Professionisti Le attività relative alle persone informate sui fatti

Professionisti Pubblicato il 2 dicembre 2017

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L’attività investigativa nella fase delle indagini del processo penale. Le persone informate sui fatti e l’esperto in psicologia o in psichiatria infantile.

Una fonte di prova, di natura personale, nell’attività investigativa è costituita comunque, dalle «persone informate sui fatti» (cfr. rubrica dell’art. 377). Trattasi dei soggetti che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini (art. 351) per la ricostruzione del fatto o l’individuazione del colpevole (art. 348). Costoro possono essere sia potenziali testimoni (art. 351, c. 1) che imputati in processi connessi o collegati (art. 351, c. 1bis).

La legge 172 del 2012 ha introdotto un ulteriore comma nell’art. 351 prevedendo che nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 600, 600bis, 600ter, 600quater, 600quater.1, 600quinquies, 601, 602, 609bis, 609quater, 609quinquies, 609octies e 609undecies del codice penale (delitti relativi alla prostituzione e la pornografia minorile), la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si deve avvalere dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal pubblico ministero. La disposizione mira alla tutela del minore al momento del compimento di atti potenzialmente traumatici e ad assicurare la genuinità dell’assunzione della fonte di prova.

Come già esposto, le norme del cd. «giusto processo» (L. 63/2001), che ha modificato gli artt. 351 e 362 c.p.p., consentono alla P.G. ed il P.M. di procedere all’escussione, come persone informate dei fatti, dei coimputati od imputati di reato in procedimento connesso o collegato che riferiscano fatti relativi alla responsabilità penale di altri. In tal caso vanno rispettate le garanzie previste dall’art. 197bis c.p.p.

Allo scopo di assicurare tali fonti di prova, la persona informata, alla pari dell’indagato, può essere accompagnata in ufficio dalla P.G.

Se la persona informata del fatto è un testimone, vanno applicate le norme relative alla testimonianza e cioè gli artt. 197-203 (v. art. 351, c. 1).


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