Diritto e Fisco | Articoli

Come diventare dirigente in pubblica amministrazione


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2017



L’assunzione dell’incarico di dirigente avviene tramite concorso indetto dalle amministrazioni, o apposito corso-concorso.

Gli incarichi dirigenziali all’interno delle pubbliche amministrazioni rappresentano, oggi, un traguardo lavorativo molto ambito. E ciò soprattutto per la stabilità del posto e della remunerazione che essi garantiscono. Tuttavia non sempre risulta immediatamente comprensibile quale sia la strada per assumere incarichi dirigenziali pubblici e ciò perchè l’attribuzione della qualifica di dirigente è disciplinata dalla legge e soprattutto da regolamenti attuativi. Ecco dunque di seguito una breve guida che sintetizza come fare per diventare dirigente in pubblica amministrazione.

La funzione di dirigente

Il ruolo ed i compito dei dirigenti sono oggi espressamente previsti dalla legge sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni [1].

Il dirigente, nella pubblica amministrazione italiana, è un impiegato statale dello Stato o di un altro ente pubblico, incaricato di dirigere un ufficio.

In ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, è istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella prima e nella seconda fascia, nel cui ambito sono definite apposite sezioni in modo da garantire la eventuale specificità tecnica.

In linea generale, ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.

Nello specifico, ai dirigenti sono attribuiti tra gli altri i seguenti compiti e poteri [2]:

  1.  formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali;
  2.  curano l’attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate;
  3. svolgono tutti gli altri compiti ad essi delegati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali;
  4. dirigono, coordinano e controllano l’attività degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia;
  5. concorrono all’individuazione delle risorse e dei profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti dell’ufficio cui sono preposti;
  6. provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnate ai propri uffici;
  7. effettuano la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del principio del merito, ai fini della progressione economica e tra le aree, nonché della corresponsione di indennità e premi incentivanti.

La qualifica di dirigente è distinta in prima e seconda fascia. Infatti, in ogni amministrazione dello Stato è istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella prima e nella seconda fascia.

Accesso alla qualifica di dirigente di seconda fascia

L’accesso alla qualifica di dirigente di seconda fascia presso le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e presso gli enti pubblici non economici avviene per concorso indetto dalle singole amministrazioni, o per corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione (S.S.P.A.), secondo le modalità stabilite da apposito regolamento [3].

Quanto al concorso pubblico, si tratta di concorso per titoli ed esami, indetto dalle singole amministrazioni, nella percentuale massima del cinquanta per cento dei posti da ricoprire e si articola nello svolgimento di due prove scritte ed una prova orale [4].

La commissione esaminatrice del concorso è nominata con decreto dell’organo di governo dell’amministrazione che indice il concorso, ed è composta da un numero dispari di membri, di cui uno con funzioni di presidente.

Quanto al corso–concorso indetto dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, esso ha una durata di dodici mesi, riguarda una percentuale non inferiore al cinquanta per cento dei posti da ricoprire e si articola in tre prove scritte, di cui una sulla conoscenza della lingua straniera, ed in una prova orale [5].

Alla procedura del corso-concorso possono essere ammessi:

  1. i soggetti muniti di laurea nonché di uno seguenti titoli: laurea specialistica, diploma di specializzazione, dottorato di ricerca, o altro titolo post-universitario rilasciato da istituti universitari o stranieri, ovvero da primarie istituzioni formative pubbliche o private;
  2. i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea;
  3. i dipendenti di strutture private, collocati in posizioni professionali equivalenti a quelle previste per i dipendenti pubblici relativamente al concorso pubblico per esami, che devono essere muniti del diploma di laurea e avere maturato almeno cinque anni di esperienza lavorativa in tali posizioni professionali all’interno delle strutture stesse.

 

Accesso alla qualifica di dirigente della prima fascia

L’accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene, per il cinquanta per cento dei posti, calcolati con riferimento a quelli che si rendono disponibili ogni anno per la cessazione dal servizio dei soggetti incaricati, tramite concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalle singole amministrazioni [6].

Al concorso pubblico, per titoli ed esami, a tempo indeterminato finalizzato all’accesso alla qualifica di dirigente della prima fascia sono ammessi i dirigenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni che hanno maturato almeno cinque anni di servizio nei ruoli della dirigenza di seconda fascia, muniti della laurea magistrale o quella ad essa equiparata del diploma di laurea del precedente ordinamento.

Per poter partecipare alla procedura concorsuale è necessario essere in possesso della qualifica di dirigente della seconda fascia a seguito di superamento di un concorso pubblico ed aver maturato almeno cinque anni di servizio nella predetta qualifica.

I vincitori del concorso sono assunti dall’amministrazione e, anteriormente al conferimento dell’incarico, sono tenuti all’espletamento di un periodo di formazione presso uffici amministrativi di uno Stato dell’Unione europea o di un organismo comunitario o internazionale. In ogni caso il periodo di formazione è completato entro tre anni dalla conclusione del concorso.

note

[1] Decreto legislativo 30/03/2011, n. 165.

[2] Articolo 17 decreto legislativo 165/2001.  

[3] Approvato con il decreto del presidente della repubblica 24/09/2004, n. 272.

[4] Articolo 5 decreto del presidente della repubblica 274/2004.

[5] Articolo 9 decreto del presidente della repubblica 274/2004.

[6] Articolo 28 bis decreto legislativo 165/2011.

Autore immagine: Pixabay 

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Avete dimenticato l’altra modalità….la nomina diretta e fiduciaria, che sta infognando tutte le pp.aa.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI