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Contributi Inps mancanti, che cosa fare?

8 Novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Novembre 2017



Se dall’estratto conto dell’Inps sono spariti dei contributi il lavoratore può recuperarli?

Dopo una vita di lavoro sei vicinissimo alla pensione, ma scopri che dal tuo estratto conto mancano degli anni di contributi, annualità nelle quali sei certo di aver lavorato. Oppure, dopo aver riscattato con fatica gli anni di laurea ti accorgi che, nonostante sia passato molto tempo dal pagamento dell’intero onere di riscatto, i relativi contributi non compaiono ancora nell’estratto conto.

Purtroppo si tratta di amare sorprese che capitano sempre più spesso alle soglie della pensione: nella maggior parte dei casi si tratta di semplici disguidi, che possono essere risolti con una segnalazione contributiva. In altri casi, però, può trattarsi della reale assenza di contributi, non versati dal datore di lavoro. C’è poi la particolare situazione in cui si trovano i dipendenti pubblici, che devono segnalare eventuali anomalie relative a periodi precedenti al 2012 entro il 31 dicembre 2017, pena la perdita dei contributi mancanti: chi non segnala rischia di andare in pensione più tardi o con una pensione più bassa.

Ma come capire se mancano dei contributi dall’estratto conto e che cosa puoi fare per segnalare e recuperare i periodi scoperti? Vediamolo nel dettaglio.

Estratto conto Inps

Innanzitutto è bene che tu faccia una verifica della tua posizione contributiva. Non è necessario che ti rivolga a un patronato, puoi farlo anche da solo se possiedi il Pin per l’accesso ai servizi dell’Inps, l’identità unica digitale Spid o la carta nazionale dei servizi.

Utilizzando le tue credenziali, dovrai accedere al sito dell’Inps e cercare tra le prestazioni e i servizi il fascicolo previdenziale del cittadino: si aprirà una pagina, con un menu sulla sinistra; devi andare su posizione assicurativa, poi su estratto conto, per visualizzare la tua situazione.

L’estratto conto è un documento in cui appaiono, suddivisi (solitamente anno per anno), tutti i contributi versati, compresi i contributi volontari, da riscatto, ricongiunti o figurativi.

Segnalazione contributiva

Se ti accorgi che mancano dei contributi dal tuo estratto conto, devi utilizzare, all’interno dello stesso fascicolo previdenziale del cittadino, la funzione segnalazione contributiva, sempre accessibile dal menu sulla sinistra della pagina, sotto posizione assicurativa.

A questo punto devi andare su gestione e scegliere la tua situazione, a seconda del periodo da segnalare (periodo di iscrizione al fondo lavoratori dipendenti, alle gestioni artigiani e commercianti, ai fondi speciali o sostitutivi, etc.); in seguito, sei tenuto a scegliere il tipo di contribuzione mancante (ad esempio da riscatto, ricongiunzione, etc.). Devi poi compilare il form che ti viene proposto:

  • segnalazione presentata per la sede di: in questo campo devi scegliere, dal menu a tendina, la tua sede Inps;
  • campi “dal” “al”: in questi campi devi inserire la data di inizio e di fine del periodo mancante;
  • se poi i periodi di riferimento sono relativi a un riscatto o a una ricongiunzione, si devono compilare anche i campi “data domanda”, “tipo riscatto” e “data unico/ultimo versamento”;
  • è poi possibile allegare documentazione relativa ai periodi mancanti (buste paga, ricevute di versamento, etc.).

Segnalazione errori e periodi mancanti per i dipendenti pubblici

Se sei un dipendente pubblico, è consigliabile che tu prenda visione dell’estratto conto previdenziale il prima possibile. Per i lavoratori della pubblica amministrazione, difatti, sta per concludersi l’operazione “Estratto conto dipendenti pubblici”[1]: si tratta di una campagna messa in atto dall’Inps, gestione ex Inpdap, per consolidare la posizione previdenziale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, correggendo errori ed anomalie relativi ai periodi anteriori al 2012. I dipendenti della PA, in pratica, sono stati invitati dall’istituto, con una comunicazione, a prendere visione del proprio estratto conto informativo, per segnalare errori e omissioni.

L’Inps ha ribadito, con una recente circolare [2], che gli errori riscontrati potranno essere corretti solo sino al 31 dicembre 2017. Chi non corregge perde definitivamente i contributi non risultanti e non segnalati, rischiando di pensionarsi anche con anni di ritardo e con assegni più bassi.

Per segnalare gli errori, i dipendenti pubblici possono utilizzare la funzione RVPA, disponibile all’interno del Fascicolo previdenziale del cittadino, sotto la voce Posizione assicurativa.

Per sapere come segnalare i contributi mancanti o errati con la funzione RVPA, vedi: Inpdap, se non segnali i contributi mancanti li perdi.

Riscatto dei periodi di lavoro non coperti da contributi

Se, una volta effettuate le opportune verifiche, scopri che mancano dei periodi di lavoro dipendente perché il datore non ha versato i contributi e che questi sono prescritti, puoi domandare la costituzione di una rendita vitalizia. La rendita deve essere pari alla pensione adeguata, o alla quota di essa, che ti sarebbe spettata in relazione ai contributi omessi.

