Diritto e Fisco | Articoli

Multe: deve pagare obbligato in solido o trasgressore?

13 novembre 2017


Multe: deve pagare obbligato in solido o trasgressore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 novembre 2017



Non si può contestare la notifica della multa oltre 90 giorni se, nel frattempo, l’obbligato in solido ha pagato.

Capita spesso che la multa venga notificata a due persone diverse: il responsabile materiale e il cosiddetto «obbligato in solido». Quest’ultimo è un ulteriore soggetto ritento, dalla legge, corresponsabile per l’illecito amministrativo e, in virtù di ciò, anch’egli tenuto a pagare la contravvenzione. Non si tratta di due multe diverse, ma della stessa sanzione il cui pagamento, tuttavia, può essere chiesto dall’amministrazione indifferentemente all’uno o all’altro soggetto. Il versamento da parte dell’uno estingue l’obbligo anche per l’altro, fermo restando la possibilità del responsabile in solido che abbia dovuto pagare di rivalersi contro l’effettivo responsabile.

Una sentenza recente delle Sezioni Unite della Cassazione [1] ha chiarito un importante principio in materia, chiarendo se, in caso di multe, deve pagare l’obbligato in solido o il trasgressore. Vediamo meglio cosa ha voluto dire la Corte e facciamo un esempio.

Prima però, ricordiamo chi è il responsabile in solido. La prima e più ricorrente ipotesi è quella del proprietario dell’auto quando il proprio mezzo sia stato utilizzato da un’altra persona. Si pensi alla macchina del padre, utilizzata dal figlio, il quale però commette un’infrazione e viene multato; lo stesso verbale viene spedito anche al padre.

Il responsabile in solido di una multa può essere anche l’usufruttuario dell’auto o l’acquirente con patto di riservato dominio (in buona sostanza colui che paga a rate). È infine responsabile in solido chi ha l’auto in leasing (la legge parla di «utilizzatore a titolo di locazione finanziaria»).

Detto ciò, immaginiamo che un giorno una persona commetta una violazione del codice della strada, ad esempio un eccesso di velocità, e venga fotografata dall’autovelox. Poiché l’auto è della società presso cui lavora, il verbale viene notificato sia a lui, sia all’azienda (in qualità di responsabile in solido). Senonché la raccomandata con la multa arriva al conducente ben oltre il termine massimo di 90 giorni previsto dal codice della strada. Invece alla società arriva per tempo e, pertanto, si vede costretta a pagare la contravvenzione e a chiedere, al proprio dipendente, la restituzione dei soldi spesi. Quest’ultimo invece sostiene di non dovere nulla: a lui infatti la raccomandata è arrivata fuori termine e, pertanto, la multa è da considerarsi illegittima nei suoi confronti. Male ha fatto l’azienda a pagare senza consultarlo o dargli la possibilità di fare ricorso. Di diverso avviso è invece il datore di lavoro secondo cui la società non aveva scelte: non potendo far ricorso contro la multa, è stata tenuta a pagare; ora il lavoratore dovrà rimborsare quanto versato a causa del suo illecito. Chi dei due ha ragione?

Le sezioni unite hanno spiegato che, se entro i rituali 90 giorni non si notifica il verbale al trasgressore, l’eventuale notifica fatta all’obbligato in solido entro il predetto termine resta valida. Di conseguenza, l’obbligato in solido che paghi la multa può ugualmente chiedere la restituzione degli importi versati all’amministrazione nei confronti dell’autore della violazione. Quest’ultimo non può eccepire l’estinzione del suo obbligo verso la pubblica amministrazione.

La spiegazione di tale ragionamento è semplice: l’obbligo del responsabile in solido è autonomo rispetto a quella dell’obbligato principale; per cui, non dipendendone, essa non viene meno nell’ipotesi in cui quest’ultima si estingua per mancata tempestiva notifica della raccomandata con la multa.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 22082/2017.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Ho ricevuto una cartella di pagamento dall agenzia delle entrate perché nel 2013 il mio ex pur consapevole che la mia macchina era sprovvista di revisione l ha presa lo stesso del è stato fermato ma non ha mai pagato la multa presa. A maggio del 2018 mi è arrivata la cartella da pagare di 628,00 euro ho chiesto la rateizzazione in quanto disoccupata senza reddito ma lui non vuole darmi neanche un centesimo cosa posso fare?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI