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Lo sai che? Come obbligare il vicino a rimuovere l’amianto

Lo sai che? Pubblicato il 14 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 novembre 2017

Denunciare agli organi competenti la presenza dell’eternit

L’amianto è un minerale contenuto nell’eternit. Negli scorsi decenni l’eternit è stato un materiale ampiamente utilizzato nell’edilizia pubblica e privata per le sue grandi capacità di resistenza. Tuttavia si è poi scoperto essere estremamente dannoso per l’ambiente e la salute dell’uomo e pertanto ne è stato vietato l’impiego a partire dai primi anni ’90 [1]. Per questa ragione è possibile anche obbligare il vicino a rimuovere l’amianto, eventualmente presente.

Quando obbligare il vicino a rimuovere l’amianto

L’amianto contenuto in genere nelle tettoie, nelle canne fumarie, nell’isolamento dei caminetti in eternit costituisce un pericolo solo se danneggiato, crepato, fessurato quando cioè si polverizza ed è friabile. Solo in questi casi infatti le fibre che lo compongono liberandosi nell’aria possono entrare a contatto dei soggetti e causare gravi malattie dell’apparato respiratorio. Solo in questi casi quindi sorge l’obbligo di rimozione dell’amianto.

Come obbligare il vicino a rimuovere l’amianto

Prima di capire come sia possibile obbligare il vicino alla rimozione dell’amianto friabile e degradato è bene fare alcune precisazioni. È bene sapere  che è dovere della Regione censire tutti gli edifici pubblici e privati che presentino coperture o manufatti in eternit, e che è dovere dei proprietari o dei responsabili della struttura pubblica segnalarne la presenza alle autorità e provvedere a proprie spese alla rimozione attraverso ditte specializzate iscritte nell’apposito Albo nazionale dei gestori ambientali  ed autorizzate al rilascio della certificazione a conclusione lavori.

Se il vicino non ha quindi segnalato all’autorità sanitaria la presenza ad esempio di una copertura di eternit in evidente stato di degrado o lo ha fatto, ma non ha provveduto a suo smaltimento, è possibile rivolgersi all’Azienda sanitaria locale (ASL), ai vigili urbani o al nucleo tutela ambientale dei Carabinieri e denunciarne la presenza, lo stato e il rischio. La segnalazione può anche avvenire in forma anonima ma è consigliabile sempre renderla personalmente e firmarla, affinché sia presa seriamente in considerazione.

Una volta fatta la denuncia sarà l’autorità coinvolta a contattare l’agenzia regionale competente ad esaminare la presenza ed eventuale quantità di amianto nell’aria, decidendo solo dopo queste misurazioni come intervenire.

Quando non si può obbligare il vicino a rimuovere l’amianto

Come anticipato la presenza in una costruzione vicina di lastre di eternit o materiale contenente amianto  integri, non obbligano il vicino alla rimozione non costituendo rischio alcuno per la salute dell’uomo o per l’ambiente. Il proprietario sarà semplicemente obbligato a monitorare lo stato di degrado e ad intervenire prontamente nel caso. Preventivamente, per evitare il rischio di spaccature, potrà chiedere alle ditte specializzate di intervenire con alcune tecniche come la verniciatura con specifici smalti, l’incapsulamento o sovracopertura. Qualora invece dovesse decidere di intervenire a seguito di lesioni potrà farlo solo attraverso le ditte in grado di provvedere non solo alla rimozione ma anche al suo smaltimento. Questo perché al momento della rimozione l’estrazione dei manufatti può causarne la rottura e il conseguente rischio di contaminazione. Le ditte specializzate sono invece capaci di arginare completamente questo rischio con l’uso di tecniche e strumenti adatti.

La legge riconosce un bonus per il proprietario che sostituisce la copertura del tetto in eternit con dei pannelli fotovoltaici che ricoprono almeno il 90% della superficie precedente coperta.

note

[1] Legge n. 257/1992.


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