Diritto e Fisco | Articoli

Condominio: si può votare come amministratore se stesso?

11 dicembre 2017


Condominio: si può votare come amministratore se stesso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 dicembre 2017



Nell’assemblea di condominio dobbiamo nominare l’amministratore. Io posso votare in favore di me stesso?

Il condomino, candidato amministratore, a parere dello scrivente, non può votare sé stesso nella delibera assembleare di votazione.

Questo perché, altrimenti, si creerebbe un evidente conflitto di interessi tra l’obiettivo che si pone l’assemblea dei condomini di raggiungere (nomina di un amministratore) e l’obiettivo stesso (il candidato che diventerebbe amministratore del condominio stesso).

A tal proposito, la Cassazione ha affermato più volte che al condominio, con riferimento al computo delle maggioranze, va applicata la normativa prevista per le società con riferimento al conflitto di interessi, con la conseguenza che sono esclusi dal diritto di voto tutti quei condomini che sono portatori di interessi propri, rispetto a una delibera assembleare, potenzialmente contrastanti con quelli del condominio: “L’ordinamento giuscivilistico, pur riconoscendo al condominio una sia pur limitata personalità giuridica, attribuisce pur tuttavia ad esso potestà e poteri di carattere sostanziale e processuale, desumibili dalla disciplina della sua struttura e dai suoi organi, così che deve ritenersi applicabile, quanto al computo della maggioranza della relativa assemblea, la norma dettata in materia di società, per il conflitto di interessi, con conseguente esclusione dal diritto di voto di tutti quei condomini che, rispetto ad una deliberazione assembleare, si pongano come portatori di interessi propri, in potenziale conflitto con quello del condominio” (Cassazione Civile n. 6853/2001).

Pertanto, anche se giurisprudenza esplicita sul punto non si è formata, se non con qualche sporadica pronuncia dei Tribunali di merito, credo che l’interpretazione sopra riportata sul conflitto di interessi debba essere applicata anche alla fattispecie in cui il candidato alla carica di amministratore voti per sé stesso.

Questo è anche il motivo per cui lo stesso amministratore, una volta nominato, non può votare nelle delibere riguardanti il suo operato.

Diversamente, ai fini della invalidità della delibera assembleare, tale conflitto non sarebbe configurabile qualora non fosse possibile identificare, in concreto, una sicura divergenza tra ragioni personali che potrebbero concorrere a determinare la volontà dei soci di maggioranza ed interesse istituzionale del condominio.

Tipico è il caso dell’amministratore che partecipa all’assemblea munito di deleghe di altri condomini.

In questo caso, l’orientamento maggioritario della giurisprudenza ritiene che l’amministratore possa partecipare alla delibera riguardante il suo operato con i voti dei deleganti, poiché si presume che quest’ultimi siano al corrente del potere rappresentativo delegato e, quindi, il conflitto di interessi dell’amministratore verrebbe, in un certo senso, “accettato” dagli stessi.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI