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Lo sai che? Tasse inquilino in affitto

Lo sai che? Pubblicato il 12 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 novembre 2017

Imu, Tasi, spazzatura: quali sono le imposte sulla casa che deve pagare chi è in affitto in un appartamento e quali invece sono a carico del proprietario?

Hai preso da poco una casa in affitto. Ti sei preoccupato di fare il cambio di residenza in Comune e hai già eseguito il trasferimento dei mobili. Il citofono ha la targhetta con il tuo nome e cognome e sei in regola anche con l’Agenzia delle Entrate avendo registrato il contratto di locazione. Di tanto il proprietario dell’appartamento ha dato comunicazione all’amministratore di condominio nei successivi 60 giorni, come legge gli impone. Ora però viene la parte più difficile: il pagamento delle imposte che, come forse saprai, anche chi è in affitto deve versare entro certi limiti. In questo articolo ti spiegheremo quali sono le tasse per l’inquilino in affitto e quali adempimenti questi deve curare nei confronti del fisco per essere in regola. Certo, non essendo il titolare dell’immobile, il peso tributario che grava su di te è minimo; ma questo non toglie che anche l’evasione di un importo ridotto non possa comportare dei problemi con il fisco. Problemi di cui bisogna essere al corrente per non correre il rischio di vedersi notificare una cartella di pagamento e, dopo di essa, un pignoramento.

Le tasse sull’inquilino in affitto possono dipendere da due fattori: la detenzione dell’immobile e la registrazione del contratto di affitto. Qui di seguito analizzeremo entrambe le ipotesi, partendo dalle tasse legate alla proprietà e/o alla detenzione dell’appartamento.

Le tasse sulla casa

Prima però di spiegare quali sono le tasse per l’inquilino in affitto, elenchiamo tutte le imposte, attualmente previste dalla legge, che sono collegate al possesso e/o alla titolarità di una casa.

Il possesso di immobili situati in Italia è soggetto alle seguenti imposte:

  • l’Imu ossia l’imposta municipale propria, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali (salvo casi particolari). L’Imu ha sostituito la vecchia Ici;
  • la Tasi ossia il tributo per i servizi indivisibili, a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile e destinato al finanziamento dei servizi comunali rivolti alla collettività (spese per il manto stradale, la pubblica illuminazione ecc.). La Tasi è imposta relativamente giovane per il nostro Paese: prima di essa non vi erano altre tasse corrispondenti;
  • la Tari ossia la tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore. Essa, nei Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, può essere sostituita da una tariffa. In passato la Tasi ha avuto nomi svariati: ad esempio Tia 1, Tia 2, Tari.

La somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu per ciascuna tipologia di immobile non può essere superiore al 10,6 per mille, e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile.

Le imposte citate sono applicate e riscosse dal Comune, fatta eccezione per la tariffa corrispettiva che sostituisce la Tari.

Le tasse sulla casa che deve pagare l’inquilino in affitto

Vediamo quali sono, tra queste, le tasse che sono a carico dell’inquilino e quelle invece a carico del proprietario dell’appartamento (sul punto ti consiglio un rapido sguardo alla tabella che abbiamo pubblicato a fine articolo).

Imu

L’Imu è completamente a carico del proprietario dell’appartamento.

Attualmente la legge prevede l’esenzione dall’Imu per l’abitazione principale, ossia dove il contribuente risiede. Quindi, se anche l’appartamento fosse di proprietà di chi vi vive, questi non dovrebbe comunque pagare l’Imu che invece grava sulla seconda casa, sui negozi e sugli uffici.

Tasi

In passato la Tasi gravava in parte sul padrone di casa (per una percentuale variabile dal 70 al 90%) e in parte sull’inquilino (per una percentuale variabile dal 30 al 10%). A decidere la parte della Tasi che doveva pagare l’inquilino era il Comune con il proprio regolamento.

Dal 2016, però, è stata eliminata la quota di Tasi sull’affittuario sempre che questi destini l’immobile ad abitazione principale propria e della sua famiglia. Dunque quest’ultimo ad oggi non deve versare nulla a titolo di Tasi che resta completamente a carico del proprietario dell’appartamento.

Tari: l’imposta sui rifiuti

Veniamo infine alla Tari, l’imposta sui rifiuti o, come spesso si dice, «la spazzatura». Chi deve pagare la spazzatura? Stavolta la tassa è completamente a carico dell’inquilino che deve pertanto provvedere a versare l’imposta per intero al Comune.

Le tasse per la registrazione del contratto di affitto che spettano all’inquilino

La legge stabilisce che la registrazione del contratto di affitto spetta al padrone di casa che deve curarla entro 30 giorni. Attenzione però a non cadere in equivoci: ricade sul locatore solo l’adempimento materiale della registrazione e non il carico tributario. In altri termini il pagamento dell’imposta di registro deve essere eseguito dal padrone di casa, ma quest’ultimo si può accordare con l’inquilino per dividere la spesa nella misura massima del 50% ciascuno. Il contratto di affitto non può prevedere un carico superiore alla metà sull’inquilino; se nulla è scritto, l’imposta deve essere versata dal titolare dell’immobile. Quindi, le ipotesi sono due: o l’imposta di registro viene pagata interamente dal locatore, oppure viene divisa al 50% tra le due parti.

Nel caso però in cui l’affitto non venga registrato (il cosiddetto “affitto in nero” o “non dichiarato”), l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento dell’imposta di registro sia al locatore che al conduttore; fiscalmente, infatti, i due sono soggetti alla cosiddetta «responsabilità solidale» (ossia, se non paga l’uno, il fisco può chiedere l’integrale pagamento all’altro).

Tipo di immobile
Imposta
Tassazione
Abitazione principale
Imu
No, salvo si tratti di abitazioni classificate in A/1, A/8 o A/9
Tasi
No, salvo si tratti di abitazioni classificate in A/1, A/8 o A/9
Tari
Si
Seconda casa
Imu
Si
Tasi
Si
Tari
Si
Negozi – uffici
Imu
Si. Per gli immobili strumentali, l’Imu è deducibile ai fini Irpef (dal reddito di impresa o di lavoro autonomo) nella misura del 20%
Tasi
Si
Tari
Si
Immobili d’impresa
Imu
Si. Per gli immobili strumentali, l’Imu è deducibile ai fini Irpef e Ires nella misura del 20%
Tasi
Si
Tari
Si
Terreni Agricoli
Imu
Si
Tasi
No
Tari
No
Fabbricati rurali strumentali
Imu
No
Tasi
Si
Tari
No

note

Autore immagine 123rf com


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1 Commento

  1. Gradirei Una Mirata Responso!
    Trattadi: ho Affittato Appartamento con Cedolare Secca,
    Pago per reddito anno su
    € 5.000,00 Affitto anno
    € 1.000,00 cedolare
    € 1.500,00 IMU 2 casa
    € 500,00 tasse Varie!
    TU STATO COSA PRETENDI!
    Al tuo Cittadino meticoloso lo tratti così?
    Ho rinunciato ed ho Fatto Risoluzione Contratto.
    Così non tipago l’
    Condividi… SVAT.

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