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Lo sai che? Disoccupazione, la Naspi spetta agli apprendisti?

Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

I lavoratori assunti col contratto di apprendistato hanno il diritto di percepire l’indennità di disoccupazione?

Pensi di non aver diritto alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, perché sei stato assunto con un contratto di apprendistato? Non devi assolutamente preoccuparti: da diversi anni, difatti, gli apprendisti hanno diritto al sussidio di disoccupazione alla pari degli altri lavoratori dipendenti.

Anche il rapporto di apprendistato, difatti, è un rapporto di lavoro subordinato, con la particolarità di offrire al lavoratore, oltre alla retribuzione, anche la formazione: l’apprendista è assicurato, alla pari di tutti i lavoratori dipendenti, contro il rischio di disoccupazione, ed ha quindi il diritto di ricevere l’indennità di disoccupazione per la perdita involontaria dell’impiego.

Non importa, ai fini del diritto alla Naspi, che il lavoratore sia stato licenziato durante il periodo di formazione, o al momento della disdetta (al termine del periodo di formazione) o, ancora, dopo l’eventuale conferma a tempo indeterminato: ciò che conta è che possieda almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno in corso.

Requisiti per il diritto alla Naspi

Ricordiamo, a questo proposito, quali sono i requisiti per aver diritto alla Naspi:

  • trovarsi in stato di disoccupazione per perdita involontaria dell’impiego (anche per cessazione del contratto a termine, dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione);
  • aver reso la Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro e alla formazione;
  • possedere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni (non contano i periodi che hanno dato luogo a un’altra indennità di disoccupazione);
  • aver lavorato per almeno 30 giornate nell’anno in corso.

Durata e importo della Naspi

La Naspi ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite, sino a un massimo di 24 mesi: ad esempio, se hai lavorato per 52 settimane (1 anno), avrai diritto a 26 settimane (6 mesi) di disoccupazione.

L’importo mensile della Naspi è pari al 75% dell’imponibile medio mensile degli ultimi 4 anni, se inferiore a 1195 euro. Se superiore, l’indennità Naspi deve essere così determinata: 75% di 1.195 euro, più il 25% della differenza tra 1.195 euro ed il maggior importo, sino ad un limite massimo di 1.300 euro. L’importo della Naspi non resta sempre uguale, ma a partire dal 4° mese, cioè dal 91° giorno di fruizione, è ridotto mensilmente del 3%.

Domanda Naspi

Per inviare la domanda Naspi, puoi rivolgerti a un qualsiasi patronato, oppure inviarla autonomamente attraverso il sito web dell’Inps o il contact center, se possiedi il pin per l’accesso ai servizi online dell’istituto (se invii la domanda tramite web è sufficiente anche l’identità unica digitale Spid di 2° livello o la Cns- carta nazionale dei servizi).

Poiché la domanda di Naspi presentata all’Inps equivale a dichiarazione di immediata disponibilità (Did), non sarà necessario che ti rechi personalmente al Centro per l’impiego per effettuare questo adempimento (peraltro, la Did può essere resa anche attraverso il portale Anpal).

Entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda, dovrai però contattare il tuo Centro (anche via mail) per l’impiego di competenza (rispetto al domicilio indicato nella domanda Naspi) per fissare un appuntamento finalizzato alla sottoscrizione del patto di servizio personalizzato: si tratta di un programma che contiene delle attività studiate apposta per favorire il tuo reinserimento nel mercato del lavoro, come corsi di formazione e orientamento.

Successivamente, sarai convocato, via mail o sms, dal Centro per l’impiego per procedere alla sottoscrizione del patto di servizio personalizzato.

Niente Naspi per gli stagisti

Infine, è bene aggiungere un’importante precisazione: l’apprendistato non deve essere confuso con lo stage, o tirocinio. Il tirocinio, infatti, non è un contratto di lavoro, ma si tratta di un periodo di formazione svolto all’interno di un’azienda ospitante, per il quale può essere riconosciuto un rimborso spese. Il tirocinante non è assicurato contro la disoccupazione, in quanto non è, come l’apprendista, un lavoratore subordinato, quindi la Naspi non gli spetta.


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