HOME Articoli

Le Guide Assegni familiari (Anf): a chi spettano?

Le Guide Pubblicato il 6 novembre 2017

Articolo di




> Le Guide Pubblicato il 6 novembre 2017

Dal 1988 gli assegni familiari vengono calcolati non più sullo stato di famiglia ma sul nucleo familiare.

Sono un sostegno per molte persone ed aiutano ad arrivare a fine mese facendo quadrare i conti delle bollette o dell’affitto: sono gli assegni familiari o «Anf» (acronimo che indica «Assegni sul nucleo familiare»). In pratica, dipendente o il pensionato, il cui reddito familiare risulta inferiore ai limiti previsti dalla legge, ha diritto ad una prestazione denominata assegno per il nucleo familiare. Gli assegni vengono pagati dall’INPS e, per i lavoratori dipendenti, vengono anticipati dal datore di lavoro che li eroga con lo stipendio.

L’assegno al nucleo familiare è una prestazione a sostegno del reddito delle famiglie dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e dei pensionati titolari di pensioni a carico del Fondo pensione dei lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps o di un fondo sostitutivo o esclusivo della stessa, a condizione che il reddito del nucleo familiare del lavoratore o del pensionato sia al di sotto di determinate soglie adeguate di anno in anno e abbia una composizione particolare, stabilita dalle norme e di cui in seguito diremo.

Assegni familiari: a chi spettano?

Il punto di partenza per ottenere gli assegni familiari non è più lo «stato di famiglia», ma il nucleo familiare. La definizione di nucleo familiare, così come la intende l’Inps, è un concetto più ampio dello stato di famiglia, per la semplice ragione che non sempre coincide con la famiglia anagrafica, formata da coloro che abitano sotto lo stesso tetto. Ad esempio: un nucleo familiare può essere formato da genitori che vivono a Milano, una figlia che risiede a Pavia per frequentare l’università e che dipende dai genitori da un punto di vista fiscale. Quindi, il nucleo familiare è formato dalla famiglia anagrafica e da tutte le persone fiscalmente a carico di chi richiede l’assegno, anche se non conviventi.

Oltre al richiedente fanno dunque parte di detto nucleo i seguenti familiari:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli legittimi ed equiparati (adottivi o affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge), di età inferiore ai 18 anni compiuti;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti collaterali del richiedente e a lui formalmente affidati dai competenti organi di legge (vengono equiparati ai figli);
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti collaterali del richiedente minori d’età o maggiorenni inabili, anche se non affidati a condizione che risultino orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti;
  • i nipoti viventi a carico degli ascendenti diretti (i nonni), di età inferiore ai 18 anni;
  • i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, a condizione che il nucleo familiare sia composto da almeno 4 figli di età inferiore ai 26 anni.

Assegni familiari: spettano ai non conviventi?

Non è necessario che i familiari siano conviventi con il richiedente, eccezion fatta per i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori per cui la convivenza costituisce requisito necessario.

Il pagamento degli assegni familiari è subordinato alla verifica dei seguenti requisiti: i familiari per cui sono richiesti devono essere a carico del lavoratore autonomo o pensionato; il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere al di sotto di determinate soglie. La prima condizione è soddisfatta quando il familiare per cui è richiesto il trattamento di famiglia, abbia redditi personali di qualsiasi natura non superiori a un importo mensile (la verifica va fatta mese per mese) pari al trattamento minimo di pensione in pagamento in ciascun anno, maggiorato del 30%; la seconda condizione invece tiene in considerazione il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare coinvolto nella richiesta, che deve essere inferiore a determinati limiti di reddito soggetti a rivalutazione annuale.

Se il nucleo familiare è composto da una sola persona

È possibile che il nucleo familiare sia composto da un’unica persona, il richiedente l’assegno, a condizione che questi sia titolare di pensione ai superstiti erogata a carico del fondo pensione lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria o di un fondo sostitutivo o esclusivo della stessa e che si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • orfano minorenne o maggiorenne inabile;
  • coniuge minorenne o maggiorenne inabile.

A chi spettano gli assegni familiari?

Hanno diritto a richiedere gli assegni familiari i seguenti soggetti:

  • lavoratori dipendenti pubblici e privati in attività, sia a tempo pieno che parziale  (compresi gli apprendisti, le collaboratrici domestiche, i lavoratori a domicilio e i soci di cooperative) e assimilati (a esempio i lavoratori socialmente utili);
  • lavoratori in malattia, in maternità, in cassa integrazione, in mobilità, in aspettativa per cariche elettive o sindacali, assistiti per tubercolosi;
  • chi percepisce l’assegno di disoccupazione Aspi e mini-Aspi, la Cassa integrazione, la mobilità, la malattia, la maternità;
  • i pensionati che hanno lavorato nel settore pubblico o privato
  • lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps dei lavoratori autonomi.

Sono invece esclusi dalla possibilità di richiedere l’assegno i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) e i pensionati delle relative gestioni pensionistiche.

Per lo stesso nucleo familiare può essere concesso un solo assegno.

Incompatibilità degli Anf

L’assegno familiare è incompatibile con qualsiasi altro trattamento di famiglia a chiunque spettante.

In particolare, è esclusa una doppia corresponsione dell’assegno familiare in caso di:

  • pensionato da lavoro dipendente che continua ad esercitare un’attività di lavoro dipendente;
  • coniugi che hanno entrambi titolo all’ANF, in quanto ambedue lavoratori dipendenti o pensionati da lavoro dipendente;
  • diversi trattamenti di famiglia (ad esempio, ANF e assegni familiari) spettanti sia a diverso titolo allo stesso soggetto (ad esempio, pensionato da lavoro autonomo occupato come lavoratore dipendente), sia all’uno o all’altro dei coniugi (ad esempio, uno lavoratore dipendente e l’altro coltivatore diretto o pensionato autonomo).

Importi degli assegni familiari

L’importo dell’assegno mensile cambia a seconda del numero dei componenti e del reddito del nucleo familiare. Si deve fare riferimento alle tabelle pubblicate dall’Inps sul suo sito (www.inps.it), che ogni anno vengono aggiornate in base ai dati dell’inflazione.

Ad esempio, per un nucleo familiare con un solo genitore e almeno un figlio minore e in cui non siano presenti persone inabili e con un reddito annuo fino a 14.383,37 euro lordi, l’assegno mensile sarà di 137,50 euro.

Il reddito di riferimento per la verifica del diritto all’assegno e per la determinazione del suo importo è quello prodotto dal richiedente e dai familiari appartenenti al suo nucleo e ha validità dal 1° luglio dell’anno successivo alla sua maturazione (così l’assegno che percepirà un lavoratore dipendente a partire dal 1° luglio 2015 e sino al 30 giugno 2016 sarà determinato in base ai redditi da lui e dai suoi familiari prodotti nel 2014, oltre naturalmente che dalla composizione del nucleo familiare nel periodo di percezione dell’assegno: ogni eventuale variazione come la nascita di un figlio, la separazione che modifichi la composizione del nucleo familiare incide sull’importo dell’assegno).

A chi va fatta la domanda per gli assegni familiari?

La domanda per richiedere l’assegno familiare va presentata al proprio datore di lavoro, nel caso in cui si svolga attività lavorativa dipendente (non agricola).

In tutti gli altri casi, in cui il pagamento è effettuato in modo diretto dall’Inps, la domanda va presentata all’Istituto scaricando dal sito Inps il modulo apposito e inviandolo online. Ad esempio, dovranno seguire questa procedura i lavoratori disoccupati, gli operai agricoli,

colf e badanti, pensionati.

