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Lo sai che? Quali sono i diritti dei cittadini

Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

Ognuno di noi, in quanto cittadino, gode di diritti inviolabili, individuali e collettivi, che possono essere fatti valere davanti alla Legge. Quali sono?

Se possiamo rivolgerci a giudici e tribunali per far valere le nostre rimostranze è perché noi tutti oggi, in quanto cittadini, siamo titolari, non solo di doveri nei confronti degli altri, ma anche di diritti in campo sociale, civile, economico e politico. Tutta la nostra vita è regolata da queste due facce della stessa medaglia: diritti e doveri. E tutte le leggi che sono state scritte nei codici e che vengono oggi applicate, nient’altro fanno che regolare i comportamenti di ciascuno di noi in quanto cittadino di uno stato e in quanto cittadino del mondo, agendo affinché questi diritti vengano tutelati e promossi. Pensiamo quindi sia stato violato un nostro diritto? Agiamo e facciamolo valere. Per farlo però dobbiamo conoscerli questi diritti. Quali sono esattamente?

Dove sono scritti i diritti dei cittadini?

Per far valere il nostro diritto allo studio, a essere curati, a percepire lo stipendio oppure a scendere in piazza contro l’ennesima riforma infiocchettata e spacciata per buona, ci rivolgiamo alla legge, che altro non fa che adeguarsi ai principi scritti nella nostra Costituzione.

Nel paese in cui siamo cittadini tutto nasce da quel testo costituzionale [1] che sancisce in modo netto che la Repubblica italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, rimuove gli ostacoli che limitano la libertà, l’uguaglianza e compromettono lo sviluppo della persona e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione del paese. Inoltre riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, impegnandosi a mettere in pratica tutte le condizioni per rendere concreto questo diritto. Da qui nascono tutte le leggi che regolano i nostri rapporti tra cittadini e tra cittadino e Istituzioni.

D’accordo, detta così l’Italia sembra molto simile al giardino dell’Eden. Sappiamo tutti che tra il dire e il fare c’è di mezzo la realtà, che impone appunto una visione più realista. Non sempre la nostra Costituzione viene rispettata, soprattutto nella parte relativa ai nostri diritti. Ci sentiamo spesso spaesati e frustrati. Ma non per questo dobbiamo dimenticarci che possiamo agire per legge nel momento in cui riteniamo che un nostro diritto venga violato.

Quali sono i diritti dei cittadini? 

La Costituzione italiana apre ribadendo un principio sacrosanto: cioè che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini i diritti inviolabili, si impegna a promuoverli, promuovendo quindi anche lo sviluppo della persona, come individuo e come membro della collettività.

I diritti civili 

Ognuno di noi gode di diritti civili [2] in quanto individuo e in quanto membro di gruppi sociali che gli consentono di opporsi contro chiunque tenti di limitarli.  Sono appunto le nostre libertà in quanto individui e le libertà in quanto membri della collettività.

  • Libertà civili individuali

Libertà personale. È assodato che nessuno può essere detenuto, perquisito, sottoposto a ispezione e alla restrizione della propria libertà in modo arbitrario, senza un’autorizzazione specifica dell’autorità giudiziaria e della legge. Tradotto: siete tranquilli cittadini e state camminando sereni per strada e le forze dell’ordine vi requisiscono lo zaino aprendolo e perquisendolo in modo arbitrario? Stanno abusando del loro potere e violando il vostro diritto alla libertà personale.

Domicilio, circolazione e soggiorno. Anche qui, il nostro domicilio è inviolabile. Nessuno può permettersi di suonarci il campanello, entrare e perquisire casa nostra senza un’apposita autorizzazione dell’autorità giudiziaria. E nessuno può limitare la nostra libertà di circolare e soggiornare su tutto il territorio nazionale. E ora anche su quello europeo in quanto cittadini dell’Unione europea. Noi siamo liberi di muoverci. Siamo altrettanto tutelati nel diritto alla segretezza della nostra corrispondenza: in soldoni, nessuno può violare la nostra privacy e la nostra libertà in tema di corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.

