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Barista si rifiuta di farmi pagare con il bancomat: che fare?

13 novembre 2017


Barista si rifiuta di farmi pagare con il bancomat: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 novembre 2017



Ci si può rifiutare di pagare il conto per il cornetto e cappuccino se il titolare dell’attività commerciale non ha un Pos per il pagamento con carta?

Sei al bar per consumare la colazione. Hai offerto il caffè a un’amica che si trovava lì per caso e, d’un tratto, ti accorgi di non avere contanti nel portafogli per pagare. Per non fare brutta figura con la tua “ospite” e non dover chiederle un prestito o ammettere di aver dimenticato di prelevare dal bancomat, decidi di pagare con il bancomat. Ma la cassiera ti dice di non avere il Pos e di non poter ricevere neanche la carta di credito. Provi a far valere le tue ragioni poiché hai sentito dire in giro che è diventato obbligatorio, per tutti i commercianti, dotarsi di un point of sale ossia di una delle macchinette che ricevono pagamenti elettronici. Il barista però continua per la sua strada: secondo lui, il conto è troppo basso per pagare con la carta e gran parte dell’utile sarebbe per lui assorbito dalle commissioni bancarie. Dall’altro lato non vuoi passare per lo scroccone che ha consumato senza avere i soldi. Cosa prevede la legge in questi casi? Che fare se il barista si rifiuta di farti pagare con il bancomat? La questione è estremamente delicata ed al centro di un vivo dibattito proprio negli ultimi mesi.

Già dal dal 1° gennaio 2016 gli artigiani, commercianti e professionisti devono accettare per legge i pagamenti effettuati attraverso carte di debito (bancomat) o di credito. La legge ha anche eliminato il limite di 30 euro sotto il quale, in precedenza, il titolare del negozio poteva imporre il pagamento in contanti. Oggi, quindi, non è possibile rifiutare il pagamento con Pos per qualsiasi tipo di importo, anche quello minimo.

L’unico caso in cui è possibile rifiutare la transazione con carta è dimostrare una «oggettiva impossibilità tecnica» il che potrebbe ricorrere nel caso di assenza di connessione o di mancato funzionamento del registratore di cassa.

Il punto però è che la legge, pur avendo stabilito l’obbligo del commerciante, artigiano e professionista di accettare il Pos, non ha definito le sanzioni in caso di inottemperanza. Per esse si attendevano i decreti attuativi del Ministero dell’Economia, decreti mai emanati. Così tutto è rinviato alla legge di Bilancio per il 2018 nella quale sembra che verranno inserite sanzioni da 30 euro.

Ad oggi quindi, il cliente che voglia pagare con il Pos non potrà segnalare il barista alle autorità, né potrà rifiutarsi di pagare. Detto in parole povere, il debito non gli viene “abbuonato” solo perché il bar non ha un Pos. Tutt’al più il cliente può chiedere di pagare il conto in un momento successivo, magari il giorno dopo o la settimana successiva, in attesa di andare al bancomat e prelevare il denaro necessario a estinguere il debito. Il titolare dell’attività commerciale non potrà impedirglielo né tantomeno potrà pretendere interessi per il pagamento ritardato essendo dipeso ciò da una sua colpevole omissione.

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33 Commenti

  1. Scusate, ma, indipendentemente dalle sanzioni, perché non posso rifiutarmi di pagare fintanto che lui non si adegua, visto che l’obbligo c’è?

    Grazie,

    1. Non rispondo solo a te, ma a tutti coloro che non vogliono capire che con questo obbligo di arriverà solamente ad un incremento dei costi dovuto ai maggiori oneri in capo all imprenditore, infatti è logico che dovrebbe pagare non solo la apparecchiatura ma anche le commissioni che logicamente vanno ricaricare sul bene ed il servizio. Tutto a favore di banche e società che avranno maggiori ricavi.

      1. Allora non faciamo nulla in merito,..,., e continuiamo a rimanere all’era delle caverne,.,..,., sarà una soluzione?????

