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Abuso edilizio: quando si deve pagare la sanzione?

9 dicembre 2017


Abuso edilizio: quando si deve pagare la sanzione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 dicembre 2017



Ho ricevuto una sanzione per la costruzione di un mio immobile ritenuta “abusivo”, cioè non conforme al progetto autorizzato dal Comune. Sono tenuto a pagare? L’immobile è stato costruito negli anni ’70. Era abusivo già allora?

Per rispondere al quesito occorre innanzitutto dire che, come ha anche precisato il tribunale amministrativo regionale del Veneto (sezione II, sentenza del 22 aprile 2011, n. 678), gli illeciti edilizi sono illeciti permanenti per quello che riguarda il diritto amministrativo (che disciplina i rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione).

Questo significa che la violazione di una norma edilizia (ad esempio, come nel caso specifico, la realizzazione di una costruzione non conforme al progetto autorizzato dall’amministrazione) è una violazione che permane nel tempo fino al momento in cui essa non venga rimossa oppure fino al momento in cui si ottenga una sanatoria.

La conseguenza di quanto appena detto è che quando l’autorità, dopo aver accertato questo tipo di violazioni, emana un provvedimento (di demolizione dell’opera abusiva oppure di irrogazione di una sanzione pecuniaria) non sta emanando un provvedimento a distanza di anni dal momento in cui la violazione è stata commessa, ma sta emanando un provvedimento contro una violazione che è come se fosse commessa anche oggi proprio perché questo tipo di violazione permane nel tempo (illecito cosiddetto permanente).

In altri termini, questo tipo di violazioni è come se fossero commesse ogni giorno fino al momento in cui non si rende l’opera conforme alle norme ed al permesso di costruire (precedentemente definito licenza o concessione) oppure fino al momento in cui non si ottiene una sanatoria.

Occorre anche aggiungere che:

– il potere dell’autorità di accertare questo tipo di violazioni non si prescrive: cioè l’autorità può sempre accertarle senza alcun limite di tempo (la Corte di Cassazione, con sentenza n. 2.160 del 2010 ed anche il Consiglio di Stato con sentenze n. 528 del 2006, n. 2529 del 2004 e n. 5.875 del 2003 hanno appunto chiarito che l’autorità può accertare gli illeciti edilizi amministrativi anche a notevole distanza di tempo perché il potere di accertare queste violazioni non ha alcun limite di tempo e può essere sempre esercitato);

– una volta che l’autorità abbia accertato la violazione (e, come si è detto, l’autorità può sempre accertarla anche a distanza di tantissimi anni) e dopo che l’autorità abbia emesso un provvedimento nei confronti del proprietario contenente una sanzione pecuniaria (come nel caso specifico), questa sanzione è soggetta a prescrizione quinquennale: l’autorità, cioè, ha cinque anni di tempo da quando ha emesso il provvedimento che contiene la sanzione per procedere a recuperare forzosamente le somme inflitte come sanzione al cittadino (ovviamente nel caso in cui il cittadino non le paghi spontaneamente).

Venendo, infine, alla questione del momento in cui l’immobile fu realizzato, tenga presente che la cosiddetta legge ponte del 1967 è in vigore dal 1° settembre 1967 e, comunque, anche se si dovesse considerare soltanto la ultimazione del perimetro (e non dell’intero edificio), anche prima del 1° settembre 1967 la realizzazione di un’opera in difformità dalla licenza di costruzione costituiva comunque un illecito edilizio punito dall’articolo 26 della legge urbanistica n. 1150 del 17 agosto 1942, articolo che è rimasto in vigore fino al 1° gennaio 2002.

Ciò significa che qualunque sia il momento che deve essere preso in considerazione per valutare la realizzazione dell’immobile in difformità rispetto al progetto autorizzato dal Comune, il fatto di averlo realizzato in difformità costituisce e costituiva sempre (prima e dopo il 1967) una violazione edilizia e, perciò, è legittima la sanzione che oggi viene irrogata al lettore considerato che si tratta, come si sottolineava all’inizio della presente consulenza, di violazione di tipo permanente e di un illecito che risulta sempre punito dalla legge almeno a partire dal 1942.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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