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Bonus fiscali per assistenza disabili 2018, cosa spetta?

6 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2017



Contributo da 1900 euro l’anno, deduzione spese mediche e di assistenza, detrazione spese sanitarie: le agevolazioni per chi assiste un familiare disabile.

Assisti un familiare disabile o non autosufficiente? Forse non sai che puoi aver diritto a diverse agevolazioni fiscali, come la deduzione dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica, o come le detrazioni per le spese sanitarie dei disabili o per le spese di assistenza dei non autosufficienti. Dal 2018, poi, dovrebbe debuttare una nuova detrazione da 1900 euro che può essere convertita in un contributo economico diretto di pari importo.

I requisiti necessari per fruire di questi benefici cambiano, però, a seconda del tipo di agevolazione, quindi è facile confondersi: vediamo dunque quali sono i principali benefici fiscali previsti per chi assiste un familiare disabile e le condizioni richieste, assieme alle possibili novità per il 2018.

Contributo da 1900 euro per chi assiste un over 80

La possibilità di usufruire di una detrazione annua pari a 1900 euro, che si può trasformare, per gli incapienti, in un contributo economico di pari importo, è prevista dal Testo unico sul caregiver familiare (la norma considera caregiver chi assiste un familiare disabile o non autosufficiente), che è il risultato della riunione di 3 disegni di legge [1].

Per fruire delle nuove agevolazioni per i caregiver familiari è necessario assistere un familiare entro il 3° grado di almeno 80 anni convivente da almeno 6 mesi e non autosufficiente.

L’agevolazione, come appena esposto, consiste in una detrazione fiscale annua pari a 1900 euro: in pratica, è possibile abbassare l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) sino al tetto massimo di 1900 euro l’anno.

Per chi non ha reddito, però, oppure risulta incapiente (l’incapienza si verifica quando le detrazioni superano le imposte dovute), la detrazione si trasforma in un assegno riconosciuto dall’Inps. In pratica, se chi assiste l’ultraottantenne non ha reddito, o non può fruire della detrazione perché questa è superiore alle imposte dovute, l’Inps è tenuto a corrispondere una somma a titolo di rimborso spese sino a 1.900 euro annui.

Per quanto riguarda le modalità concrete e gli adempimenti necessari per ottenere il beneficio, è necessario attendere l’entrata in vigore del Testo unico sul caregiver familiare e la successiva normativa di attuazione: il Testo unico è atteso entro marzo 2018.

Allo stato attuale, comunque, esistono già alcune agevolazioni fiscali a favore di chi assiste un familiare disabile: alcune valgono soltanto se l’assistito risulta fiscalmente a carico, altre richiedono solo il requisito dell’assistenza.

Ricordiamo che un familiare è considerato a carico se ha un reddito imponibile inferiore a 2.840,51 euro annui: non devono essere contati, ai fini del carico, i redditi esenti dall’Irpef, come l’assegno di accompagnamento.

Detrazione delle spese mediche per i familiari a carico

È possibile fruire della detrazione, pari al 19%, delle spese mediche sostenute per i familiari a carico, come quelle per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, o per le visite specialistiche, gli esami, le terapie, i ticket, eventuali ricoveri.

Nel dettaglio, è possibile togliere dall’Irpef, sulla parte che eccede 129,11 euro, il 19% dei costi sostenuti per:

  • acquisto di farmaci (si deve possedere lo scontrino parlante, con la dicitura farmaco ed il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico per cui è sostenuta la spesa);
  • visite mediche generiche e specialistiche e per le terapie;
  • analisi ed esami di laboratorio;
  • ticket sanitari;
  • cure dentistiche o odontoiatriche;
  • acquisto di dispositivi medici (come protesi, occhiali, lenti a contatto, apparecchi acustici);
  • spese per l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • spese per interventi chirurgici;
  • acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione (se necessari rispetto al tipo di menomazione riscontrata);
  • acquisto di apparecchi correttivi, poltrone per inabili e minorati e di ulteriori ausili specifici(se necessari rispetto al tipo di menomazione riscontrata.

