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Quando un collega ti offende che fare?

12 Novembre 2017
Quando un collega ti offende che fare?

Come tutelarsi se un collega ti offende: la dichiarazione al datore di lavoro fa scattare il licenziamento per il dipendente non rispettoso.

Mentre stavi lavorando, un collega ti ha insultato apertamente criticandoti in modo aspro e sconfinando in offese personali che nulla c’entrano con l’attività aziendale. È chiaro il suo intento di denigrarti piuttosto che di manifestare la propria disapprovazione per un fatto obiettivo. Ad ascoltare quelle parole non c’eri solo tu ma altre persone. In quell’occasione hai fatto finta di nulla, lasciando correre per non creare attriti. Ma l’episodio si è ripetuto un’altra volta: quello stesso collega ti ha inviato un’email in cui confermava le medesime frasi che aveva detto solo qualche giorno prima. Ora che hai un messaggio scritto tra le mani come prova degli insulti ricevuti e non sei costretto a chiedere la testimonianza ad amici ed estranei, coinvolgendo anche loro nella vostra questione “personale”, hai intenzione di difendere i tuoi diritti e procedere contro di lui. Così ti chiedi che fare quando un collega ti offende? Ci sono diversi modi per agire legalmente e uno di questi è stato suggerito, giusto qualche giorno fa, dalla Cassazione [1]. Vediamo i suggerimenti dell’avvocato prudente.

Offese del collega: dillo al datore di lavoro

La prima cosa che puoi fare per difenderti dalle offese del collega è farlo presente al tuo datore di lavoro. Potrai girargli il testo dell’email con il messaggio ingiurioso oppure potrà egli stesso requisire l’email dal tuo computer se, nel regolamento aziendale, è ben chiaro che i pc in dotazione ai dipendenti possono essere oggetto di controllo; in tal caso infatti la corrispondenza elettronica non è più segreta. Tale chiarimento, offerto dalla Suprema Corte, porta a un’altra ineluttabile conseguenza: il licenziamento del dipendente offensivo. Questo perché il lavoratore fa parte dell’azienda e chi ne infama la reputazione non sta facendo altro che ledere una parte dell’azienda stessa. In verità il datore potrebbe optare per una sanzione meno grave del licenziamento temendo l’impugnazione del provvedimento da parte del responsabile; non è infatti un obbligo licenziarlo. Ma in ogni caso il datore di lavoro è responsabile per la salute psicofisica dei dipendenti e, se non dovesse attuare delle misure per punire il fatto ed evitare che si ripeta, ne sarebbe egli stesso responsabile (di tanto parleremo a breve).

Torniamo per un secondo ancora sul potere di controllo delle email dei dipendenti. Per farlo, il datore deve aver avvisato in anticipo di ciò tutti i suoi collaboratori. In secondo luogo detti controlli non possono mai essere preventivi e casuali (diversamente sarebbe un’illegittima lesione della privacy), ma possono essere eseguiti solo dopo il compimento di un illecito, al fine dell’individuazione e punizione del colpevole. Rispettate queste due condizioni non c’è bisogno del consenso dei sindacati per eseguire il controllo delle mail dei dipendenti.

Offese del collega: denuncialo

La seconda difesa che puoi attuare quando un collega ti offende è denunciarlo ai carabinieri o alla polizia. Per poter agire però sono necessari alcuni presupposti:

  • la frase incriminata non deve essere una semplice critica al tuo operato ma una offesa alla tua persona che si risolve in una lesione alla tua reputazione;
  • la frase deve essere stata pronunciata in tua assenza e alla presenza di almeno due persone. È possibile anche denunciare quando si tratta di una email spedita a più soggetti.

In questi casi scatta il reato di diffamazione che, come noto, costituisce un illecito penale. Purtroppo devo dirti che questo tipo di reato, ad oggi, non determina conseguenze particolarmente gravi dal punto di vista penale per il colpevole. Questi infatti la può fare “franca” grazie a un meccanismo chiamato «particolare tenuità del fatto». In buona sostanza, se il responsabile non è un recidivo, può ottenere l’archiviazione del procedimento e la non applicazione della pena. Tuttavia la fedina penale gli resta sporca e tu potrai sempre agire per il risarcimento del danno. Resta comunque il fatto che una denuncia è sempre una forma di tutela che potrebbe impedire il reiterarsi dello stesso comportamento.

Se non hai prove dell’offesa e nessuno vuole testimoniare, non devi preoccuparti: tu stesso sei già un testimone. Nel processo penale infatti la condanna al responsabile può basarsi solo sulle dichiarazioni della vittima.

Offese del collega: fagli causa

La terza difesa nel caso in cui un collega ti offende è chiedergli il risarcimento del danno. Questa via si somma alla precedente nel caso di diffamazione, mentre è l’unica strada nell’ipotesi di ingiuria. L’ingiuria si verifica quando la frase offensiva viene pronunciata in presenza della vittima.

