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Truffa del bollo auto (non) pagato: come difendersi


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2017



Come sapere se l’intermediario a cui abbiamo dato i soldi della tassa automobilistica ha veramente pagato il nostro bollo o si è intascato il denaro.

Verrebbe da dire che le inventano tutte pur di truffare le persone di buona volontà. Tra i raggiri più recenti raccontati dalle cronache c’è la truffa del bollo pagato. Consiste nel far credere all’incauto cittadino che la sua tassa di circolazione è stata pagata mentre, invece, i soldi li ha intascati l’intermediario, che sia una ricevitoria o un’agenzia di pratiche automobilistiche. Le conseguenze sono pesanti: oltre a riempire le tasche del truffatore, il contribuente si vedrà arrivare un sollecito (con la relativa sanzione) per non avere pagato il bollo.

Come funziona la truffa del bollo pagato

Uno degli esempi più lampanti della truffa del bollo pagato arriva da Cosenza. Un trentottenne che lavorava in una ricevitoria Lottomatica (uno dei punti in cui è possibile pagare la tassa automobilistica) è stato rinviato a giudizio per essersi intascato i soldi di decine di persone. Il meccanismo era facile: il contribuente si recava nella ricevitoria, il truffatore incassava i soldi del bollo ma non li versava alla Regione, come avrebbe dovuto fare. Affinché i suoi conti «quadrassero» dava al cliente una ricevuta ma poi annullava l’operazione. L’automobilista usciva dalla ricevitoria, invece, convinto di essere a posto. Se non che, dopo qualche tempo, riceveva a casa la lettera di mancato pagamento. Il «giochetto» è durato almeno due anni e mezzo. Truffa oggi, truffa domani, i clienti hanno mangiato la foglia e denunciato l’accaduto.

Più sottile la truffa del bollo pagato denunciata dalla trasmissione tv di Italia 1 Le Iene. Alcuni automobilisti si recavano per il pagamento del bollo presso un’agenzia di pratiche di loro fiducia. L’agenzia chiedeva i soldi ma, puntualmente, aveva «qualche problema» con i computer e non poteva rilasciare la ricevuta. «Passi tra una settimana, che gliela consegno». E, infatti, così era. Purtroppo, però, la ricevuta consegnata era contraffatta.

Il titolare dell’agenzia, infatti, si intascava i soldi. Quindi, andava in una ricevitoria (sempre la stessa, anche lui era furbo…) e, anziché versare il denaro, chiedeva i preventivi del bollo per i suoi clienti. Manomettendo quel preventivo, consegnava ai malcapitati delle ricevute fasulle. Ed anche in questo caso sono piovute lettere di mancato pagamento del bollo. È a questo punto che è stato scoperto il pasticcio.

Se è vero che «fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio», conviene sempre controllare che il pagamento del bollo (soprattutto se effettuato tramite intermediari) sia andato a buon fine. Gli strumenti per verificare tale circostanza ci sono. Vediamoli.

Come controllare se il bollo è stato pagato

Il sito dell’Aci

Per evitare di rimanere vittime della truffa del bollo pagato e verificare se, effettivamente, i soldi sono stati versati nelle casse giuste, si può visitare il sito dell’Aci (www.aci.it). Nella parte destra, c’è la sezione «servizi» all’interno della quale si trova il link «bollo auto». Cliccando qui, si accede ad un’altra pagina in cui si trova il pulsante «calcola il bollo auto». Verranno chiesti:

  • i dati del veicolo e dell’intestatario;
  • il tipo di pagamento (rinnovo, prima immatricolazione, veicolo reimmatricolato, ecc.);
  • la Regione di residenza dell’intestatario dell’auto;
  • il tipo di veicolo;
  • la targa dell’auto;
  • un codice da inserire nell’apposito campo.

Cliccando, infine, sul tasto «calcola» comparirà una nuova pagina in cui è possibile controllare il bollo auto pagato: si leggeranno, infatti, l’importo e la data di scadenza della tassa automobilistica. In questo modo è facile capire se il bollo è stato pagato oppure no. In quest’ultimo caso, si può procedere al pagamento online.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate

Dove controllare il bollo auto pagato oltre al sito dell’Aci? È possibile farlo anche consultando il sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

Occorre cliccare sulla parte destra nella sezione «servizi», dopodiché scegliere la voce «servizi fiscali», dov’è possibile controllare il bollo auto pagato. È proprio la prima voce proposta nel menù della nuova pagina: «Calcolo del bollo e controllo pagamenti effettuati».

Cliccandoci, appaiono tre possibilità:

  • il calcolo del bollo in base alla targa: basterà inserire il numero di targa ed il codice di controllo che appare sullo schermo;
  • il calcolo del bollo con la formula completa: si dovranno inserire i dati relativi alla categoria del veicolo, la targa, la regione di residenza, il mese e l’anno di scadenza, i mesi di validità ed eventuali codici di riduzione;
  • il calcolo dei pagamenti effettuati del bollo auto: il servizio è disponibile per le Regioni in cui la tassa automobilistica è gestita dall’Agenzia delle Entrate, e cioè Friuli Venezia Giulia e Sardegna, ed anche nelle Regioni Marche, Sicilia e Valle D’Aosta.

Si può controllare il bollo auto pagato sul sito dell’Agenzia delle Entrate qualsiasi giorno della settimana dalle 7 alle 24.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

Altra possibilità di verifica per non cadere nella truffa del bollo pagato è quella di consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (www.agenziaentrateriscossione.it). Qui si può chiedere un estratto di ruolo per sapere se sono state iscritte delle imposte per l’auto non pagate.

L’estratto di ruolo è il documento attraverso il quale è possibile conoscere la propria situazione debitoria presso l’’Ente della riscossione e avere le idee chiare sui crediti dovuti e, in particolare, sulla loro natura (in questo caso, il bollo auto), sull’ente creditore, sull’importo della sorte capitale, delle sanzioni e degli interessi nonché sulla data di notifica della cartella esattoriale.

Come si fa? Sulla parte destra della pagina principale bisogna cliccare sul link della sezione «servizi» e, nel menù della pagina successiva, scegliere «controlla la tua situazione». A quel punto, bisognerà accedere all’area personale attraverso:

  • le credenziali Spid (il sistema pubblico di identità digitale);
  • le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate;
  • il sito Inps;
  • la smartcard.

Una volta entrati nella propria area personale, è possibile chiedere l’estratto di ruolo e controllare il bollo auto pagato.

Naturalmente, se c’è l’iscrizione a ruolo della tassa automobilistica non pagata, si deve presupporre che c’è una cartella esattoriale già arrivata o in arrivo al destinatario e che ci sarà da pagare delle maggiorazioni per l’imposta non versata.

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Autore immagine 123rf.com

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