        1. Sì, infatti c’è chi sostiene il ritorno al baratto. Mai poi crollerebbero tutte le tassazioni e il sistema che ci si basa…

          1. Prima parli di rimanere all’età della pietra e poi la carta è non è il futuro… Non capisco. E comunque io non ho detto né che il sistema sia giusto né che sia il futuro auspicabile…

        2. e se ti venisse addebitato caffè + spese pos e + spese banca, forse si capirebbe il problema che non è dei commercianti per adeguarsi ma ad altre situazioni …!! che non ha senso a spiegare se il contesto è questo ..

          1. All’estero credo lo facciano. A parte le divagazioni di troll anonimi il punto era riportato qualche risposta a seguire altrimenti si potrebbe a farmi pagare anche le tasse inique di un dipendente in regola. C’è una legge (che va a scapito di esercenti o più spesso utenti finali ma non importa al momento), mi aspettavo una risposta di qualche esperto che in parole povere mi dicesse: il mancato sanzionamento rende di fatto la legge nulla…

      2. E quanti di questi imprenditori si sono trattenuti gli oneri e non li hanno scaricati sugli utenti finali?

    2. la legge italiana parla chiaro, l’esercente prima di soddisfare il cliente deve avere riscosso per il consumo, quindi se non paghi prima non hai niente.
      poi noi siamo abituati prima a conssumare poi a pagare, ma non è così…..

  2. Di solito al bar prima di consumate bisogna pagare. Se non si hanno contanti non si consuma!!! Problema risolto.

    1. Perfetto, sono anche libero di andarmene… Dopo che ne perde 10 di clienti, forse ci ripensa. Tanto tempo fa non mi accettarono la carta, perché in periodo di saldi, lasciai lì tutti i vestiti provati. In un posto sperduto nell’entroterra in Romania, hanno accettato la carta per l’equivalente di 1,5€ senza batter ciglio… Se lo Stato impone una serie di regole per il tracciamento e la smaterializzazione del denaro, che imponga alle banche di togliere le commissioni per cifre basse. Il problema è, c’è una legge, perché per cose accessorie, non posso pretendere che venga rispettata?

  3. Si ma la questione non è solo per il bar.. a me è capitato anche ai tabacchi. Ho fatto la ricarica per il telefono e non avevo contanti quindi ho voluto pagare con il bancomat. La tipa si è rifiutata assolutamente dicendomi che per le ricariche non si poteva pagare con la carta(che d’altronde è una bugia grande qunto l’Africa) perché lei in realtà non voleva per via delle commissioni del Pos. Io per buona educazione e onestà sono passata più tardi nel giorno a darglieli i soldi se fosse stato per un’altra non sarebbe mai tornata. Non è che un commerciante va a denunciarti per 5-10 euro o quello che puoi consumare facendo colazione..

    1. Rispondo ad Alessandra. I tabaccai che fanno le ricariche telefoniche guadagnano 2,5% lordo sull’importo.Questo significa che su una ricarica da 5€ guadagnano 10cents. Ogni transazione con il pos ha un costo fisso, dovuto al canone e un costo variabile dovuta al valore della transazione che non può superaremai i 2,50€. Capisci bene che le ricarica è un servizio a valore zero se non addirittura in rimessa. Se tu hai il bancomat vai in banca a ricaricare la cui ricarica minima chissà perchè è 10 o 20€. Smettiamola di criticare gli imprenditori che per ovvie ragioni non vogliono essere i servitori delle banche….

    2. carissima, ti rispondo da tabaccheria che fa ricariche, forse non è chiaro Quanto sia la spesa per fare un pagamento bancomat o carta e quanto sia l’aggio (guadagno lordo imposto dallo stato o ente che gestisce le ricariche); per 5 euro di ricarica si ricevono 5 cent di euro (se va bene) e si paga una commissione per pago bancomat dell’ 1,5 % (cioè si spende di più di quello che si riceve) con la carta la tassa sale al 3%.
      fai un po’ tu. io rifiuto la commissione vi abancomat o carta! e magari perdo il cliente!

      1. Certo..fra un po’ non avrai più clienti e ne commissioni. Adesso tutti i gestori di telefonia hanno le app da cui si può fare una ricarica con la carta anche da 1€.. quindi il gestore si permette quella spessa anche se esce in perdita per offrirti un servizio. Gli imprenditori non si devono lamentare e prendersela con il cliente ma con le banche e spingere per far togliere queste tasse. Ma non è che solo perché ha te fa scomodo ti rifiuti di offrirmi un servizio!