Diritto alla capacità giuridica, cittadinanza e nome. Qui l’uomo viene riconosciuto pienamente cittadino italiano e come tale, portatore di diritti e doveri insindacabili. L’essere identificato con un nome, la capacità giuridica che lo porta ad avere come punto di riferimento il diritto e le leggi, e tutti i diritti e doveri che la cittadinanza porta con sé. Cittadinanza che nessuno può toglierci.

Diritto a tutelare i propri diritti e difendersi. La difesa è un diritto inviolabile del cittadino, anche quello meno abbiente, che non può permettersi un difensore privato. Lo Stato garantisce a tutti, anche a chi non può permetterselo i mezzi per difendersi e agire in giudizio. La legge e le garanzie giurisdizionali servono ad impedire che il cittadino possa farsi giustizia da sé. E lo fa garantendo l’imparzialità dei giudici. A tutti è riconosciuto inoltre la riparazione o risarcimento per gli errori giudiziari.

Libertà di opinione e manifestazione del pensiero. Questo sarebbe un diritto da mettere per iscritto e appendere sul frigo di casa per non dimenticarlo mai: ognuno di noi è libero di manifestare il proprio pensiero e la propria opinione senza alcuna restrizione. È una della basi della democrazia. Grazie anche a questo diritto possiamo leggere tanti giornali, riviste, ma anche aprire noi stessi blog o notiziari. Nessuno ce lo vieta.

  • Le libertà civili collettive

Va da sé che esprimere un’opinione significa confrontarsi con gli altri, stare insieme e discutere, riunirsi, dare vita ad associazioni che perseguono fini sociali e politici: insomma, prendere parte attiva alla vita di comunità.

Libertà di riunione e associazione. Siamo protetti dalla Costituzione nel nostro diritto a riunirci e associarsi. Ovviamente in modo pacifico e senza armi. Non dovete chiedere nessuna autorizzazione per farlo, l’importante è non andare contro la legge (e non sognarsi neanche di dare vita ad associazioni segrete in stile massonico). Tutte le associazioni di volontariato, i partiti politici, i comitati che conoscete poggiano su questo diritto.

I diritti etico-sociali 

Qui si entra nella sfera delle disuguaglianze sociali, che il nostro Stato si impegna a eliminare (quanta strada ancora da fare!) garantendo questi diritti inviolabili [3]:

Diritto alla famiglia. In linea generale per la nostra Costituzione la famiglia fondata sul matrimonio è un gruppo sociale a tutti gli effetti, che va riconosciuto e promosso. Va da sé che questa è una formulazione che, così come applicata, va a sbattere contro l’evoluzione della società e la necessità di riconoscere nuove tipologie di famiglie. Dalle coppie di fatto eterosessuali a quelle omosessuali, fino alle coppie omosessuali che vogliono sposarsi. Insomma, non tutti oggi possono affermare di godere davvero di questo diritto e restano in attesa di un’effettiva evoluzione della società e di nuove leggi al passo con i tempi.

Diritto alla salute. I ticket aumentano, il sistema è in crisi, non tutte le prestazioni sanitarie sono coperte dal sistema sanitario nazionale, i casi di malasanità sono tanti (troppi) e spesso ci ricordano come forse la nostra Italia sia ancora divisa in due, le file al pronto soccorso sono infinite. Ciò che non possiamo negare tuttavia è che il nostro Stato ci garantisce cure e medicine  nel momento del bisogno. La Costituzione garantisce infatti il diritto alla salute a tutti i cittadini e cure gratuite ai più bisognosi, senza spedire conti milionari a casa nostra (al contrario di altri paesi)

Diritto all’istruzione. È il diritto su cui si fonda la famosa scuola dell’obbligo fino ai 16 anni d’età. Un ciclo di studi che inizia a 6 anni e termina con la scuola superiore, la tanto agognata maturità. L’istruzione è quindi obbligatoria e gratuita. Certo, direte voi, e allora cosa sono quei conti di centinaia di euro per i libri scolastici? E perché quelle tasse universitarie tanto alte? Ecco, diciamo che anche questo diritto meriterebbe forse un po’ più di attenzione nella sua messa in pratica, soprattutto in favore delle fasce più deboli della popolazione. Nessuno però ci chiede di aprire un mutuo milionario per mandare un figlio all’università (non è forse ancora abbastanza, ma è qualcosa).

