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Inps: cosa fare in caso di ricovero

30 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Dicembre 2017



La struttura sanitaria è tenuta a trasmettere il certificato per via telematica all’Inps. Se non ce la fa, tocca al lavoratore inviare copia cartacea.

Quando si viene ricoverati in ospedale per diversi giorni o anche per una giornata di day hospital, teoricamente il paziente – sia che si tratti di un dipendente privato o un impiegato statale – non deve comunicare nulla all’Inps. Tocca alla struttura ospedaliera inviare il certificato per via telematica, secondo le disposizioni date dallo stesso Istituto [1]. Lo stesso vale per una prestazione di pronto soccorso. Solo nel caso in cui l’ospedale o la clinica non abbiano la possibilità di farlo, il dipendente dovrà farsi rilasciare un certificato cartaceo di ricovero ed inviare una copia all’Inps e una al datore di lavoro. Ma vediamo nel dettaglio che cosa fare in caso di ricovero e come comportarsi con l’Inps.

Certificato di ricovero: come funziona l’invio all’Inps

Che succede al momento del ricovero

Come accennato, deve essere la struttura ospedaliera a inviare all’Inps per via telematica il certificato del lavoratore che viene ricoverato, che deve fare un day hospital o che riceve una prestazione di pronto soccorso. Questo affinché il dipendente pubblico o privato abbia la relativa indennità di malattia e possa giustificare la sua assenza in azienda o all’Ente statale presso il cui lavora.

Già nel 2012, il Ministero della Salute aveva emanato un decreto [2] i cui instava le Regioni ad adeguare tecnicamente le strutture ospedaliere affinché fossero in grado di inviare telematicamente all’Inps i certificati di malattia, di inizio ricovero e di dimissioni dalla malattia.

L’invio deve avvenire al momento dell’accettazione nella struttura sanitaria. Il certificato avrà il suo codice Pucir, cioè di Protocollo univoco della comunicazione di inizio ricovero. Se il paziente lo richiede, può ricevere un certificato cartaceo.

C’è la possibilità di qualche inghippo? Purtroppo sì. Può succedere che l’ospedale, per qualsiasi motivo, non riesca ad inviare per via telematica all’Inps il certificato di ricovero nei tempi richiesti. In questo caso, al lavoratore non resta che mandare all’Istituto e al datore di lavoro le rispettive copie cartacee del certificato.

Che succede al momento delle dimissioni

Concluso il periodo di ricovero, quando arriva il momento di tornare a casa o di essere trasferiti in un’altra struttura sanitaria per un periodo di convalescenza o di riabilitazione, l’ospedale deve inviare all’Inps il certificato di comunicazione delle dimissioni. Il medico ha, inoltre, la possibilità di accedere telematicamente al certificato di inizio ricovero e di aggiornarlo con la diagnosi e con la prognosi per il totale recupero del paziente.

La struttura sanitaria riceverà un numero di protocollo univoco grazie al quale poter avere la certezza che il certificato è stato ricevuto dall’Inps. Il tutto può essere stampato dall’ospedale e consegnato al paziente.

Come inviare un certificato di ricovero cartaceo

Abbiamo già detto che il dipendente può essere tenuto ad inviare il certificato di ricovero, nel caso in cui la struttura ospedaliera non fosse in grado di farlo per via telematica. In questo caso, cosa deve fare il lavoratore?

Deve, innanzitutto, presentare il certificato cartaceo all’Inps e all’azienda o all’Ente pubblico per il quale lavora tramite raccomandata a/r, fax, posta elettronica certificata (Pec) o a mano (magari consegnato da qualche familiare). Entro 48 ore, il datore di lavoro girerà via Pec all’azienda sanitaria a cui fa riferimento il medico curante di aver ricevuto il certificato.

note

[1] Circolare Inps n. 113/2013.

[2] Min. Salute, decreto del 18 aprile 2012.

Autore immagine: 123rf.com


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