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Prescrizione bollo auto più lunga: ecco dove

9 novembre 2017


Prescrizione bollo auto più lunga: ecco dove

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2017



Disattese le Sezioni Unite: anche senza la modifica alla legge di Bilancio la cartella per bollo auto si prescrive in 10 anni.

Lo sai che il bollo auto è, dopo l’Iva, l’imposta più evasa in Italia? Ecco perché, quando si parla di prescrizione del bollo auto, i contribuenti rizzano le orecchie, interessati a sapere quando gli arretrati non corrisposti alla Regione non possono essere più riscossi. A penalizzare il fisco è anche la storica lentezza di alcuni enti locali a organizzare efficienti sistemi di contestazione e reclamo delle imposte non riscosse attraverso lettere di diffida che possano interrompere la prescrizione. Prescrizione che per nessun’altra tassa è così breve come proprio per il bollo auto: tre anni a partire dall’anno successivo a quello in cui il pagamento è dovuto. Per esemplificare, il bollo auto scaduto nel 2017 si prescrive il 31 dicembre del 2020. E fin qui non vi sono incertezze tra i giudici. I dubbi arrivano però quando il bollo auto si trasforma nella cartella esattoriale perché la Regione, persistendo l’inadempimento dell’automobilista, ha iscritto l’importo a ruolo e ha delegato l’Agente della Riscossione di eseguire il pignoramento dei beni del contribuente. Alcuni giudici hanno sostenuto che la cartella per bollo auto si prescrive in 10 anni. Per altri resta fermo il termine di 3 anni. Queste incertezze hanno portato molti contribuenti a ritenere che, essendo il bollo auto un’imposta Regionale (salvo nelle Regioni a Statuto speciale dove è un tributo erariale), la stessa Regione potrebbe disciplinare diversamente il termine di prescrizione. Cosa del tutto falsa. Tant’è: tutti si chiedono ancora dove la prescrizione del bollo auto è più lunga. Come diremo però a breve, alla luce di una recente sentenza, la domanda non è così peregrina.

Fautori della prescrizione a tre anni del bollo auto ci sono le Sezioni Unite della Cassazione che, con una recentissima sentenza di novembre 2016, hanno spezzato una lancia a favore del contribuente. La pronuncia doveva chiudere il caos interpretativo. Ma così non è stato. Infatti, quando tutto faceva credere che i morosi del bollo fossero stati definitivamente graziati con una “prescrizione breve”, ecco che arriva una nuova pronuncia a smuovere di nuovo il terreno. Ci riferiamo alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1], un organo che certo non è la Cassazione ma da cui comunque tutti i contribuenti che vivono a Roma e dintorni devono passare prima di potersi rivolgere al giudice supremo. Secondo la Ctr laziale tutte le cartelle di pagamento si prescrivono in 10 anni, a prescindere dal tipo di imposta richiesta. Quindi anche il bollo auto scade dopo 10 anni. Una notizia che certo non farà piacere a chi, per forza, dovrà in futuro passare da tale tribunale per farsi annullare un pignoramento o un fermo auto. Senza contare la disparità di trattamento tra contribuenti a seconda della Regione o del giudice a cui il cittadino si rivolge. Detto fuori dai denti, la giustizia finisce per diventare un terno al lotto che può “tentare” solo chi ne ha la possibilità.

note

[1] Ctr Lazio, sent. n. 5253/17: «i crediti contenuti in cartelle non opposte, essendo ormai incontrovertibili, non mutuano il regime prescrittorio da quello regolante il debito contributivo e/o fiscale in fase amministrativa, ma sono sottoposti all’ordinaria prescrizione decennale, vertendosi in materia di crediti cristallizzati nel loro ammontare e nella loro esigibilità ai momento della notifica delle cartelle presupposte».

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