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Lo sai che? Equitalia e vizi della cartella esattoriale #5: Relata di notifica

Lo sai che? Pubblicato il 22 novembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 novembre 2012

Manca la relata di notifica della cartella esattoriale: la notifica è nulla o semplicemente irregolare?

Non tutti i tribunali sono d’accordo nel ritenere che la mancanza della relata di notifica comporta la nullità del procedimento di riscossione e, in particolare, della notifica stessa.

Irregolarità

Secondo alcuni giudici, questo vizio si traduce in una mera irregolarità, che non può essere impugnata dal contribuente in giudizio: il compito di redigere la relata da parte dell’agente notificatore non sarebbe, infatti, posto non nell’interesse del cittadino [1], per cui quest’ultimo non potrebbe dolersi della inottemperanza a tale onere.

 

Nullità

Altri giudici invece ritengono il contrario: la carenza della relazione di notifica implicherebbe la nullità della notifica stessa. Ma se l’atto raggiunge il suo scopo, cioè viene effettivamente notificato al destinatario, la nullità si sana [2]. Allora a nulla varrebbe impugnare l’atto, poiché in tal modo si andrebbe ad ammettere che lo si è ricevuto (a meno che non si impugni un atto successivo del procedimento oppure ci si costituisca tardivamente proprio deducendo il difetto di notifica [3]).

Apposizione in calce

La relata di notifica deve essere apposta in calce (alla fine) dell’atto e non sul frontespizio come, in taluni casi, avviene. Lo dice la legge e la giurisprudenza [4]. In caso di violazione, la notifica è nulla.

La stessa Cassazione è intervenuta su questo tema, specificando che la legge impone che la relata di notifica sia apposta solo in calce alla copia dell’atto notificato e non in qualsiasi altra sede topografica del documento [5]. Questo vincolo serve per provare che la consegna dell’atto è avvenuta nella sua integrità e non solo per alcune pagine; diversamente, infatti, il contribuente potrebbe anche sostenere di aver ricevuto solo alcune facciate della cartella di pagamento.

note

[1] Cass. sent. n. 12010/2006.

[2] Cass. sent. n. 2079/2008.

[3] Cass. sent. n. 9377/2009.

[4] Art. 148 c.p.c. Cfr. anche Comm. Trib. Prov. Firenze sent. n. 2/2010 e n. 29/2010; Comm. Trib. Prov. Parma sent. n. 103/2009.

[5] Cass. sent. n. 6750 del 21.03.2007.


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