La presentazione della domanda all’INPS può essere effettuata esclusivamente tramite uno dei seguenti canali:

  • Via web – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino mediante PIN, attraverso il sito www.inps.it (servizio di “Invio on-line di domande di prestazioni a sostegno del reddito”). Una volta inviata la domanda è possibile stampare sia la ricevuta di presentazione che copia della domanda presentata per verificarne la correttezza (mod. ANF/42);
  • Contact center (numero gratuito da rete fissa 803.164; numero a pagamento da rete mobile 06164164), per coloro che non dispongono di accesso ad internet. Il Contact center è abilitato ad acquisire le domande, previa identificazione del cittadino tramite PIN dispositivo;
  • intermediari dell’istituto (Patronati) attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

L’autorizzazione dell’Inps

In alcune situazioni  il datore di lavoro, prima di anticipare l’importo del contributo, deve aspettare l’autorizzazione da parte dell’Inps: è il caso, ad esempio, di assegni familiari che riguardano i figli di genitori legalmente separati o divorziati, i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, i fratelli, sorelle e nipoti, e tutti i familiari inabili per i quali non sia già stata documentata l’invalidità al 100% e, infine, i familiari residenti all’estero.

Più nel dettaglio, devono chiedere l’autorizzazione:

  • i genitori separati o divorziati cui sono stati affidati i figli per includere i figli affidati;
  • il genitore per includere il figlio naturale convivente e riconosciuto da entrambi i genitori;
  • il coniuge per includere i figli nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge (legalmente riconosciuti dall’altro genitore);
  • il richiedente per includere i propri fratelli, sorelle, nipoti, orfani di entrambi i genitori, non aventi diritto alla pensione ai superstiti;
  • il richiedente cittadino italiano o straniero per includere i familiari residenti all’estero (in Paesi Ue o convenzionati);
  • i nonni per includere i nipoti a carico e per i quali provvedono al mantenimento;
  • il richiedente per includere i familiari inabili, quando non siano già in possesso di dichiarazioni valide a certificare l’invalidità al 100%;
  • il richiedente per i figli apprendisti o studenti con età superiore a 18 anni e inferiore a 21 anni appartenenti a nuclei familiari con più di 3 figli di età inferiore ai 26 anni (cosiddetti “nuclei numerosi”);
  • il richiedente nel caso di mancato rilascio della prevista dichiarazione di non riscossione dei trattamenti di famiglia da parte del coniuge sul modulo di domanda ANF/DIP da presentare per la richiesta di pagamento dell’assegno da parte del datore di lavoro. Nel caso di liquidazione diretta dell’assegno da parte dell’Inps, che avviene a esempio per i lavoratori domestici, i lavoratori parasubordinati o per i titolari di indennità di disoccupazione Aspi, mobilità ecc., non va richiesta l’autorizzazione ma va allegata all’istanza di pagamento diretto dell’assegno la documentazione comprovante il diritto all’inclusione del familiare o all’aumento dei livelli reddituali.

Coniugi separati

Oggi può chiedere gli assegni familiari anche il coniuge presso cui vivono i figli che sia senza reddito o nel caso svolga un lavoro che non rientra nei casi previsti per il ricevimento dell’assegno familiare, la possibilità di farne domanda.

Il reddito cui fare riferimento sarà quello risultante dalla separazione, escludendo il reddito dell’altro coniuge che non fa più parte del nucleo familiare.

Malattia o infortunio sul lavoro

In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale l’assegno per il nucleo familiare va corrisposto durante il periodo di inabilità per un massimo di tre mesi.

Gravidanza

In caso di gravidanza l’assegno spetta per tutti i periodi di astensione dal lavoro, obbligatoria, facoltativa o per malattia del bambino fino a tre anni.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno,
    io e il mio compagno viviamo insieme ma non siamo sposati e abbiamo 3 figli minorenni.
    il mio compagni e 2 figli hanno la residenza nella città in cui tutti insieme viviamo, io e un figlio, abbiamo l aresidenza in un’altra città.
    Lavoriamo entrambi.
    il nostro nucleo familiare è quindi composto da 5 persone?
    Io posso chiedere gli ANF per tutti e tre i figli?
    e il reddito di riferimento, in questo caso, sarebbe solo il mio?

    Vi ringranzio in anticipo,
    Saluti
    Monica Silvestri

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI