HOME Articoli

Lo sai che? Amministratore di condominio: nomina e revoca

Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2017

Il presidente dell’assemblea condominiale può decidere se mettere ai voti la conferma o la revoca dell’amministratore oppure è la maggioranza degli intervenuti, che decide quali delle due votare? E con quale tipo di maggioranza?

Le norme in materia di durata dell’incarico dell’amministratore, dimissioni e/o sua riconferma [1], stabiliscono che l’assemblea convocata per la sua revoca o le sue dimissioni, ne ha facoltà. Quindi, a prescindere dal fatto che all’ordine del giorno non sia esplicitamente riportata la voce “nomina dell’amministratore”, l’assemblea ha la possibilità di procedere alla scelta di un nuovo professionista. In materia di maggioranze necessarie per la nomina dell’amministratore, si prevede [2] che per tale nomina , siano necessari i quorum di cui al secondo comma dello stesso articolo, vale a dire la maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresentino almeno 500 millesimi (la metà del valore dell’edificio).

Nel caso in cui il condominio non sia dotato di tabelle millesimali, fermo restando che per una soluzione “certa” ed affidabile della vicenda, il modo migliore sarebbe quello di ricorrere all’autorità giudiziaria, ad ogni singolo condomino intervenuto in assemblea, deve essere attribuita una quota in modo tale che, la nomina dell’amministratore possa ritenersi valida con la maggioranza dei condomini che rappresenti la maggioranza delle quote. Si tratta, giova ribadirlo, di una soluzione tampone che, proprio in quanto tale, può agevolare nella necessità momentanea, ma che può anche prestare il fianco ad obiezioni difficilmente superabili.

Se l’assemblea non riesce a nominare l’amministratore, la soluzione è il ricorso all’autorità giudiziaria [3]. Modi e termini dell’azione, sono i seguenti: la domanda per la nomina dell’amministratore, se non è proposta in corso di giudizio, la si propone con ricorso, al presidente del tribunale del luogo in cui sono ubicati gli immobili o dove si trova la parte più rilevante di essi. Il presidente del tribunale , sentita la controparte, provvede con decreto. Contro tale provvedimento, si può proporre reclamo al presidente della corte d’appello, nel termine di dieci giorni dalla notificazione [4].

Viene inoltre previsto, che l’assemblea possa subordinare la nomina dell’amministratore al fatto che questi stipuli idonea polizza assicurativa per la responsabilità civile, a copertura degli eventuali danni che la sua azione potrebbe provocare. Il massimale previsto in polizza e le tipologie di danno coperte, devono essere periodicamente aggiornate, anche in considerazione degli interventi di manutenzione straordinaria e di nuove opere che l’amministratore potrebbe intraprendere [5]. Inoltre, è del tutto indifferente l’ordine della votazione, in quanto se l’assemblea non decide, ossia se non si raggiunge il quorum né per la conferma né per la nomina di un nuovo amministratore, l’amministratore che non risulti sfiduciato, resta in carica in regime di “prorogatio” ed è obbligato a prestare la sua attività, fintanto che non viene nominato un successore.

L’articolo è tratto dall’ebook:


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI