Professionisti L’interrogatorio dell’investigato e i confronti

Professionisti Pubblicato il 2 dicembre 2017

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Le attività della polizia giudiziaria nella fase delle indagini del processo penale.

Dopo l’intervento del P.M., oltre l’attività di propria iniziativa, la polizia giudiziaria compie gli atti che le sono specificamente delegati dal P.M.

Sono delegabili anche l’interrogatorio dell’investigato, con l’assistenza del difensore ed i confronti tra indagati o tra questi e persone informate dei fatti (art. 370). Se, anziché atti specifici, alla P.G. vengono impartite solo direttive di indagini, si ha reviviscenza del potere di iniziativa nei limiti delle direttive, ovvero al di là delle stesse alla stregua degli elementi successivamente emersi, salvo l’obbligo di informarne il P.M. Alla P.G. possono essere delegati atti ed operazioni, da espletare avvalendosi di ausiliari tecnici (art. 348).

Se tali ausiliari tecnici compiono operazioni in relazione a persone, cose o luoghi, il cui stato è soggetto a modificazioni, non vi è dubbio che si è in presenza di atti non ripetibili, che debbono reputarsi assoggettati alla stessa disciplina procedurale di cui all’art. 360, prevista per gli accertamenti tecnici non ripetibili del P.M. e allo stesso regime di utilizzabilità. In tal caso, il P.M. deve designare direttamente dei consulenti tecnici; si osservano, altresì, innanzi alla P.G. delegata, le formalità dettate a garanzia del diritto di difesa dallo stesso art. 360, con facoltà per l’indagato di innescare il meccanismo di riserva, di promuovere l’incidente probatorio, di potere, quindi, inficiare la utilizzabilità dell’atto.

Per quanto concerne la documentazione dell’attività di P.G., occorre tener presente che la diversità del regime di utilizzabilità degli atti incide sulla modalità di documentazione. Queste sono di due tipi: annotazioni e verbali.

Le prime rappresentano la forma usuale con contenuto sommario, in cui sono descritte le attività svolte. Le annotazioni hanno valenza pre-processuale; non possono essere utilizzate per contestazioni di dibattimento; restano confinate nel fascicolo del P.M. La redazione di verbali è, invece esplicitamente prevista per una serie di atti suscettibili di valenza processuale e di utilizzazione oltre la fase delle indagini preliminari, e cioè per atti certamente non ripetibili, quali le perquisizioni e i sequestri, o normalmente non ripetibili quali talune operazioni o accertamenti urgenti, o di particolare attendibilità quali le dichiarazioni rese da persone informate nel corso di perquisizioni o sul luogo o nell’immediatezza del fatto, o di particolare rilevanza perché provenienti dall’indagato ovvero concernenti la notitia criminis.

Da rilevare che la redazione dei verbali, per gli atti cui il difensore ha diritto di assistere, è preordinata anche ai fini del deposito presso l’Ufficio del P.M. e della possibilità per il difensore di prenderne visione ed estrarne copia (art. 366).

Anche gli atti e le annotazioni non assoggettate a deposito con avviso al difensore dell’indagato, sono posti a disposizione del P.M. e inseriti nel suo fascicolo.

Com’è noto, l’intera documentazione degli atti compiuti dalla P.G. e dallo stesso P.M. sarà portata a conoscenza dell’imputato per la udienza preliminare (art. 416) o, se questa manca, allorché viene esercitata l’azione penale.


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