Se il datore di lavoro non costituisce la rendita, puoi riscattare i periodi scoperti, salvo il diritto al risarcimento del danno. A supporto della domanda di riscatto devi presentare (con documentazione di data certa) la prova dell’esistenza del rapporto di lavoro, della sua durata e della retribuzione.

Non è richiesto un requisito contributivo minimo; tuttavia, non possono essere riscattati nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) i periodi soggetti a contribuzione presso un altro ente previdenziale (ad esempio i periodi lavorati presso un ente locale soggetto alla Cpdel).

note

[1] Inps Circ. 49/2014 e 148/2014.

[2] Inps Circ. 94/2017.


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17 Commenti

  1. Per gli iscritti con periodi ante 1993, non vengono evidenziati i dati relativi alle retribuzioni per tali periodi. La loro mancanza o la loro effettiva consistenza non deve essere segnalata in richiesta di variazione”

    1. volevo sapere se si può fare la variazione per contributi non presenti nell’estratto conto relativi all’anno 1986, ma che vengono riconosciuti dal decreto inviato dall’inps.

  2. Ho fatto già due domande per dei contributi dispersi nei meandri dell’INPS. A tutt’oggi non ho ricevuto una risposta positiva; passare da INPS a CPDL è stata una tragedia che non ho potuto evitare. La domanda è la seguente: devo continuare con il patronato o devo rivolgermi ad un legale???

  3. volevo far una ricerca dei versamenti contributivi di mia moglie,ma non riesco ad entrare nel sito inps perche in esso c’è memorizzato le mie credenziali,devo andare comunque ad uno sportello inps?

  4. Buongiorno, ho lavirato da 28.12.2017. al 31.01.2018. Se in bustapaga di dicembre 2017. ci sono 4 giorni di retribuzione con gli orari per tutti e 4 giorni i contributi versati dal datore di lavoro possono essere solo 3 o devono essere 4? Gennaio 27 giorni lavorati e invece in bustapaga risulta retribuzione 26 giorni, e all’Inps contributi versati solo per 26 giorni. Chiedo perché mi è stata respinta la domanda NASPI perchè così ho solo 29 giorni e non 30 in 12 mesi che precedono la disoccupazione. Cosa posso fare? Se faccio il ricorso o chiedo il riesame mi danno la NASPI.

  5. Buongiorno, prima del 31/12/2017 ho fatto presente che dal mio estratto conto compariva una nota 18 “servizio da accertare” dall’anno 1982 al 1994. non mi è stata mai data una risposta in merito . Gradirei , per cortesia , ricevere dei chiarimenti e cosa fare per essere in regola , considerando che ho sempre lavorato a tempo indeterminato e i servizi sono tutti precisati nell’estratto.
    restando in attesa vi ringrazio e saluto cordialmente.
    Regillo

  6. dopo parecchi segnalazioni all inps di contributi versati tramite i caf e visite personali assidue con documenti presi in visione nel 1976/77/78 /79 anni lavorati mi hanno riconosciuto solo la disoccupazione e il periodo delle malattie porto un mio ragionamento se io ho usufruito della disoccupazione e delle malattie x logica ho lavorato x un periodo di due antecedente x l epoca x riscuotere la disoccupazione si mostrava al collocamento documentazione con avvenuti pagamenti da parte dell impresa aiutatemi a risolvere questo rebus prima che faccio un casino nell inps di napoli grazie

    1. Se al tempo eri un “apprendista artigiano” i tuoi contributi sono figurativi perché per quegli anni il tuo datore di lavoro era per legge esonerato dal versarli.Art.16 Legge 21 dicembre 1978.

  7. salve, nel 1985 causa licenziamento collettivo,andai in disoccupazione speciale, in quel periodo durava 2 anni ,e riscossi solo i primi 5 mesi, poi per vari motivi non andai più a riscuotere i restanti 19 mesi, i 5 riscossi risultano ma i 19 mesi no dall’estratto inps, e la mia domanda è : è possibile trovarli facendo un indagine? sarebbero importanti anche se figurativi per il raggiungimento dei contributi precoci e gravosi. grazie e saluti, Rosario.

  8. vorrei sapere se posso avere un calcolo della mia situazione relativa ai contributi .sono dipendente del comune di roma con assunzione 10/12/1991 ad oggi ho 65 anni posso controllare la mia situazione . grazie

  9. ho lavorato dai 3 gennaio 1977 al 19 gennaio 1978 presso una officina meccanica importante con con circa 100 dipendente. oggi ho fatto estratto del mio periodo lavorativo e trovo di aver che risulta solo tre settimane del gennaio 1978.

    nonostante abbia copia del libretto rosa dove risulta il periodo che ho lavorato.

    Questo mi pregiudica che al 31 dicembre 1995 ( retributivo )
    HO SOLO 17 ANNI E 47 SETTIMANE PERTANTO NON RIENTRO NEPPURE SUL CONTEGGIO RETRIBUTIVO .

    Cosa posso fare ?

