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Docente: cos’è l’anno di prova?

26 Dicembre 2017 | Autore:
Docente: cos’è l’anno di prova?

L’anno di prova del docente: durata, caratteristiche e modalità.

Sei un docente e vuoi sapere cos’è l’anno di prova e quanto dura? Quando un docente viene assunto è nominato in prova. Nella pratica, per avere la conferma del ruolo ricevuto, deve superare un periodo di prova e formazione durante il primo anno scolastico. Durante questo lasso di tempo deve svolgere determinate attività, nel rispetto di certe tempistiche e specifici criteri. Cerchiamo insieme di capire che cos’è l’anno di prova del docente.

Docente e anno di prova: quanto dura?

La legge era ed è esplicita nel prevedere che il docente è innanzitutto nominato in prova [1]. Essa chiarisce e specifica che il servizio di prova deve essere effettivamente svolto sulla cattedra oggetto della nomina, durante l’anno scolastico, per un periodo non inferiore a 180 giorni, precisando che se nel predetto lasso di tempo non sono stati prestati gli indicati giorni di servizio, la detta prova è prorogata di un anno [2]. La prova descritta va di pari passo e si armonizza con il previsto anno di formazione del docente [3], da svolgersi nell’ambito dei 180 giorni minimi di servizio, e caratterizzato da specifiche attività di formazione. Al termine del periodo di prova e di formazione appena descritti, il docente sarà quindi confermato in ruolo con decreto (attualmente è il dirigente scolastico, cioè il preside, ad emettere decreto di conferma in ruolo), previo colloquio e valutazione positiva emessa da un apposito comitato di controllo (in sostanza si tratta di un parere).

Docente e anno di prova dopo la riforma

Il percorso appena illustrato, che il docente deve seguire e superare positivamente per ottenere la conferma in ruolo, è ribadito dalla recente riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione [4]. Secondo la citata normativa, il docente è obbligatoriamente sottoposto ad un periodo di prova e di formazione, al superamento del quale è subordinata la sua conferma [5], che deve essere effettivamente svolto per almeno 180 giorni, di cui almeno 120 di attività didattiche [6]. Durante questo lasso di tempo, egli (o ella) è sottoposto al giudizio del dirigente scolastico (in sostanza il preside), tenuto conto della valutazione del comitato di valutazione, già previsto dalla legge, e di un tutor. Questi, previamente nominato ed identificato, dovrà seguire il cammino formativo del docente, relazionando in tal senso il preside (la legge parla tecnicamente di istruttoria) [7]. Se al termine della prova e della formazione dovesse emergere una valutazione negativa, il docente ha la possibilità di affrontare ed eventualmente superare un altro periodo analogo, che però non è ulteriormente rinnovabile [8]. In caso positivo, invece, il docente sarà confermato in ruolo, con decreto del dirigente scolastico. La legge appena riportata si armonizza perfettamente con quella già in vigore [9].

Docente e anno di prova: cosa deve fare?

La riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione ha ricevuto esecuzione ed attuazione in base a vari atti [10] che:

  • hanno individuati gli obiettivi, le modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, le attività formative e i criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova;
  • hanno precisato gli orientamenti operativi sulle nuove disposizioni in materia di anno scolastico di prova e di formazione del personale docente;
  • hanno stabilito che ogni docente in periodo di prova avrà un tutor di riferimento, preferibilmente della stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra ed operante nello stesso plesso che lo ha accompagnato nel primo anno di servizio;
  • hanno fissato, in 50 ore annuali minime, quelle di formazione da svolgere nell’ambito delle funzioni connesse all’attività di docente [11].

In termini più semplici, cosi come indicato anche dall’USR Lombardia [12], il docente nominato in prova ed allo scopo di superarla ed ottenere la conferma, durante i 180 giorni minimi di servizio, deve svolgere le seguenti attività:

  • di lezione;
  • di recupero;
  • di potenziamento;
  • valutative;
  • progettuali;
  • formative;

Quanto ai 180 giorni, vi rientrano tutte le attività riguardanti il servizio scolastico: dai periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, agli esami e scrutini, dal  primo mese del periodo di astensione obbligatoria ai giorni di frequenza a corsi di formazione organizzati dall’Amministrazione. Non possono, invece, essere computati ferie e recupero festività, assenze per malattia e congedi parentali, permessi retribuiti e aspettative.


note

[1] Art. 437, co. 1 D.L.vo 297/1994.

[2] Art. 438 D.L.vo 297/1994.

[3] Art. 440 D.L.vo 297/1994.

[4] Legge 107/2015.

[5] Art. 1, co. 115 Legge 107/2015.

[6] Art. 1, co. 116 Legge 107/2015.

[7] Art. 1, co. 117 Legge 107/2015.

[8] Art. 1, co. 119 Legge 107/2015.

[9] Art. 1, co. 120 Legge 107/2015.

[10] Decreto Miur n. 850 del 27/10/2015 – Nota Miur n. 36167 del 5/11/2015  – Nota Miur n. 28515 del 04/10/2016.

[11] Art. 1, co. 124 Legge 107/2015.

[12] Nota n. 21150 del 28/09/2017.


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