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Lo sai che? Licenziamento domestica, colf e badante: il preavviso ci vuole?

Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2017

Obbligo di preavviso ma niente motivazione o giusta causa per il licenziamento della collaboratrice domestica.

Dai tuoi genitori lavora ormai da diversi mesi una domestica. La donna funge un po’ da collaboratrice domestica, aiutando a fare le pulizie di casa, un po’ da badante coadiuvando la coppia di anziani nelle proprie attività principali come andare al bagno, farsi la doccia, acquistare le medicine e altre incombenze quotidiane. Ora però la lavoratrice ha chiesto un aumento e le condizioni economiche della coppia non consentono di sopportare la spesa. Dovrai per forza trovare una domestica più economica per i tuoi genitori. Ti poni allora il problema di «come» e «quando» licenziarla: se è necessario fornire una motivazione scritta, se è obbligatorio dare il preavviso e come tutelarsi nel caso di contestazioni. Ecco dunque alcuni suggerimenti per licenziare la domestica senza avere problemi legali.

Nel momento in cui si vuole licenziare la domestica è necessario rispettare alcune garanzie poste dalla legge in favore della lavoratrice. Se anche la legge prevede la possibilità di licenziare la colf, la domestica o la badante senza dover dare giustificazioni, e quindi anche senza la cosiddetta «giusta causa» (invece obbligatoria per tutti gli altri lavoratori dipendenti), è comunque necessario dare il preavviso. In assenza di preavviso il datore di lavoro deve versare un’indennità sull’ultima busta paga, la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso. Ma procediamo con ordine.

Licenziamento domestica, colf e badante: ci vuole una motivazione?

Il rapporto con domestiche, colf e badanti è regolato da un particolare contratto collettivo che presenta molte diversità rispetto ai normali accordi sindacali per le altre categorie di lavoratori. Le principali difformità riguardano proprio il licenziamento che, in questo caso, non deve essere motivato. In altri termini si può decidere di licenziare la domestica, la colf o la badante in qualsiasi momento, senza dover dare le consuete giustificazioni previste dalla legge per tutti gli altri dipendenti. Anche se il rapporto si è sempre svolto regolarmente, anche se la domestica non ha commesso irregolarità e si è sempre comportata correttamente, se non vi sono ragioni di carattere economico o disciplinare per mandare via la domestica, è sempre possibile licenziarla senza dare spiegazioni. Gli unici obblighi previsti dalla legge sono quelli del versamento delle retribuzioni residue con il Tfr e il preavviso.

Licenziamento domestica: bisogna dare il preavviso?

Se anche è possibile licenziare la domestica senza giusta causa è sempre necessario dare il preavviso. I termini di preavviso del licenziamento sono i seguenti:

per il rapporto di lavoro superiore a 24 ore settimanali

  • fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: preavviso di 15 giorni di calendario;
  • oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: preavviso di 1 mese di calendario;

per il rapporto di lavoro fino alle 24 ore settimanali

  • fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: preavviso di 8 giorni di calendario;
  • oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: preavviso di 15 giorni di calendario.

Posso chiedere alla domestica di non venire più al lavoro dal giorno dopo?

Il datore di lavoro che licenzia la domestica può chiederle di non presentarsi più già dal giorno dopo. Il preavviso non è infatti obbligatorio, ma in questo caso bisogna versare alla domestica, con l’ultimo cedolino paga, la cosiddetta «indennità sostitutiva del preavviso». In pratica il datore di lavoro ha due scelte:

  • licenziare la dipendente con il preavviso e, durante il preavviso, pagarla regolarmente;
  • licenziare la dipendente con effetto immediato e versarle l’indennità di mancato preavviso.

Se la domestica si comporta male posso licenziarla in tronco?

È possibile evitare di dare il preavviso quando il licenziamento avviene «per giusta causa», ossia quando la lavoratrice si è macchiata di una grave colpa, tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro neanche per un solo giorno.