I diritti politici 

I diritti politici riguardano tutto ciò che rientra nel nostro essere membri attivi di un ordinamento basato su regole democratiche [4].

Diritto al voto e ad essere votati. L’impegno civico e politico sono un diritto e anche un dovere del cittadino (almeno dovrebbe). Possiamo partecipare alla politica in due modi: candidandoci a essere eletti come rappresentanti del popolo (a livello locale e livello nazionale) e andando a votare (al compimento dei 18 anni). Ci stiamo abituando purtroppo a rinunciare a quest’ultimo diritto. La nostra sfiducia nelle istituzioni ha portato molti cittadini a disertare le urne e quindi a mandare in fumo questo sacrosanto diritto di scegliersi i propri rappresentanti.

Diritto di petizione. Riteniamo ci sia una questione politica, sociale, civile che debba essere affrontata dai nostri governanti per migliorare un vuoto legislativo? Allora siamo liberi di rivolgere petizioni al Parlamento.

I diritti economici

Diritto al lavoro. Non arrabbiatevi arrivati a questo punto [5]. Non è certamente un diritto applicato in maniera certosina. In Italia sembra che la disoccupazione galoppante sia ormai strutturale, i contratti di lavoro stabile hanno lasciato il posto a forme di collaborazione discutibili e finte partite iva e molti ammortizzatori sociali ultimamente hanno la coperta un po’ corta. Tuttavia esiste in linea di principio un diritto al lavoro e tutti i lavoratori possono rivendicare, grazie a generazioni di lotte, diritti sanciti per legge: cassa integrazione, disoccupazione, permessi retribuiti, maternità, malattia ecc. Certo forse bisognerebbe chiedere cosa ne pensa chi non ha un contratto, gli eserciti di stagisti perenni, di giovani con partite iva fittizie, di esodati.

Rientrano nel diritto al lavoro anche: la retribuzione adeguata e dignitosa, il numero massimo di ore di lavoro (che per legge non può andare oltre le 8), il riposo settimanale, la parità di retribuzione tra uomo e donna, l’assistenza sociale, l’avviamento professionale, l’organizzazione sindacale e l’adesione ai sindacati, il diritto di sciopero.

Diritto all’iniziativa economica. È alla base della nascita di tutti i progetti imprenditoriali. Il nostro paese garantisce a tutti il diritto di creare un’impresa, purché ovviamente non vada contro i principi della legge e della dignità umana. E sempre la legge stabilisce, con apposite normative, i termini e i modi attraverso cui questa impresa che nasce possa contribuire allo sviluppo della società

Diritto di proprietà. Nessuno può rivendicare diritti sulla nostra casa, sul nostro giardino, sulla nostra auto. La proprietà privata è un diritto e può essere espropriata solo in casi di interesse generale, a fronte di un indennizzo. Può succedere ad esempio nel caso di opere di pubblica utilità che debbano essere realizzate sui terreni privati. In questo caso la legge prevede l’espropriazione con indennizzo.

Questi sono i principali diritti legati alla cittadinanza. Alcuni vengono rispettati, altri decisamente meno. La legge ci consente però di alzarci in piedi e chiedere ciò che ci spetta di diritto. In autonomia, con l’aiuto di sindacati e delle associazioni dei consumatori, rivolgendoci a bravi avvocati. Sta a noi spesso ricordare allo Stato e ai membri della nostra comunità i nostri diritti, rivendicandoli ogniqualvolta vengano violati.

note

[1] Artt. 2-4 Costituzione italiana

[2] Artt. 13-28 Costituzione italiana

[3] Artt. 29-34 Costituzione italiana

[4] Artt. 48-54 Costituzione italiana

[5] Artt. 35-47 Costituzione italiana

Autore immagine: Pixabay 


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