I documenti da conservare per detrarre le spese mediche sono:

  • la fattura o lo scontrino fiscale parlante;
  • la ricevuta fiscale o la fattura rilasciata dal medico.

Questi documenti non devono essere allegati alla dichiarazione dei redditi ma conservati, in originale, per tutto il periodo durante il quale l’Agenzia delle entrate ha la possibilità di richiederli.

Deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica

Chi assiste un familiare può anche usufruire della deduzione dal reddito delle spese mediche e di assistenza specifica, anche nel caso in cui non risulti fiscalmente a carico. Possono infatti beneficiare della deduzione coloro che assistono [2]:

  • un disabile che abbia ottenuto il riconoscimento dell’handicap (anche non grave) dalla Commissione medica Legge 104 (gli invalidi di guerra ed equiparati si considerano portatori di handicap grave);
  • una persona dichiarata invalida da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra; per gli invalidi civili, occorre accertare la grave e permanente invalidità o menomazione; tale tipologia di invalidità si considera comunque accertata se la riduzione della capacità lavorativa è pari al 100% o se è stata attribuita l’indennità di accompagnamento.

Le spese di assistenza specifica che possono essere dedotte dal reddito sono:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica ;
  • le prestazioni rese dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, se dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona;
  • le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Le spese mediche generiche e di assistenza specifica sono deducibili dal reddito complessivo senza limiti.

Se il disabile, però, è ricoverato in un istituto di assistenza e ricovero, non si può dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e di assistenza specifica, anche se sono state determinate sulla base di un’eventuale percentuale forfettaria stabilita da una delibera regionale.

A tal fine, è necessario che le spese mediche e di assistenza specifica risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.

Le spese mediche e di assistenza specifica possono essere dedotte non solo dal disabile, ma anche dai suoi familiari, se le hanno sostenute. A tal fine, come anticipato, non è necessario che il disabile risulti fiscalmente a carico del familiare.

Se il documento di spesa è intestato solo alla persona disabile, il familiare che ha sostenuto il costo, per beneficiare della deduzione, deve integrarlo annotando l’importo da lui pagato; il familiare è poi tenuto a fornire i documenti comprovanti la spesa in sede di eventuale controllo della dichiarazione dei redditi.

Detrazione delle spese sanitarie per i disabili

La deduzione per le spese mediche generiche e di assistenza specifica non va confusa con la detrazione per le spese sanitarie per i disabili. Queste spese, difatti, non sono scomputate dal reddito, ma sono sottratte dalle imposte per il 19% del loro ammontare.

In particolare, danno diritto a una detrazione del 19% le seguenti spese sanitarie per i disabili:

  • acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione;
  • spese mediche specialistiche a favore del disabile;
  • acquisto di apparecchi correttivi, poltrone per inabili e minorati e di ulteriori ausili specifici.

Detrazione delle spese di assistenza per i non autosufficienti

Un’altra detrazione, da non confondere con le precedenti, è quella relativa alle spese di assistenza per i soggetti non autosufficienti; queste spese possono essere detratte dalle imposte (sia da parte dell’interessato, che dei familiari che lo hanno a carico), sino a 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40.000 euro.

La non autosufficienza non va confusa con l’handicap o con l’invalidità: è considerata non autosufficiente, infatti, una persona non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o non in grado di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Inoltre, ai fini dell’agevolazione fiscale può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa; lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica.

L’agevolazione non compete per le spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti come, ad esempio, i bambini quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

note

[1] S. 2048 Pagano, S. 2128 Bignami e S. 2266.

[2] Circ. 79/E/2016.

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1 Commento

  1. non sono un ottantenne, ma un disabile 100% ex L 104: qual’è la mia posizione rispetto all’eventuale bonus 2018??

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