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Lo sai che? Pergolati, tende, permessi e normativa

Lo sai che? Pubblicato il 12 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 novembre 2017

La pergotenda non crea volume abitabile e non richiede la licenza edilizia a meno che sia chiusa sui lati da pannelli.

Non sarà bello come una tettoia ma almeno è più facile da realizzare. È il pergolato coperto da una tenda o, come viene comunemente chiamato, la pergotenda. Sono sempre più presenti negli edifici, sulle terrazze condominiali o sugli stessi balconi di proprietà esclusiva. Si tratta di una soluzione snella, facile da rimuovere, non costosa e anche gradevole dal punto di vista estetico. I dubbi però vengono quasi sempre quando ci sono di mezzo le questioni “burocratiche” e, in particolar modo, le autorizzazioni. Così, per non sbagliare e non vedersi poi contestare dall’amministrazione un abuso edilizio, ci si affida a un professionista con il compito anche di curare tutte le pratiche collegate alla realizzazione dell’opera. È comunque consigliabile, prima di incaricare la ditta dei lavori, verificare se per il pergolato con tenda ci vuole il permesso. La risposta, per quanto ormai pacifica, è stata ribadita da una recente sentenza del Tar Lombardia [1] che, con l’occasione, ha avuto modo di ricordare ancora una volta tutte le questioni legate ai pergolati, tende, permessi e normativa.

Partiamo da una premessa: di quale permesso parliamo? Sicuramente di quello dell’ufficio tecnico del Comune che, come noto, nel rilasciare le autorizzazioni, sancisce ciò che deve ritenersi un abuso edilizio e ciò che invece è legittimo. Poi c’è il condominio a cui dare spiegazioni: i condomini potrebbero avere da ridire sull’eventuale alterazione dell’estetica del palazzo causata dalla costruzione. È quindi necessario prendere per tempo le contromosse. Partiamo dall’autorizzazione amministrativa.

Il permesso di costruire del Comune

Il primo aspetto da affrontare, ed anche quello più delicato, è se la normativa sul pergolato con tenda richiede o meno ciò che un tempo si chiamava «licenza edilizia» e che oggi va sotto il nome di «permesso di costruire». A detta della sentenza in commento, non c’è bisogno di alcuna autorizzazione preventiva da parte del Comune. La pergotenda non è infatti una «nuova costruzione» e non crea volumetria né cambia lo stato dei luoghi. Ma ciò  a condizione che resti aperta ai lati; in altre parole, oltre alla copertura orizzontale retrattile, non devono esserci pannelli laterali a chiudere lo spazio, creando un nuovo volume abitabile. E ciò vale anche se i pannelli sono semobili e in vetro.

Secondo il Tribunale amministrativo della Lombardia, il pergolato con la tenda va considerato un semplice elemento di arredo con la funzione di proteggere le persone dagli agenti atmosferici come sole, pioggia e vento, garantendo una maggiore fruizione dello spazio esterno (il terrazzo, il giardino, ecc.). Di solito, infatti, i sostegni sono elementi leggeri in legno dalla sezione esigua, la copertura retrattile si apre e chiude facilmente con un telecomando e può essere sempre smontata. Insomma, non si tratta di un’opera che impone il permesso di costruire perché non comporta alcuna modifica permanente dello stato dei luoghi né una trasformazione del territorio: risulta dunque compatibile con gli strumenti urbanistici.

Permesso del condominio

Meno semplice è la questione dei permessi per la pergotenda quando c’è in mezzo il condominio. Spesso però i Comuni complicano le cose e richiedono la dimostrazione che la costruzione è stata autorizzata in assemblea. Si tratta però di un comportamento illegittimo. L’amministrazione locale non può subordinare alcun “visto” al rilascio del consenso dell’assemblea di condominio: non solo perché – come vedremo a breve – nessuna autorizzazione è necessaria da parte degli altri condomini o dell’amministratore, ma anche perché una cosa è il rispetto della normativa urbanistica (il cui controllo spetta all’amministrazione), un’altra è il rispetto della normativa del codice civile in materia di condominio (il cui controllo spetta al giudice solo in caso di ricorso di un privato che si ritenga leso nei propri diritti).

Vediamo ora cosa dice la normativa condominiale in materia di pergolato con tenda. Chiunque può realizzare delle opere sulla sua proprietà, senza dover attendere permessi da parte dell’assemblea o dell’amministratore (a cui, tutt’al più, potrà comunicare l’inizio dei lavori). Tuttavia deve attento stare a non:

  • rovinare l’estetica della facciata dell’edificio;
  • pregiudicare la stabilità del fabbricato.

In questi due casi, il condominio può agire in tribunale contro il proprietario dell’opera, per ottenere l’interruzione dei lavori o la rimozione della pergotenda se già completata.

Quindi, se anche non c’è bisogno del permesso del condominio per realizzare il pergolato con tenda, qualora questo violi i diritti degli altri proprietari, si può essere costretti a smontare tutta l’opera. Ecco perché prudenza vorrebbe di mostrare il progetto in assemblea e ottenere una votazione favorevole: se così fosse, il condominio non potrebbe più tornare indietro e chiedere la rimozione della costruzione.

note

[1] Tar Lombardia, sent. n. 2110/17.


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