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Lo sai che? Oggetto spacca il parabrezza: chi risarcisce?

Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

Siamo in auto e, mentre guidiamo, un sasso schizza sul nostro parabrezza spaccando il vetro: chi è responsabile? Chi paga?

A volte il diavolo ci mette lo zampino e proprio mentre stiamo guidando a velocità sostenuta, su quella odiosa tangenziale trafficata, per arrivare al più presto a casa dopo una lunga giornata di lavoro, sentiamo un toc sul nostro parabrezza, vedendolo qualche istante dopo scricchiolare e aprirsi a modi ragnatela, spaccandosi. Davanti a noi c’era un camion che ha fatto schizzare in alto un sasso e, guarda un po’ il caso, è finito proprio sulla nostra auto. Come ci comportiamo? Chi pagherà quel danno? La risposta non è proprio immediata, perché ci possono essere diverse situazioni che condurranno a diversi esiti. Vediamoli.

Parabrezza rotto: è pericoloso?

Un parte fondamentale dell’automobile, che protegge noi guidatori da vento, pioggia, neve e da qualsiasi altro oggetto che possa cadere dall’alto o alzarsi da terra, è il parabrezza: il classico finestrone anteriore realizzato in cristallo. Di solito questo cristallo può essere temperato o stratificato. Nel primo caso si tratta di un solo cristallo raffreddato durante la lavorazione; nel secondo caso, da un insieme di fogli poggiati uno sopra l’altro. Entrambi comunque sono progettati e fatti apposta per essere molto resistenti e proteggere il guidatore. Capita però che il parabrezza possa rompersi quando viene colpito da un oggetto.

Innanzitutto non bisogna allarmarsi troppo, perché il parabrezza di tutte le auto che acquistiamo è brevettato per impedire, nel caso di rottura, di creare danni e diventare pericoloso per i passeggeri. La famosa ragnatela che si forma quando il veto si rompe è il classico esempio di protezione: nel momento della rottura infatti, i frammenti vengo tenuti insieme dai vari fogli che formano il cristallo (quando è stratificato) oppure da un gioco di incastri che si forma dai pezzi smussanti e senza angoli taglienti (quando il vetro è temperato).

Ciò non significa però che dobbiamo tenercelo così. Quando si rompe il parabrezza non riusciamo infatti ad avere la stessa visibilità di prima e comunque, per evitare una bella multa, è bene ripararlo il prima possibile.

Oggetto spacca il parabrezza: che fare e chi paga

Innanzitutto è possibile che a pagare debba essere il veicolo che stava davanti a noi e che ha fatto schizzare il sasso sulla nostra auto oppure l’Ente proprietario o concessionario della strada sulla quale stavamo viaggiando. Spesso però dobbiamo arrenderci al fatto che a pagare saremo noi. Ecco come dobbiamo comportarci se incappiamo in questa spiacevole avventura:

  • Il primo consiglio è sempre quello di prendere nota della targa del veicolo per poi effettuare una visura al Pubblico registro automobilistico (Pra) per targa, il registro dove sono iscritti tutti i veicoli che viaggiano su strada (auto, moto e rimorchi). Qui è possibile ottenere tutti i dati che ci servono sul veicolo che riteniamo responsabile. Il costo di questa operazione – gestita dall’Aci – è di circa 8,83 euro, con consegna in due ore lavorative.
  • In seguito dobbiamo rivolgerci all’assicurazione del responsabile, effettuando richiesta di risarcimento.
  • A questo punto la compagnia attiverà le dovute verifiche, per attribuire la responsabilità ed eventualmente pagare. Ma – c’è sempre un ma – non è così scontato che ciò avvenga e che ci vogliano risarcire. Spesso il risarcimento viene negato.

Risarcimento: quando viene negato

Purtroppo non è così semplice stabilire chi sia effettivamente il responsabile nel momento in cui un sasso ci rompe il parabrezza al momento della guida. Stiamo viaggiando, la velocità è alta, spesso non possiamo fermarci e non possiamo fermare il conducente del veicolo davanti a noi.

Inoltre, non sempre la colpa può essere attribuita al veicolo che ci viaggia davanti:

  • La responsabilità potrebbe essere dell’Ente proprietario o concessionario della strada su cui viaggiamo, che per legge ha il dovere di prendersi cura e mantenere in sicurezza della cosa che ha in custodia, cioè del manto stradale. Deve tenerlo sempre pulito e perfettamente praticabile. Qualora non lo facesse, il danno potrebbe essere imputabile a lui [1].

In questo caso è possibile presentare denuncia e chiedere risarcimento del danno a questo Ente. Può capitare ad esempio che su quella strada l’ente stia effettuando lavori di rifacimento del manto e che ci siano macerie sparse che non vengono opportunamente ripulite. Per questo è responsabile l’Ente: è lui che ha quella strada in custodia ed è lui a doversi preoccupare di renderla sempre praticabile e sicura per chi guida.

Tuttavia, spesso le sentenze tendono ad escludere la totale responsabilità degli Enti concessionari per danno causato dalla strada in loro custodia, a causa della natura stessa della strada: talmente grande  e lunga da rendere difficile il controllo capillare di ogni singolo centimetro [2]. Semmai la responsabilità dell’ente concessionario della strada potrebbe esserci per un danno causato ai guidatori (indipendente dalla volontà o dalla colpa dell’Ente in uestione): il che obbligherebbe comunque a un risarcimento.

Di solito però si deve andare di fronte a un giudice per far valere le proprie ragioni. Oppure la cosa potrebbe risolversi senza processi e cause civili, in via stragiudiziale (cioè con una trattativa), con la corresponsione del risarcimento.

Non c’è comunque certezza che alla fine valgano la responsabilità dell’Ente e l’effettivo risarcimento.

  • Può essere stabilito che si tratta di un caso fortuito

Il rischio quando ci rivolgiamo all’Assicurazione o per via legale è che venga stabilito che in realtà per quel dannato sasso sul nostro parabrezza nessuno ha responsabilità: né il veicolo che viaggiava davanti a noi né l’Ente proprietario o concessionario della strada.

La giustificazione è quella che si è trattato nient’altro che di un caso fortuito, indipendente dalla volontà del veicolo o dell’Ente. Nessuno ha colpe per questo. A questo punto a pagare per rimettere a nuovo il nostro parabrezza siamo noi.

Oggetto spacca il parabrezza: la copertura assicurativa

Se però abbiamo sottoscritto una polizza assicurativa che copra i danni ai cristalli dell’auto – la cosiddetta ‘polizza cristalli’ possiamo rivolgerci a loro. In questo caso contattiamo l’assicurazione e saranno loro a occuparsi di tutto, sia della riparazione che di eventuali sostituzioni del vetro.

note

[1] Cod. civ. art. 2051

[2] Cass. sent. n.  016540 del 28 settembre 2012


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