  10. Antonio Monciino mi hanno tolto 5anni tolto dopo un infarto sì sono chiesti come hanno mangiato????

  11. Sono un dipendente statale del Mibact. Hi iniziato a il lavorare il 15-11 1978, e lavoro tuttora. vorrei andare in pensione con quota 100 recentemente varata dal governo., ma nell’estratto conto previdenziale (gestione dipendenti pubblici) non risultano contributi fino al 1993. devo rassegnarmi,rinunciare alla quota 100 ed andare in pensione con una cifra da fame? C’è un rimedio al mio problema? Marino

    1. Salve Marino, può inviare una segnalazione contributiva:
      tramite patronato;
      alla sezione del sito web dell’Inps “segnalazione contributiva”;
      alla sezione del sito web dell’Inps RVPA (la più adatta, per quanto riguarda i periodi di lavoro al servizio di una PA).
      In ogni caso è necessario documentare per iscritto l’effettivo svolgimento di attività lavorativa, o comunque il diritto all’accredito dei contributi.
      Ad ogni modo, segnalo che la prescrizione dei contributi è stata rinviata al 2021 dal decreto pensioni (che deve essere ancora convertito in legge, però), e che, nella maggior parte dei casi, quando i contributi sono prescritti l’onere del riscatto dei periodi è a carico della PA. Ne ho parlato approfonditamente in questo articolo
      https://www.laleggepertutti.it/263819_inpdap-prescrizione-contributi-pensione-al-2020

  12. Sono un pochino deluso e angosciato (un pochino tanto).

    – lavoro dipendente presso una coop di servizi da Aprile 1995 a tutto il 2000.
    – Regime di part time al 41.27%
    – da estratto contributivo manca per intero tutto il 1998 (per gli altri anni riconosciute 21 settimane su 52 per effetto del part time)
    – non so proprio come fare per recuperare quest’annualità visto che non trovo più buste paga nè CUD o altro elemento utile a dimostrare il “regolare” rapporto di lavoro

    ce l’avreste un consiglio da darmi?
    grazie mille
    Marco

    1. Buongiorno Marco. Se il lavoratore si accorge fin da subito del mancato versamento, può scegliere tra due strade: l’azione giudiziaria o la domanda di riscatto. Nel primo caso, il lavoratore danneggiato può citare in giudizio il datore di lavoro per ottenere il risarcimento del danno. In pratica, lavoratore e datore di lavoro si batteranno per la difesa delle proprie ragioni in tribunale, davanti a un giudice. Questa scelta non è priva di inconvenienti: e non solo per i soliti tempi della giustizia, come di consueto molto lunghi. Il vero problema è dato dal fatto che quest’azione legale deve essere intrapresa solo quando il danno per il lavoratore si manifesti realmente, cioè quando arriva concretamente il momento di andare in pensione. L’altro possibile rimedio al danno subito consiste nel chiedere il riscatto dei periodi di lavoro scoperti dal punto di vista previdenziale. In sostanza, l’Inps concede ai lavoratori la possibilità di coprire dei periodi altrimenti privi di contribuzione, riconoscendo loro una rendita, d’importo pari alla pensione o alla quota di pensione che sarebbe spettata al lavoratore in base ai contributi omessi. Anche in questo caso, però, ci sono anche dei contro da non trascurare: il lavoratore deve, infatti, versare una somma di denaro, in genere molto onerosa, allo stesso ente previdenziale (c.d. onere di riscatto). Inoltre, si può procedere con la domanda di riscatto solo a determinate condizioni: una di queste consiste nel provare l’esistenza del rapporto di lavoro, fornendo documenti con data certa, come, ad esempio, le lettere di assunzione o di licenziamento, le buste paga o gli estratti di libro paga; non valgono le prove testimoniali, gli atti di notorietà o le dichiarazioni del datore di lavoro fatte “ora, per allora”. Fanno eccezione i periodi di servizio nelle amministrazioni pubbliche che, invece, possono essere documentati anche con dichiarazioni rilasciate dagli enti interessati. Un’altra condizione imprescindibile è quella di essere stati iscritti all’Inps durante il periodo in cui il datore non ha versato i contributi. Questo vuol dire che i periodi di lavoro coperti da altri enti contributivi non sono riscattabili.
      Per maggiori approfondimenti puoi leggere il nostro articolo Inps: il libretto di lavoro è sufficiente a provare lo storico lavorativo? https://www.laleggepertutti.it/218172_inps-il-libretto-di-lavoro-e-sufficiente-a-provare-lo-storico-lavorativo
      Se desideri sottoporre il tuo caso all’attenzione degli esperti del nostro network richiedi una consulenza legale qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  13. Ho lavorato presso l’allora Ufficio Provinciale IVA di Nuoro circa sei mesi tra dicembre 1977 e Maggio 1978, dovendo andare in pensione ho attivato le procedure presso l’INPS di Sassari, ma dei contributi relativi al succitato periodo pare non si trovi traccia. Il ministero da me interpellato dice che dopo la soppressione dell’impdap tutti i dati sono stati trasferiti all’INPS, per cui chiedo se l’unica strada da percorrere sia un procedimento legale.

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