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Lo sai che? I regali che insospettiscono il fisco

Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2017

Gli acquisti superiori del 20% al reddito dichiarato fanno scattare il redditometro. Per difendersi bisogna dimostrare che si è speso soldi regalati da terzi.

I nullatenenti che non presentano la dichiarazione dei redditi, ma che durante l’anno spendono un sacco di soldi, hanno buone probabilità di finire nel mirino del fisco. Stesso discorso vale anche per chi ha uno stipendio ma le spese che sostiene in un anno superano di ben il 20% quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate. C’è un solo modo per superare l’accertamento fiscale ed evitare di pagare le sanzioni allo Stato: dimostrare che il denaro utilizzato per gli acquisti è stato ricevuto in regalo. Solo così si può evitare di essere additati come evasori fiscali. Ma cosa deve fare il contribuente per dare la prova di ciò? Quali sono i regali che insospettiscono il fisco e come ci si difende? Lo scopriamo insieme qui di seguito.

Immaginiamo una persona che acquista una casa. La sua busta paga, tuttavia, è di poco superiore a mille euro al mese: un reddito esiguo non solo per sostenere la rata del mutuo, ma anche per pagare la caparra o le spese notarili. Come avrà fatto a procurarsi i soldi? Glieli avrà regalati o prestati il coniuge, si potrebbe ragionevolmente argomentare. Tuttavia, siccome a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, l’Agenzia delle Entrate pretende anche la prova di ciò. Prova che, certo, non può mai essere una testimonianza (facile altrimenti sarebbe trovare l’accondiscendenza di un familiare), ma necessariamente un documento scritto. Non ci vuole molta fantasia, a questo punto, per capire che la prova certa della donazione non può che essere il bonifico bancario da cui, soltanto, si evince chiaramente il trasferimento delle somme da un conto all’altro. Solo una dimostrazione del genere potrebbe allontanare i sospetti che i soldi spesi per comprare casa provengono da un reddito non dichiarato (e, pertanto, sono il frutto di un’evasione fiscale) o da fonte illecita. Che succede se i soldi vengono quindi consegnati a mano? Innanzitutto si commette un illecito se la somma è superiore a 3mila euro (per questi importi infatti esiste l’obbligo di pagamenti tracciabili con bonifico o assegno non trasferibile); in secondo luogo non si ha modo di difendersi da un accertamento fiscale. Nè varrebbe una scrittura privata, seppur registrata, da cui si evince il prestito. In generale i regali che insospettiscono il fisco sono quelli che non possono essere dimostrati. Ma proseguiamo e vediamo come si evolve la vicenda del nostro ipotetico contribuente.

L’acquirente della casa (immaginiamo una donna di mezza età), proprio perché ha dichiarato un reddito modesto, riceve subito un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Consultandosi con il proprio commercialista e l’avvocato, decide di contestare l’avviso. Il contribuente spiega così al dirigente del fisco che si occupa del suo caso di aver comprato la casa non con denaro proprio, ma grazie ai soldi che gli sono stati regalati dall’allora fidanzato, che è poi diventato suo marito. Per dimostrare ciò produce la copia di alcuni assegni a sé intestati, provenienti dal donante e gli estratti conto della banca da cui risultano i relativi bonifici bancari.

Ma l’Agenzia delle Entrate non ci sta: secondo il fisco il fatto che le somme spese provengano dal conto corrente di una terza persona non prova in automatico la buona fede dell’operazione. Chi ha ragione?

In una recente sentenza la Cassazione ha preso le difese dei contribuenti [1] sostenendo che, pur essendo legittimo il sospetto del fisco sulla provenienza dei soldi, se ci sono le prove che le somme contestate non sono redditi ma «sussidi e regalie» per l’acquisto di un immobile, e tanto risulta dalle causali del bonifico stesso, l’eventuale accertamento fiscale è illegittimo.

Male sarebbe andata invece al contribuente se avesse perso la prova dei bonifici e si fosse affidato a una scritturina privata tra le parti che certo non dimostra lo spostamento del denaro da un conto all’altro e ben potrebbe essere siglata con intenti simulatori. Peraltro, quando si tratta di spostare capitali, difficile sarebbe sostenere che la consegna dei soldi è avvenuta a mano, poiché in tal caso si violerebbe la normativa sull’antiriciclaggio.

Perché il contribuente sia in grado di provare la correttezza dei suoi comportamenti, è fondamentale che tutte le operazioni compiute siano sempre documentate e tracciabili, in modo da non creare ambiguità o fraintendimenti.

Vediamo, più da vicino, quali sono i regali che insospettiscono il fisco. Non è tanto la donazione di denaro in sé che fa scattare l’accertamento, ma l’uso che dei soldi fa il beneficiario. Difatti, alcune delle spese che noi facciamo tutti i giorni vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di tutti gli acquisti che passano attraverso un codice fiscale: ad esempio un affitto, un viaggio, l’acquisto di un’auto, di una polizza assicurativa o anche di un oggetto tecnologico se il consumatore si fa rilasciare la fattura. Solo gli scontrini non rendono tracciabile l’operazione.

Una volta ricevuti i dati degli acquisti fatti dai contribuenti, il fisco mette in moto la macchina dei controlli, che in questo caso si chiama redditometro. Per capire il redditometro devi pensare a una bilancia: in un piatto c’è il reddito che tu denunci con la dichiarazione annuale; sull’altro piatto invece tutti gli acquisti che tu fai con questo reddito. I due pesi devono essere uguali; è consentito uno sforamento di massimo il 20%. Come a dire: tanto entra, tanto può uscire. Se spendi tanto vuol dire che guadagni molto o che qualcuno ti sta facendo credito. È però inverosimile che possa darsi alle spese pazze chi ha un reddito modesto o, comunque, inferiore ai soldi usciti dal portafogli. «Qualcosa non torna» e la mancata quadratura potrebbe dipendere dalla disponibilità di redditi non dichiarati al fisco. Sulla base di questa costruzione si basa la maggior parte degli accertamenti fiscali: tanto guadagni, tanto puoi spendere. Leggi sul punto Quali spese fanno arrivare un controllo fiscale?

Ecco dunque una lista dei regali che insospettiscono il fisco: a indicarla è un decreto ministeriale [2] ove sono elencati i beni e servizi acquistati che fanno scattare i controlli fiscali, sempre che il loro valore sia superiore al reddito disponibile del contribuente. Ad esempio, vi rientrano:

  • mutuo
  • canone di locazione
  • canone di leasing immobiliare
  • spese di manutenzione della casa
  • agenzia immobiliare
  • spese per consumo di energia elettrica, gas e acqua
  • elettrodomestici ed arredi
  • collaboratrici domestiche
  • visite mediche e medicinali
  • polizza rc auto
  • auto di lusso e relativo bollo
  • acquisto di smartphone
  • abbonamento pay-tv
  • palestre e circoli sportivi
  • giochi online
  • cavalli
  • animali domestici
  • istituti di bellezza e centri benessere
  • gioielleria e bigiotteria
  • alberghi e viaggi
  • cene e pranzi fuori casa.

Oltre a queste spese ci sono anche:

  • un mutuo troppo elevato e non sostenibile per il contribuente. Se la rata è troppo alta rispetto alla busta paga, bisognerà dimostrare al fisco come ci si procura i soldi da dare alla banca;
  • l’acquisto di auto d’epoca la cui manutenzione è a volte più costosa dell’auto nuova;
  • l’utilizzo eccessivo del telepass: chi passa troppe volte dal casello o sta viaggiando per lavoro (e quindi si procura reddito) o lo fa per piacere (il che significa che deve avere soldi da spendere);
  • la polizza vita: la Cassazione ha ritenuto legittimo l’accertamento per premi eccessivi sulla polizza vita.

In cima alla lista degli acquisti sospetti restano sempre la casa e l’auto nuova.

note

[1] Cass. sent. n. 7258/18 del 22.03.2017.

[2] Min. finanze decreto del 16 settembre 2015.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Salve. vorrei un consiglio, una mia amica molto Generosa mi vuole regalare una cospicua somma di denaro perchè è Generosa…,nel bonifico bancario come causale ci scriverà regalo di compleanno. La mia domanda è, vorrei stare tranquillo per un domani, nel senso non vorrei che un giorno me li potrebbe richiederli inventandosi che era un prestito o altro…,la stessa cosa per l’Agenzia delle Entrate. Come posso tutelarmi con la mia amica e con l’Agenzia delle Entrate?
    Grazie e Distinti Saluti da Cristian.

  2. Cristian 10/11/2017 alle 15:37
    Salve. vorrei un consiglio, una mia amica molto Generosa mi vuole regalare una cospicua somma di denaro perchè è Generosa…,nel bonifico bancario come causale ci scriverà regalo di compleanno. La mia domanda è, vorrei stare tranquillo per un domani, nel senso non vorrei che un giorno me li potrebbe richiederli inventandosi che era un prestito o altro…,la stessa cosa per l’Agenzia delle Entrate. Come posso tutelarmi con la mia amica e con l’Agenzia delle Entrate?
    Grazie e Distinti Saluti da Cristian.

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