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Terremoti: danni alle imprese per 170 milioni

7 Marzo 2017


Terremoti: danni alle imprese per 170 milioni

> Business Pubblicato il 7 Marzo 2017



Unioncamere sostiene le imprese con un fondo di solidarietà: 8mila posti di lavoro in meno e 170milioni di danni, gli effetti devastanti del terremoto.

Più di 170 milioni di danni alle imprese, 8mila posti di lavoro persi, un bilancio che fa paura.

Sono i dati che emergono dalle analisi condotte dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, un’analisi tesa a calcolare i danni dei terremoti che dallo scorso Agosto hanno colpito il centro Italia. Oltre ai danni morali ed urbanistici, infatti, notevoli sono i danni economici delle zone colpite.

I dati utilizzati per l’analisi

L’analisi è stata condotta dalla Camera di commercio utilizzando ed incrociando i dati pervenuti da Istat, Banca d’Italia, Ciset: quanto emerge è un intero ramo del paese devastato non solo a livello fisico, sociale, morale, ma anche, naturalmente, economico.

Il turismo il settore più colpito

I maggiori danni dal punto di vista delle attività economiche riguardano il settore del turismo, soprattutto in Umbria, con circa 80 milioni di euro in meno stimati per ristorante, alberghi, imprese. Danni ingenti anche in Abruzzo e Lazio, dove si stimano perdite per 15 milioni in ciascuna regione. Critica la situazione nelle Marche, con danni economici di 57 milioni.

Fondo di solidarietà Unioncamere: le Camere di commercio unite per la ripresa

Di fronte a tali preoccupanti numeri, la Camera di commercio di Monza e Brianza ha stanziato 90mila euro per partecipare in un fondo di solidarietà istituito presso Unioncamere: un fondo nato ed alimentato da tutte le Camere di commercio italiane e teso ad agevolare la ricrescita, consapevoli, purtroppo, che eventi del genere non saranno gli ultimi in un territorio come il nostro, e che solo la solidarietà potrà permettere agli sfortunati cittadini ed imprenditori di rimettersi in carreggiata, ricreando profitti per il territorio e, soprattutto, lavoro.

«Ricostruire la vita intorno alla filiera del chilometro utile»

A sottolineare la necessità di non perdere la speranza e di ricominciare la propria vita proprio partendo dalle imprese è proprio il segretario della Ccia di Monza e Brianza, Mattioni: «Bisogna ricominciare dalle attività economiche per riprendersi una speranza che ancora oggi sembra un fantasma […]È necessario ricostruire la vita intorno a quella filiera del chilometro utile, dalla produzione agricola tracciata da un’economia del tempo libero, dal terziario di mercato all’artigianato di qualità, per arrivare ai prodotti bandiera, identificativi di un territorio. Sui simboli si ricostruisce il futuro».
Parole che rievocano il successo delle tante aziende enogastronomiche presente sui territori e le immagini dei prodotti, top nel settore a livello internazionale, sepolti sotto le macerie.


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