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Carabinieri: quando chiamare?

23 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2017



È possibile chiamare i carabinieri per denunciare un reato, ma anche per collaborare alle indagini oppure per segnalare un sinistro.

L’Arma dei Carabinieri ha una duplice natura: quella di forza armata e quella di forza di polizia. Nella prima veste, essa concorre alla difesa integrata del territorio nazionale, partecipa alle operazioni militari in Italia e all’estero, si occupa della sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane [1]. In qualità di forza di polizia, invece, i carabinieri esercitano funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica, si occupano del mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza e, quale struttura operativa nazionale di protezione civile, prestano soccorso alle popolazioni interessate dagli eventi calamitosi [2]. Vediamo quando chiamare i carabinieri.

Quando chiamare i carabinieri: i compiti di polizia giudiziaria

Abbiamo detto che i carabinieri esercitano funzioni di polizia giudiziaria. Secondo il codice di procedura penale, la polizia giudiziaria si occupa, anche di propria iniziativa, di: prendere notizia dei reati; impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori; ricercarne gli autori; compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quantʼaltro possa servire per lʼapplicazione della legge penale [3]. Nella viste di polizia giudiziaria, pertanto, i carabinieri svolgono tre importanti funzioni:

  • investigativa: ricerca le fonti di prova e raccoglie ogni elemento utile per la ricostruzione del fatto costituente reato e per lʼindividuazione del colpevole;
  • repressiva: impedisce che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori e interrompe lʼiter criminoso e le conseguenze che possano derivare da un fatto costituente reato;
  • esecutiva: aiuta il pubblico ministero o il Giudice e si sostanzia nellʼattività di notificazione ed esecuzione di ordinanze ed atti del procedimento penale delegati dalla stessa autorità giudiziaria.

Come chiamare i carabinieri: il 112

Il numero di pronto intervento da comporre per chiamare i carabinieri è il 112: esso consente al cittadino di chiedere l’intervento di personale dell’Arma per situazioni di specifica competenza istituzionale ed il soccorso per circostanze di pericolo, nonché di riferire notizie utili per l’attività investigativa. In altre parole, chiamando il 112 sarà possibile attivare i carabinieri in relazione ad uno dei compiti attribuiti per legge. Poiché il 112 è il Numero Unico di Emergenza a livello europeo, per soddisfare nel territorio di qualsiasi Stato membro le esigenze dei sempre più numerosi cittadini stranieri presenti per motivi turistici, di lavoro o d’affari, i carabinieri hanno adottato una serie di provvedimenti per la realizzazione della propria struttura di risposta in lingua straniera.

Quando chiamare i carabinieri

I carabinieri possono essere chiamati ogni volta che vi sia un’emergenza che rientra nelle proprie competenze; pertanto, potranno esser contattati: per segnalare la commissione di un reato; in caso di sinistro stradale; per fornire informazioni utili alle indagini; quando si ha il sospetto che si stia commettendo un delitto; per disturbo della quiete pubblica. Insomma, ogni volta che è necessario l’intervento delle forze dell’ordine è possibili chiamare i carabinieri.

Il Numero unico di emergenza

Come anticipato, il 112 è diventato il Numero Unico di Emergenza. Cosa significa? Vuol dire che, componendo il 112, potrà essere richiesto l’intervento non solo dei carabinieri, ma anche di tutti gli altri numeri di emergenza (113, 115, 118): sarà infatti l’operatore della Centrale Unica di Risposta del servizio Emergenza 112 ad inviare i servizi competenti (polizia, vigili del fuoco, ambulanza, ecc.). Le centrali uniche, tramite il collegamento in tempo reale con il Ced (Centro elaborazione dati) del Ministero dell’Interno, sono in grado di localizzare le chiamate in arrivo sia da rete mobile che fissa. Uno dei vantaggi del numero unico, oltre a quello di non doverne ricordare altri, è quello di consentire all’operatore di effettuare una scrematura a monte: molte chiamate, infatti, sono inappropriate, a volte fatte per sbaglio, altre volte solo per chiedere informazioni.

Il problema del servizio unico di risposta è che non è ancora attivo in tutta Italia, ma soltanto in alcune regioni o province. In attesa dell’estensione a tutto il territorio nazionale, rimangono in vigore i vecchi numeri di pronto intervento dedicati agli specifici servizi.

note

[1] D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297.

[2] Artt. 159 e 161 del D. Lgs. n. 66/2010.

[3] Art. 55 cod. proc. pen.

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