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Alternanza scuola-lavoro: è obbligatoria?

17 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2017



Il programma di alternanza scuola – lavoro, introdotto per legge nel 2015, prevede un periodo di lavoro durante la scuola superiore, ed è obbligatorio.

Il mondo della scuola è da sempre protagonista di riforme e modifiche, sia per quanto riguarda il corpo insegnanti e docenti che in relazione alle modalità di insegnamento. I cambiamenti però riguardano con frequenza anche gli studenti degli istituti scolastici secondari italiani, che nel corso degli ultimi anni hanno affrontato numerosi cambiamenti, sia dal punto di vista dell’organizzazione didattica (si pensi all’istituzione dei crediti formativi) che sotto il profilo delle prove di esame (dai test invalsi alla terza prova dell’esame di maturità). Da un paio d’anni, inoltre, complice la situazione di crisi che il sistema economico – lavorativo italiano e mondiale contemporaneo sta attraversando, è stato introdotto anche un progetto volto a favorire la conoscenza, da parte dei giovani studenti italiani, del mondo del lavoro, già durante la formazione scolastica. Per cercare quindi di accrescere le competenze pratiche dei ragazzi e fornire loro capacità spendibili nel mondo del lavoro è stata approvata con legge l’alternanza scuola – lavoro, che prevede un monte ore da passare fuori dalle aule per imparare un’attività lavorativa. Ma questa alternanza scuola – lavoro cos’è? È obbligatoria?

Alternanza scuola – lavoro: cos’è e cosa significa

Anzitutto occorre comprendere cosa si intende con questo sistema didattico: cosa significa in concreto alternanza scuola – lavoro? Quando si parla di alternanza scuola – lavoro ci si riferisce ad un particolare modello didattico, che prevede non più soltanto il classico periodo di studi presso un istituto di formazione superiore: data l’importanza di acquisire competenze che siano poi utilizzabili al termine del percorso di studi, viene introdotto nel monte ore dello studente un periodo di tempo da dedicare alla formazione sul campo, e non solo a scuola.

Questo perchè è stata spesso segnalata un’eccessiva distanza fra le nozioni teoriche apprese sui banchi di scuola ed il successivo ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi, soprattutto alla luce del fatto che l’effettivo inizio dell’attività lavorativa – tra anni di università, eventuale formazione post accademica e crisi generale del mercato del lavoro – avviene ormai sempre più tardi per moltissimi giovani. Più ampio è il bagaglio pratico degli alunni, e prima lo si acquisisce, maggiori opportunità potrebbero aversi in futuro.

Alternanza scuola – lavoro: i partecipanti

L’opportunità data ai ragazzi delle scuole secondarie superiori di secondo grado è quella di entrare in determinati contesti lavorativi, che variano a seconda delle realtà del mondo del lavoro che sono state ritenute idonee a partecipare al progetto.

Aziende, imprese e società, associazioni sportive e di volontariato, quindi, ma anche pubbliche amministrazioni ed enti pubblici o privati, nonchè ordini professionali, sono i partner e le controparti di questa iniziativa: in qualità e con la funzione di veri e propri datori di lavoro, offrono la loro disponibilità, nell’ambito di progetti ben definiti, ad ospitare i ragazzi, per dar loro modo di sperimentare nelle proprie sedi le varie attività lavorative che quotidianamente vengono portate avanti. Dalla teoria alla pratica insomma, in un ambiente che – almeno nella teoria – dovrebbe essere controllato ed altamente formativo. Come funziona l’alternanza scuola – lavoro?

Alternanza scuola – lavoro: finalità e protocolli

L’alternanza scuola – lavoro ha la chiara finalità di ampliare le metodologie didattiche storiche, diversificando l’offerta data da una formazione classica e aprendo così le opportunità degli alunni delle scuole secondarie superiori di secondo grado (licei ed istituti tecnici) alle realtà del contesto lavorativo contemporaneo. Gli alunni, chiaramente, possono scegliere tra le possibilità previste dal proprio istituto scolastico di appartenenza l’esperienza formativa che ritengono più in linea con le proprie passioni, preferenze e progettualità per la carriera che un giorno vorranno intraprendere.Tra le problematiche che il progetto sta affrontando, oltre alle proteste di molti studenti ed associazioni, che hanno segnalato come in alcuni casi i ragazzi siano stati utilizzati impropriamente come manodopera e manovalanza gratuita, anche diverse difficoltà nelle regioni meridionali, per la scarsa presenza di imprese ed aziende che possano aderire al progetto. Il ministero dell’istruzione sta al riguardo cercando di facilitare l’incontro di domanda ed offerta attraverso l’istituzione di specifici protocolli di intesa, volti a regolare la materia.

Alternanza scuola – lavoro: obbligatorietà del programma

L’organizzazione delle attività previste per la partecipazione ai vari progetti formativi non è lasciata al caso, in quanto l’alternanza scuola -lavoro è organizzata e strutturata con precise regole, e il percorso che lo studente intraprende comporta la partecipazione e la supervisione di tutor, sia della scuola di provenienza (tutor interni) che della società – ente ospitante (tutor esterni).

Per quanto riguarda anzitutto gli istituti coinvolti, l’alternanza scuola – lavoro è prevista per:

  • i licei (classico, scientifico, linguistico);
  • gli istituti tecnici e professionali.

Il monte ore previsto varia a seconda della scuola, ed è fissato in:

  • 400 ore negli istituti tecnici e professionali;
  • 200 ore per i licei.

Rimane pertanto da verificare se i percorsi di alternanza scuola – lavoro sono attualmente da considerarsi obbligatori o se invece siano al contrario facoltativi.

In relazione quindi all’obbligo di alternare la scuola con il lavoro, l’alternanza è entrata a regime definitivamente con questo anno scolastico 2017/2018, diventando obbligatoria per tutti gli studenti degli ultimi tre anni di scuola superiore secondaria di secondo grado. Il progetto infatti, all’inizio, prevedeva l’obbligatorietà solo per gli studenti del terzo anno – durante l’anno scolastico 2015/2016 – in cui il monte ore rappresentava un obiettivo del triennio. Lo scorso anno scolastico, 2016/2017, l’alternanza era obbligatoria per gli studenti del terzo e quarto anno di scuola superiore.

Ricordiamo che la partecipazione ai progetti e percorsi di alternanza scuola – lavoro non comporta l’instaurarsi di alcun rapporto di lavoro con l’ente ospitante, in quanto non è equiparabile ad un tirocinio o ad uno stage, né ad un apprendistato: la sua natura rimane quella di progetto formativo facente parte di un piano didattico.

note

Autore imagine: Pixabay.


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2 Commenti

  1. Salve la scuola di mia sorella sostiene che la partecipazione all’alternanza scuola-lavoro sia obbligatoria e che essa debba iniziare verso la fine del mese di Giugno, la ragazza però sarà impegnata in un viaggio di natura familiare verso l’estero per tutta l’estate, può gentilmente darci un suggerimento su cosa fare? Grazie mille in anticipo!

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