Le motivazioni più frequenti riconosciute come giusta causa di licenziamento sono i seguenti:

  • falsa malattia e falso infortunio;
  • tentativo di furto;
  • assenza ingiustificata dal lavoro o cessazione in anticipo dell’attività lavorativa;
  • rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente di eseguire la prestazione lavorativa.

Il preavviso non è dovuto se il licenziamento avviene durante il periodo di prova.

Dimissioni domestica: bisogna dare il preavviso?

Anche la domestica può dimettersi dal lavoro dando gli stessi preavvisi dovuti dal datore di lavoro. È quindi illecito il comportamento della domestica che se ne va di casa da un giorno all’altro senza consentire al datore di trovare la sostituta nel periodo di preavviso. Se lo fa, il datore di lavoro può trattenere, dall’ultimo cedolino paga, l’indennità sostitutiva del preavviso.

Licenziamento domestica: ci vuole la lettera?

Non dimenticare mai che per licenziare la domestica le devi inviare una raccomandata a.r. oppure una lettera a mani e controfirmata in cui le comunichi la scelta di recedere dal rapporto di lavoro e le dai il preavviso.

Altri adempimenti all’esito del licenziamento

Il datore poi deve dare comunicazione all’inps del licenziamento entro 5 giorni dalla data di cessazione.

Morte del datore di lavoro: il licenziamento della badante può essere in tronco?

Nel caso di morte dell’anziano presso cui lavorava la badante, gli eredi devono procedere al licenziamento dando comunque il preavviso. Possono decidere di far lavorare la collaboratrice o meno, anche  con mansioni diverse, per tale periodo oppure possono licenziarla con effetto immediato e versare l’indennità di mancato preavviso.

Licenziamento domestica: devo darle la liquidazione?

Con il licenziamento della domestica è necessario darle la liquidazione ossia il Tfr.  Più o meno la liquidazione ammonta a una mensilità di stipendio per ogni anno lavorato. Per un calcolo preciso relativo a ciascun anno, somma tutte le retribuzioni per ogni mese di lavoro, incluse le tredicesime, e dividete il risultato per 13,5. Le somme così ottenute, tranne quella riferita all’anno in corso, vanno però rivalutate aggiungendovi l’1,5% e poi il 75% dell’indice Istat del costo della vita. Le indennità per le ferie non godute entrano a far parte automaticamente delle somme da valutare per il Trattamento di  ne rapporto, in quanto parte dello stipendio.

Se il collaboratore lo desidera e il datore di lavoro è d’accordo, il Tfr può essere pagato anticipatamente alla  ne di ogni anno di lavoro. Altrimenti rimane bloccato e il lavoratore avrà accesso a un anticipo pari al 70% di quanto maturato solo dopo otto anni di servizio.

A quanto ammonta l’indennità sostitutiva del preavviso?

Come abbiamo appena detto, il mancato rispetto del termine di preavviso da parte del datore di lavoro o della badante, domestica o colf comporta l’obbligo di versare all’altra parte un’indennità corrispondente alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso. Il datore di lavoro è comunque tenuto a corrispondere al lavoratore dimissionario l’indennità sostitutiva del preavviso qualora, ricevute le dimissioni, decida di allontanarlo dal servizio prima della scadenza del preavviso stesso. L’indennità sostitutiva del preavviso è dovuta anche alla domestica che si dimette per giusta causa con effetto immediato (ad esempio molestie sessuali da parte del datore di lavoro).

La cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso è calcolata sulla base della retribuzione percepita dal collaboratore al momento dell’interruzione del rapporto, comprensiva di tredicesima, eventuale vitto e alloggio, oltre a superminimi e scatti di anzianità (= retribuzione ordinaria effettiva). Si dovrà moltiplicare la retribuzione oraria effettiva per il numero di ore lavorative comprese nei giorni di calendario previsti nel periodo di preavviso di licenziamento o preavviso di dimissioni.


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