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Inps: chi ha diritto alla Naspi

30 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 dicembre 2017



Per ottenere l’indennità di disoccupazione non basta essere senza lavoro. Bisogna avere specifici requisiti: ecco quali

Da mesi siamo incollati al pc ad inviare il nostro curriculum. Oppure neanche lo inviamo più perché nessuno ci ha mai risposto e siamo ormai troppo sfiduciati, ma non siamo neanche iscritti alle liste del centro per l’impiego. Oppure ci siamo licenziati perché quel lavoro che odiavamo tanto non lo vogliamo proprio più fare. Oppure ancora, dopo anni spesi a sacrificarci in un’azienda per cui abbiamo dato l’anima, ci viene comunicato che il programma di esuberi in corso prevede molti licenziamenti, tra cui proprio il nostro. Insomma, inutile girarci intorno: siamo senza un lavoro e l’affitto di casa va pur pagato. Cosa possiamo fare? Stiamo pensando a qualche sussidio, almeno per aiutarci a vivere in attesa di tempi migliori. Magari proprio il sussidio di disoccupazione. Ma possiamo richiederlo? Vediamo chi ha diritto a percepire la famosa Naspi, l’ammortizzatore sociale su cui contare oggi per ricevere la disoccupazione.

Cos’è la Naspi

Dal 2015 c’è lei a sostituire tutti i precedenti sussidi di disoccupazione. La Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) [1] è oggi a tutti gli effetti l’ammortizzatore sociale cardine su cui contare: un’indennità erogata dallo Stato a favore dei lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il proprio lavoro.

Si deve insomma restare senza lavoro e senza reddito, ma solo a determinate condizioni. Questa indennità dura al massimo due anni e si perde se:

  • Troviamo un nuovo lavoro
  • Ci viene proposto un nuovo lavoro e noi lo rifiutiamo (occhio però, perché il nuovo lavoro deve essere congruo, cioè deve garantirci uno stipendio che superi di almeno il 20 per cento l’attuale sussidio che stiamo percependo)
  • Iniziamo un nuovo lavoro (subordinato o autonomo) e non comunichiamo all’Inps entro un mese il reddito presunto che percepiremo
  • Non partecipiamo alle iniziative di ricollocamento professionale organizzate dai Centri per l’impiego

Come detto però, non è sufficiente essere senza lavoro per aspirare alla Naspi. Ci sono condizioni e requisiti ben precisi da rispettare.

Naspi: chi ne ha diritto

Ecco a quali categorie di lavoratori spetta la Naspi:

  • Lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato
  • Lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato
  • Apprendisti
  • I soci lavoratori di cooperative purché siano assunti con contratto subordinato
  • Il personale artistico con contratto di lavoro subordinato
  • I dipendenti della pubblica amministrazione con contratto a tempo determinato

Anche chi ha un contratto part time ha diritto alla Naspi, purché rispetti i requisiti contributivi e le giornate lavorate richieste (descritte nel paragrafo successivo).

Inoltre, posso accedere alla domanda per la Naspi anche:

  • I dipendenti che hanno presentato le dimissioni su proposta del datore di lavoro
  • I lavoratori stagionali del turismo (anche se la percepiranno in misura ridotta)

Naspi: i requisiti per ottenerla

I requisiti che queste categorie di lavoratori devono rispettare sono i seguenti:

  • Devono trovarsi in uno stato di disoccupazione involontario: cioè essere stati licenziati senza volerlo. Sono compresi in questa categoria:
    • I dipendenti licenziati o dimessisi per giusta causa
    • Lavoratori dimessisi durante il periodo di maternità o paternità (da 300 giorni prima della data fissata del parto fino al compimento di un anno di vita del figlio). Anche queste dimissioni rientrano tra quelle per giusta causa.
    • Scioglimento consensuale del rapporto, se avvenuto nell’ambito di una Conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro (Dtl)
    • Chi accetta e firma il licenziamento su proposta del datore di lavoro (deve avvenire davanti al sindacato). In questo caso la scelta è di fatto dell’azienda.
  • Aver conseguito almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni che precedono l’inizio dello stato di disoccupati (Esempio: sono stato licenziato il 1°novembre 2017. Devo avere maturato almeno 13 settimane di contributi dal 1° novembre 2013 al 1° novembre 2017)
  • Aver avuto 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio dello stato di disoccupazione (Esempio: sono stato licenziato sempre il 1° novembre 2017. Devo aver fatto almeno un mese di lavoro tra il 1° novembre 2016 e il 1° novembre 2017)
  • Aver presentato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (la Did). È possibile presentarla al Centro per l’impiego o direttamente in fase di presentazione di domanda Naspi all’Inps; partecipare alle politiche attive: corsi di formazione, aggiornamento, seminari, eventi, ecc.

Naspi: chi non ne ha diritto

Ecco invece le categorie di lavoratori che non hanno diritto a percepire la Naspi:

  • I dipendenti delle Pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato
  • Gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato (per loro ci sono altre regole)
  • I lavoratori extra-comunitari con permesso di soggiorno con lavoro stagionale

note

[1] D. leg. n. 22 del 4 marzo 2015

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