      2. direi che le commissioni del POS della tabaccheria sono assolutamente da rinegoziare con la propria banca!

  4. per i pagamenti con il bancomat, l esercente non paga alcuna commissione. la commissione viene pagata in caso di utilizzo di carta di credito.

    l unica differenza é che se paghi con il bancomat, l esercente deve farti lo scontrino e quindi non può evadere il fisco.

    1. Prima di dire cazzate bisognerebbe SAPERE che l’esercente paga commissioni sia con carta di credito che con bancomat. SENZA CONTARE CHE L ‘APPARECCHIO POS HA UN CANONE, NON E’ GRATUITO!!!! Pagare un euro di caffè col bancomat è un costo per l’esercente, non un guadagno.
      Certe leggi e certi commenti sembrano fatti dalle stesse persone che autorizzano le persone invalide di avere la fornitura di pannoloni per l’incontinenza per 28 giorni al mese…. negli altri giorni può benissimo ca—si e pisciarsi addosso….. GENTE IDIOTA E LOBOTOMIZZATA.

    2. io per fare il pos pago commissioni sia su bancomat che su carta in proporzioni diverse ma pago un botto. poi pago il noleggio del pos stesso ogni mese. su prezzi piccoli ci si parda solo soldi e non per nulla la legge prevedeva un minimo di spesa di 30 euro! io faccio pos anche di 12 euro se è un cliente straniero ma se mi compra ricariche e sigarette gli indico il bancomat vicino e si tira fuori i soldi da lì. io non ci rimetto per fare un piacere al cliente!

  5. La commissione è percentuale su bancomat, con un minimo con carta di credito. Senza considerare il noleggio e canoni di abbonamento.

  6. Ci siamo tanto abituati a farci leccare i piedi sino al punto di mettere da parte ogni elementare logica e buonsenso. Nel mio negozio le regole le stabilisco io, se a qualcuno non piacciono, si gira sui tacchi e cambia aria. Prima di sputare sentenze, sforzatevi di immaginare di essere voi le vittime di certe norme liberticide. Se sono vecchio, ad esempio, ed ho difficoltà ad adeguarmi alle moderne diavolerie, perché devo subire dictat ??? Poi si grida allo scandalo quando alcuni ristoranti, sempre di più per fortuna, non ammettono nei propri esercizi bambini al di sotto di una certa età. Qualcuno dirà: ” E questo cosa c’entra?” Ebbene c’entra eccome !!! Se rischio il mio capitale investito nell’azienda, se ho obblighi con i dipendenti, liberi di non presentarsi al lavoro quando vogliono, insomma se aprire un’attività significa smettere di essere una persona e diventare un umanoide, allora preferisco fare il rapinatore o lo spacciatore. Sono per il rispetto dei diritti di tutti, in dare e in avere !!!

  7. Buongiorno, mi chiamo Davide e dò ragione a Claudio e a chi la pensa come lui perché in effetti le cose stanno cosi; c’è da dire che una tabaccheria non può evadere il fisco e quindi ben venga che si possa pagare tutto con bancomat e carta di credito ma purtroppo finché le banche non tolgono queste assurde commissioni su ogni singola transazione sia fatta con bancomat che carta di credito non si va da nessuna parte!!!
    Io sarei ben felice con questo tipo di pagamento perché signirfica niente contanti in cassa e quindi niente soldi per chi ha brutte intenzioni….
    Ma come al solito la politica fa le leggi dimenticando però cosa succede nel mondo fuori….

  8. Mi pare di avere letto che le spese fatte con bancomat fino ad euro 10 (dieci) siano esenti da commissioni bancarie . Se fosse così il barista non ci rimette nulla se non il tempo in più per la transazione. (pochi secondi).

    1. Mi chiedo sinceramente se la clietela abbia mai cercati di vedere dal punto di un commerciante… i pagamenti pos non saranno mai gratuiti per l’esercente..! Le commissioni son applicate persino ad un acquisto bancomat di 3€, figuratevi se fosse gratis fino ai 10€, a quel punto questa non sarebbe nemmeno più l’italia

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