Il risarcimento del danno è parametrato all’entità dell’offesa e, non potendo essere determinato in modo preciso, viene valutato dal giudice «secondo equità», ossia secondo quanto appare di giustizia.

Se le condotte si ripetono in modo sistematico e hanno lo scopo di umiliarti apertamente secondo un disegno prestabilito, allora potresti essere vittima del cosiddetto mobbing verticale. In questo caso l’entità del risarcimento che potresti chiedere è sicuramente superiore e per il responsabile scatterebbe un immediato licenziamento.

Offese del collega: chiedi il risarcimento al datore di lavoro

Quando le condotte del dipendente offensivo diventano ripetute e particolarmente gravi, a doverne rispondere è il datore di lavoro. In questo caso siamo infatti nell’ambito del mobbing orizzontale per il quale anche l’azienda è tenuta a versarti il risarcimento.


note

[1] Cass. sent. n. 26682/17 del 10.11.2017.

Autore immagine: 123rf com


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5 Commenti

  1. Come posso tutelarmi dal comportamento offensivo(7 anni che subisco) di un collega se il mio datore di lavoro ritiene che questo sia un problema da risolvere fra noi?

  2. Buongiorno. …e nel caso un collega alza la voce anche in modo minaccioso o intimidatorio verso un altro collega?

    1. Buongiorno. Ogni lavoratore, una volta firmato il contratto di lavoro ed avviato il rapporto lavorativo, si assume una serie di impegni e di doveri che deve rispettare durante la prestazione lavorativa. I doveri e le norme di comportamento dei dipendenti sono fissati in parte direttamente dalla legge.el luogo di lavoro ci si confronta, quotidianamente, con colleghi e superiori gerarchici. Lo stress lavorativo, la competizione, la volontà di emergere e la stanchezza rendono molto probabili episodi di tensione tra i colleghi nel luogo di lavoro. Queste tensioni possono sfociare in alterchi e discussioni o in vere e proprie liti. Talvolta le liti degenerano e entrano in scena anche le mani, con veri e propri episodi di percosse e di rissa. In questi casi, tuttavia, le cose si complicano. Il datore di lavoro potrebbe infatti considerare la lite tra i colleghi un episodio rilevante sotto il profilo disciplinare ed avviare un procedimento disciplinare a carico dei dipendenti che hanno dato vita alla lite. Ma dove può condurre il procedimento disciplinare? Lite tra colleghi: scatta il licenziamento? Per saperne di più leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/242855_lite-tra-colleghi-scatta-il-licenziamento

  3. Venerdì 21 giugno sono stata offesa pesantemente da un collega di lavoro, penso che x una donna sia la peggio offesa che possa ricevere, neanche a quelle che vivono per strada si può dire!!!!!
    I miei due capi presenti, negano di aver sentito, in più quando gli ho chiesto cosa mi avesse detto, mi ha alzato la voce è mi ha dato della pazza!!!!
    Sconvolta gli ho detto che gli avrei spaccato i denti…
    Sono uscita dall’ufficio scioccata, ho incontrato due delegati e avvisati di ciò che mi era successo siamo andati dal capo del personale, lui mi ha detto che oggi mi avrebbe fatto sapere.
    Sconvolgimento nello sconvolgimento!!!!
    Nel pomeriggio incontro i delegati di venerdì e scopro da loro che il capo del personale non ha nessuna intenzione dì chiamarmi e ha dato la colpa di tutto a me!!!!
    Sono avvilitae disperata, sono a pezzi ..,
    Derisa e impigliata!!!
    Aiutatemi…

    1. Quando un collega ti offende che fare? Come tutelarsi se un collega ti offende: la dichiarazione al datore di lavoro fa scattare il licenziamento per il dipendente non rispettoso. Per saperne di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/182867_quando-un-collega-ti-offende-che-fare

      Hai il sospetto, non la certezza, che in azienda ce l’abbiano con te. Quando c’è da prendere in giro qualcuno o trovare un capro espiatorio ci vai sempre tu di mezzo. Non c’è continuità nelle vessazioni, né si può dire che vi sia un vero e proprio intento persecutorio, cosa che ti avrebbe dato diritto di agire per mobbing. Cosa puoi fare però per chiedere il risarcimento? Esiste un modo e anche questo passa – ovviamente – per un giudice e un tribunale. Si chiama causa da straining, un fattore che crea stress e frustrazione, tale da far sentire il dipendente alienato o inadeguato ma non caratterizzato da quella continuità che invece richiede il mobbing. Di recente la Cassazione sta emettendo una serie di sentenze che riconoscono la possibilità di agire contro il datore di lavoro e ottenere tutela. Scopri cos’è lo straining e come difendersi https://www.laleggepertutti.it/199567_straining-cose-e-come-difendersi

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