiegare se, in caso di video durante la guida si rischia la multa se lo si pubblica.

Guida col cellulare in mano: cosa si rischia?

Quando si parla di divieto di guida con il cellulare si pensa istintivamente all’immagine di una persona con il telefonino all’orecchio. Non è però l’unica ipotesi in cui può scattare la multa. Il codice della strada [1], infatti, sanziona «l’uso» del cellulare, qualsiasi esso sia: quindi anche lo scrivere e inviare messaggi, consultare il navigatore satellitare o parlare col viva voce se il dispositivo non è posato da qualche parte. Detto in termini spiccioli, per evitare la contravvenzione da 161 a 647 euro bisogna avere le mani libere. Questo vale anche nei casi in cui il guidatore è fermo allo stop o al semaforo, considerando che in queste situazioni l’auto non si trova in sosta, ma è «in marcia».

Chi si “selfa” mentre guida, sia che faccia foto o video, viola quindi il codice della strada ed è passibile di multa.

I più “scaltri” allora si sono dotati di un supporto rigido, agganciato alla plancia dell’auto, su cui incastrano lo smartphone mentre questo è in modalità “on”. In tal modo ritengono di non essere passibili di contravvenzione avendo le mani libere. Ma non è detto che questo comportamento non venga ugualmente contestato. Difatti, sempre il codice della strada [2] stabilisce che il conducente deve mantenere il controllo del proprio veicolo, in modo tale da poter compiere tutte le manovre necessarie, in condizioni di sicurezza e garantire la tempestiva frenata dell’automobile entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile. Questa norma si presta, per la sua genericità, ad ampie interpretazioni: interpretazioni che, in prima battuta, vengono rimesse al vigile – chiamato a verificare se la guida era o meno sicura – e, solo in un secondo momento, al giudice in caso di ricorso contro l’eventuale multa.

Tra gli obblighi di sicurezza alla guida vi è ovviamente quello di tenere gli occhi puntati verso la strada e non distratti verso, ad esempio, la telecamera dello smartphone. In caso di incidente stradale, al di là della multa che la polizia potrebbe elevare, ci sarebbe anche l’assicurazione che potrebbe rifiutarsi di coprire i danni.

Guida col cellulare mentre fa video o foto: quali termini?

Immaginiamo allora di ricevere una multa per aver usato, diversi mesi prima, lo smartphone in auto ed esserci fotografati o aver fatto un video mentre eravamo alla guida. I carabinieri se ne sono accorti perché, durante una incursione su Facebook e su Instagram, hanno trovato la foto da noi stessi pubblicata sul nostro profilo social. La multa è valida? Sono scaduti i termini per la notifica?

La legge dice che la contravvenzione deve essere contestata subito al conducente laddove possibile. Se quindi il vigile fosse stato presente nell’immediatezza ci avrebbe dovuto fermare ed elevare il verbale. Ma non sempre questo è possibile e, quando la contestazione non può essere immediata (si pensi alle telecamere puntate sulle autostrade per il controllo elettronico della velocità), la multa può essere inviata a casa del proprietario dell’auto. Tale invio deve avvenire non oltre 90 giorni [3]. La legge stabilisce infatti che «Qualora la contestazione non possa essere immediata, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio dello Stato entro il termine di 90 giorni e a quelli residenti all’estero entro il termine di 360 giorni dall’accertamento». Per le multe stradali, questo termine inizia a decorrere – a detta della giurisprudenza – dal giorno dell’infrazione salvo che l’accertamento sia stato possibile solo in un momento successivo. In tal caso, è da quando gli agenti hanno potuto prendere cognizione dell’infrazione che decorrono i 90 giorni. Il che potrebbe voler dire anche da quando è avvenuto il caricamento della foto o del video su internet.

note

[1] Art. 173 codice strada:

«Art. 173. Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida.

1.-Il titolare di patente di guida, al quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida.

2.-È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).

3.-Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323.

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 160 a euro 646. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un?ulteriore violazione nel corso di un biennio».

[2] Art. 141 co. 2 cod. str.

[3] Art. 14 L. 689/1981.

Art. 14. Contestazione e notificazione

La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.

Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all’estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall’accertamento.

Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi all’autorità competente con provvedimento dell’autorità giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono dalla data della ricezione.

Per la forma della contestazione immediata o della notificazione si applicano le disposizioni previste dalle leggi vigenti. In ogni caso la notificazione può essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione. Quando la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, si osservano le modalità previste dall’articolo 137, terzo comma, del medesimo codice.

Per i residenti all’estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non è obbligatoria e resta salva la facoltà del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel secondo comma dell’art. 22 per il giudizio di opposizione.

L’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nel cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto.

Autore immagine: 123rf com

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