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Concorso Inps: legittimo il requisito del livello di inglese B2?

10 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2017



Concorso Inps “riservato” a chi ha la certificazione inglese livello B2: è legittimo?

Amara sorpresa per chi da tempo attendeva il famigerato concorso Inps: tra i requisiti di accesso, oltre alla laurea magistrale o specialistica, o un diploma di laurea del vecchio ordinamento (in scienze dell’economia; scienze economico-aziendali; ingegneria gestionale; scienze dell’amministrazione; giurisprudenza; teorie e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica), è previsto il possesso di una certificazione linguistica, rilasciata dagli enti autorizzati, attestante almeno il livello B2 della lingua inglese. Inoltre, tra i titoli che attribuiscono maggiore punteggio, vi è il possesso di una certificazione livello C1 inglese o livello superiore (ben 5 punti).

In tanti già annunciano ricorso al Tar, parlando di grave vizio di legittimità del bando, sollevando ragioni di notevole discriminazione tra i candidati e motivazioni di non inerenza del requisito rispetto alla posizione professionale messa a concorso.

Il livello B2 è infatti particolarmente elevato in quando presuppone il possesso di una certificazione, in corso di validità, al di sopra del più conosciuto PET (Preliminary English Test) e cioè il First Certificate in English (oppure il Bec o l’IELTS 5.5. – 6.5).

Livello B2: certificazione ed enti riconosciuti

Il livello B2, nella classificazione del Quadro Europeo Comune di Riferimento, identifica uno stadio di conoscenza medio-alta della lingua inglese. Secondo il British Council, chi ha un’attestazione di livello B2:

  • comprende gli argomenti chiave di un testo complesso su argomenti sia concreti che astratti, comprese discussioni tecniche nel settore;
  • sa esprimersi con una certa scioltezza e spontaneità, interagendo in modo normale con parlanti nativi senza sforzo per entrambe le parti;
  • sa produrre un testo chiaro e dettagliato su un’ampia gamma di argomenti e esprimere un’opinione su un argomento d’attualità, indicando vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni.

Il bando Inps richiede espressamente che il livello B2 sia attestato da apposita certificazione in corso di validità rilasciata dagli enti certificatori riconosciuti con decreto ministeriale. L’elenco completo degli enti certificatori è disponibile al seguente link.

La domanda che in molti si stanno ponendo è se sia giusto prevedere una certificazione di inglese per un livello tanto alto a fronte del profilo professionale richiesto e delle mansioni che il funzionario Inps andrà a svolgere una volta assunto.

Inglese nei concorsi pubblici: cosa dice la legge

Per legge, i bandi di concorso nella Pubblica Amministrazione devono prevedere l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e della lingua inglese, nonché ove opportuno in relazione al profilo professionale richiesto, di altre lingue straniere. La recente riforma Madia ha infatti imposto come obbligatorio l’accertamento della lingua inglese (mentre prima era sufficiente la conoscenza di una qualsiasi lingua straniera).

Inglese B2 concorso Inps: legittimo e proporzionato?

Come si può notare, la legge impone l’«accertamento» della conoscenza: su questo aspetto ci si potrebbe chiedere fin dove può spingersi la discrezionalità delle Pubbliche Amministrazioni nello stabilire i criteri e le modalità di accertamento della conoscenza della lingua inglese da parte dei candidati. La risposta a tale quesito è essenziale per comprendere se sia legittimo un bando di concorso come quello appena indetto dall’Inps in cui viene richiesto, da un lato, l’obbligo della certificazione B2 come requisito di presentazione della domanda, e, dall’altro, l’accertamento delle competenze linguistiche nella prova attitudinale.

Sempre dal punto di vista della discrezionalità dell’Amministrazione, dato che la legge fa generico riferimento alla conoscenza della lingua inglese e non indica criteri di “quantificazione”, fino a che punto può spingersi la PA nel richiedere un livello più o meno alto di certificazione linguistica?

Per esempio, una sentenza del Consiglio di Stato [1], anteriore alla Riforma Madia, ha stabilito “Nel silenzio delle disposizioni primarie, i bandi possono prevedere che l’accertamento di tali conoscenze costituisca parte integrante delle prove di esame, ovvero che venga in rilievo quale requisito di ammissione al concorso“. E ancora: “In sede di prova concorsuale, ai fini dell’accertamento della conoscenza delle lingue straniere è del tutto irrilevante il possesso, da parte del candidato, del diploma di maturità e di laurea alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, quando sia stato previsto un più razionale meccanismo ad hoc per il riscontro della conoscenza della lingua“.

Stando alla sentenza citata, la PA potrebbe allora legittimamente stabilire che l’accertamento della lingua inglese avvenga, a monte, prevedendo una certificazione come requisito di accesso, piuttosto che far svolgere ai candidati delle prove concorsuali apposite che attestino le conoscenze linguisitiche.

Sul livello di conoscenza richiesto, tuttavia, la discrezionalità dovrebbe essere limitata dai principi di ragionevolezza e proporzionalità che, nell’ambito di un concorso pubblico, devono essere quantomeno rapportati al profilo tecnico e categoria richiesta e all’effettiva necessità del requisito (in questo caso dell’inglese B2).

Si attendono possibili chiarimenti da parte dell’Inps, visto l’insorgere di tutti gli interessati al concorso, accanto alle minacce di ricorsi.

note

[1] Cons. Stato, sent. n. 4081/2008.

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