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Che cos’è la “Flat Tax”?

8 Mar 2017


Che cos’è la “Flat Tax”?

> Business Pubblicato il 8 Mar 2017



La flat tax secondo alcuni rappresenterebbe la rivoluzione necessaria del nostro sistema fiscale: di cosa si tratta e come il sistema è attivo in Italia?

Da un po’ di tempo circola l’idea di introdurre un sistema fiscale improntato sul concetto di Flat Tax, vediamo di cosa si tratta e quali sono le critiche a tale sistema, per poi approfondire quale ne sia la versione italiana, che si esplicita nella flat tax per le imprese al 24% e nella cosiddetta flat tax dei «paperoni» attiva da oggi.

Che cos’è la “Flat Tax”?

Per “Flat Tax”, tassa piatta, si intende un modello fiscale che imponga un’aliquota unica e valida per tutti i soggetti. Ricordiamo che per aliquota si intende la parte del patrimonio imponibile dovuta come imposta.

Secondo i sostenitori di questo modello un’aliquota bassa ed unica per tutti i cittadini potrebbe portare ad una maggiore equità fiscale e maggiori entrate per lo Stato.

Le origini della “Flat tax”

Il termine fu coniato da Milton Friedman che pensò un sistema fiscale non progressivo, in cui si applica, quindi, una sola aliquota che, però, può essere associata anche a detrazioni o deduzioni. Si tratta però di un sistema non visto di buon occhio e poco applicato nelle economie moderne, che improntano i sistemi fiscali sul punto cardine della progressività, ovvero della proporzionalità delle imposte in ragione del proprio reddito: contribuire in base alle proprie possibilità.

I vantaggi e le critiche della “Flat tax”

Spesso visti come panacea di tutti mali e come risoluzione dei problemi legati al reddito delle famiglie, in realtà i sistemi di Flat tax, messi in atto come proposto, solo in alcuni casi esonerano le famiglie, laddove queste abbiano un reddito inferiore a determinati limiti stabilito per legge e detto “no tax area”.

I difensori della Flat tax prendono spesso ad esempio i risultati ottenuti nei Paesi dell’Est adottando un tale regime fiscale, con crescite eccezionali negli ultimi anni. C’è da dire, però, che si proveniva da un sistema come quello dell’Urss e che subito dopo la crescita già la Repubblica Ceca e la Slovacchia abbandonarono la flat tax, introducendo altre aliquote, idem per l’Islanda dove l’esperienza si rivelò un fallimento.

La correlazione crescita-flat tax verrebbe del resto smentita dalla crescita della Slovenia, paese dell’est Europa che attualmente registra il Pil pro capite più alto dell’area orientale e che, tuttavia, non ha mai aderito a sistemi flat tax.

Ad oggi solo la Russia, alcuni paesi ex sovietici e i paradisi fiscali mantengono questo sistema di tassazione.

Bisogna, insomma, guardare i sistemi economici nel complesso, senza dimenticare che la componente della tassazione, in macroeconomia, rappresenta solo una delle componenti che influiscono sul bilancio dello stato. Una riduzione della spesa pubblica, ad esempio, potrebbe avere ugualmente effetti benefici. Senza parlare di un maggior controllo sugli evasori.

Flat tax in Italia: costituzionalmente legittima?

Sono in molti a mostrare perplessità sulla possibilità di una “Flat tax” nel nostro ordinamento costituzionale, dal momento che la nostra Carta costituente prevede a chiare lettere [1] un sistema tributario uniformato da criteri di progressività della tassazione con la capacità contributiva del cittadino: ciascuno contribuisce tramite le tasse in base alle proprie capacità.

Per le imprese, tuttavia, qualche tipologia di “Flat tax” esiste già, sebbene si tratti comunque di regimi che presentano molte differenze ai regimi di flat tax “originari”: un esempio tra tutti è quello relativo alle imposte sul reddito delle società, l’Ires e l’Iri, che prevedono un’aliquota fissa al 24% degli utili delle società (per conoscere i dettagli leggi Iri: flat-tax al 24% anche alle Srl e anche IRES e IRI: riduzione in vista per il 2017).

Flat tax dei «Paperoni»

É stata denominata Flat Tax dei Paperoni la misura che permetterà da quest’anno agli investitori esteri di entrare in Italia pagando un forfait di tassazione annuale.
In sostanza hi ha da molti anni una residenza estera e si sposta in Italia può scegliere di attivare la “flat tax sui Paperoni”, una tassa fissa da 100mila euro l’anno. La norma è operativa da oggi con le istruzioni e una apposita check list messe a punto dall’Agenzia delle Entrate.

Secondo le prime stime, la novità potrebbe interessare subito un migliaio di soggetti: la norma punta a fare concorrenza a Paesi come Spagna e il Regno Unito che in questo modo sono riusciti ad attrarre nel loro territorio dagli emiri, ai calciatori, ai cantanti.

«L’opzione, introdotta con la Legge di bilancio 2017, prevede il pagamento di un’imposta forfettaria di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta per cui viene esercitata – spiegano le Entrate – al fine di attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza nel nostro Paese degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio». I cosiddetti «Paperoni», appunto. Ma non solo i singoli. Vediamo perchè.

Chi può usufruire della Flat tax Paperoni?

L’agevolazione è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2017 e potrà essere fruita da chi è residente all’estero da almeno 9 periodi d’imposta negli ultimi 10 anni.

A chi conviene la Flat Tax « Paperoni»?

La flat tax «Paperoni» conviene soprattutto per coloro che hanno grossi patrimoni e redditi. Ma non solo a calciatori o emiri, si pensi ad esempio alle famiglie numerose con guadagni a molti zeri: insieme al contribuente-Paperone infatti potranno beneficiare del fisco-forfait anche i familiari, pagando un ulteriore ‘gettone’ al fisco da 25mila euro.

note

[1] Art.53 Cost.


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