HOME Articoli

Lo sai che? Come contestare una multa

Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2017

Quando, dove e perché presentare ricorso contro una contravvenzione. I termini per rivolgersi a Prefetto o Giudice di Pace.

Non sempre la fatidica busta verde recapitata a casa o l’avviso di infrazione lasciato sul tergicristallo dell’auto equivalgono a dover aprire il portafoglio per forza: a volte è possibile contestare una multa per divieto di sosta o per eccesso di velocità e presentare un ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. Come e quando è quello che vedremo di seguito.

Quando si può contestare una multa

Ci sono diversi casi in cui è possibile presentare ricorso per contestare una multa:

  • se c’è un vizio di forma, ad esempio un’indicazione sbagliata del modello dell’auto;
  • se viene consegnato un doppio verbale per la stessa infrazione;
  • se l’autovelox che avrebbe rilevato la velocità eccessiva non è omologato o tarato come chiede la legge oppure non era segnalato;
  • se il verbale viene notificato dopo 90 giorni dalla data in cui sarebbe stata commessa l’infrazione (dopo 150 giorni se si è residenti all’estero);
  • se il verbale non è completo, non si legge bene o viene redatto e firmato da un agente senza competenza territoriale per farlo;
  • se la multa viene elevata da un ausiliare del traffico e non è per divieto di sosta o di fermata;
  • se la multa viene comunicata al vecchio proprietario dell’auto dopo aver effettuato il passaggio di proprietà. In questo caso, si può contestare la multa in autotutela, vale a dire senza fare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace ma presentando un’istanza di annullamento all’Ente che ha redatto la multa.

Il vizio di forma

Dicevamo che, tra i motivi per contestare una multa, c’è anche quello del vizio di forma. Che cosa si intende? Significa che si può contestare una multa e si può chiedere il suo annullamento se sul verbale sono sbagliati o non vengono riportati:

  • le generalità del conducente;
  • data, ora e modo in cui sarebbe stata commessa l’infrazione;
  • tipo e targa del veicolo;
  • indicazione dell’autorità competente per il ricorso;
  • norma violata del Codice della Strada o del regolamento comunale;
  • sanzione da pagare.

Attenzione, però: se c’è uno solo di questi errori ma ci sono altri elementi in grado di vanificarlo, la multa potrebbe non essere annullata. Ad esempio, se c’è uno sbaglio sulla data di nascita del conducente ma nome, cognome, indirizzo, targa del veicolo e numero di patente dimostrano che, effettivamente si tratta di lui.

Come contestare la multa

Se c’è qualcuna delle condizioni sopra elencate, è possibile fare ricorso per contestare una multa, presentando un verbale al Prefetto o al Giudice di Pace.

Ricorso al Prefetto

Chi vuole contestare una multa presentando ricorso al Prefetto, può farlo entro 60 giorni dalla data di contestazione o di notifica (se la multa fosse arrivata a casa). Il Prefetto competente è quello del luogo in cui sarebbe stata commessa l’infrazione. Quindi, se abito a Milano e mi arriva una multa da Roma, devo rivolgermi al Prefetto di Roma.

Il ricorso va presentato:

  • direttamente al Prefetto con lettera raccomandata a/r. L’autorità trasmette il ricorso insieme ai documenti procurati dall’automobilista all’ufficio che ha elevato la multa, il quale risponderà con le proprie motivazioni;
  • all’ufficio che ha elevato la multa, sempre con raccomandata a/r. Il ricorso finirà, comunque, sul tavolo del Prefetto.

È importante ricordare che prima di presentare ricorso al Prefetto per contestare una multa occorre attendere di avere il verbale in mano: il foglietto che troviamo sul parabrezza dell’auto, nel caso di una contravvenzione per divieto di sosta, non è sufficiente, poiché si tratta solo di un avviso di violazione e non del verbale vero e proprio.

Il Prefetto esamina il ricorso, i documenti allegati e quelli inviati dall’ufficio che ha elevato la contravvenzione. Poi, se lo ritiene opportuno, sente gli interessati che hanno eventualmente richiesto di essere ascoltati.
Se decide che la multa è giusta, entro 120 giorni dalla data in cui ha ricevuto ricorso e documentazione, emette un’ordinanza motivata con la quale obbliga il ricorrente al pagamento di una determinata somma, non inferiore al doppio del minimo per ogni singola violazione e comprensiva del pagamento delle spese. L’ingiunzione di pagamento viene notificata al ricorrente entro 150 giorni dalla sua adozione. Il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notifica. Ma il ricorrente può anche (entro quel termine di un mese) ricorrere al Giudice di Pace contro la decisione del Prefetto.
Se, invece, il Prefetto decide a favore del ricorrente, sempre entro 120 giorni emette un’ordinanza motivata di archiviazione, comunicandola all’ufficio oche ha elevato la contravvenzione, il quale sarà tenuto ad informare il ricorrente.

Decorsi detti termini senza che sia stata adottata l’ordinanza del prefetto, il ricorso si intende accolto.

Ricorso al Giudice di Pace

Sempre che non sia già stato fatto ricorso al Prefetto per contestare una multa e che la contravvenzione non sia stata pagata, è possibile rivolgersi al Giudice di Pace. La sua competenza, però, si limita alle multe per violazioni al Codice della strada o alle cartelle esattoriali su multe non pagate se le cartelle presentano dei vizi di notifica. Il Giudice di Pace, infine, può intervenire – come abbiamo appena detto – quando il Prefetto rigetta un ricorso.

Si può contestare una multa davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica, presentando ricorso per raccomandata a/r con allegati:

  • originale e quattro fotocopie del ricorso e della cartella esattoriale o del verbale di contestazione o dell’ordinanza prefettizia;
  • fotocopia degli eventuali documenti che si intendono allegare;
  • copia di un documento di identità in corso di validità;
  • contributo unificato e diritti di notifica. Per multe al di sotto dei 1.100 euro, si paga 43 euro di contributo e 27 euro di marca da bollo.

La multa va contestata in toto, cioè non è possibile ricorrere soltanto contro una pena accessoria come la sospensione della patente o la decurtazione dei punti.

Il Giudice di Pace chiede all’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, 10 giorni prima dell’udienza, copia del rapporto con i relativi atti relativi, oltre alla contestazione o notificazione della violazione.

Non è necessario presentarsi con un avvocato.

Se il ricorso viene dichiarato inammissibile:

  • la multa viene convalidata con ordinanza se chi ha presentato ricorso non si presenta in udienza senza valido motivo, a meno che la documentazione presentata da ricorrente dimostri che la multa è illegittima;
  • il ricorso viene rigettato ed il ricorrente condannato a pagare una sanzione compresa tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata. Il pagamento dovrà avvenire entro 30 giorni dalla data di notifica della sentenza, a meno che il ricorrente decida di contestarla in Tribunale.

Se il ricorso viene accolto, la multa può essere annullata in toto o in parte.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI