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Lo sai che? Quanto dura la cassa integrazione?

Lo sai che? Pubblicato il 14 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 novembre 2017

Cassa Integrazione Guadagni ordinaria e straordinaria: come si calcola la durata massima.

La Cassa Integrazione Guadagni è un trattamento di integrazione salariale previsto per i lavoratori il cui datore di lavoro abbia diminuito la retribuzione per effetto di una riduzione o di una sospensione dell’attività lavorativa.

Sostanzialmente la Cassa Integrazione, ordinaria o straordinaria, consiste nel versamento da parte dell’Inps di una somma di denaro corrispondente all’80 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate.

Cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga: differenze

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo) è volta ad integrare o sostituire lo stipendio dei lavoratori dei comparti industria ed edilizia che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa causata da:

  • intemperie stagionali
  • situazioni temporanee del mercato
  • altri eventi temporanei non dovuti a responsabilità del datore di lavoro o dei lavoratori.

La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) è invece volta ad integrare o sostituire lo stipendio dei lavoratori che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa in aziende con più di 15 dipendenti, causata da eventi eccezionali e non temporanei e cioè:

  •  ristrutturazione e riconversione dell’attività dell’azienda
  •  crisi dell’azienda a livello di settore oppure di territorio
  • procedure concorsuali  (fallimento, concordato ecc.).

La Cassa Integrazione Guadagni in deroga (Cig in deroga) è uno strumento di sostegno al reddito previsto a favore dei lavoratori non rientranti nelle ipotesi di integrazione ordinaria o straordinaria (generalmente dipendenti di aziende operanti in specifici settori o territori individuate con appositi accordi governativi).

Cassa integrazione: quanto dura?

Per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile. Per le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini, per ciascuna unità produttiva il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 30 mesi in un quinquennio mobile.

Cosa vuol dire quinquennio mobile?

Il Ministero del Lavoro, con un’apposita circolare [1], ha chiarito le modalità di computo delle durate massime dei trattamenti di integrazione salariale proprio con particolare riguardo al concetto di quinquennio e biennio mobile.

Per quinquennio mobile si intende un lasso temporale pari a cinque anni, che viene calcolato a ritroso a decorrere dall’ultimo giorno di trattamento richiesto da ogni azienda per ogni singola unità produttiva, e che costituisce un periodo di osservazione nel quale verificare il numero di mesi di trattamento di integrazione salariale già concesso che, cumulato al periodo di tempo oggetto di richiesta, non deve andare a superare il limite massimo di 24 mesi.

Trattandosi di un parametro mobile e non fisso, l’inizio del periodo di osservazione si sposta con lo scorrere del tempo, anche in costanza di utilizzo del trattamento, ed è diverso per ogni singola azienda in ragione dell’ultimo giorno di trattamento richiesto.

In particolare, nel caso in cui il trattamento richiesto è un trattamento Cassa integrazione straordinaria (Cigs), si considera l’ultimo giorno del mese oggetto di richiesta di prestazione e, a ritroso, si valutano i cinque anni precedenti (cosiddetto quinquennio mobile).

Se in tale arco temporale, cumulando anche il trattamento oggetto di istanza, risultano autorizzati più di 24 mesi, non può essere riconosciuto il trattamento richiesto. Ovviamente i periodi di solidarietà vengono computati nella misura della metà per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parte eccedente. I periodi antecedenti al 24 settembre 2015 non devono essere conteggiati.

Nel caso in cui il trattamento richiesto è un trattamento Cassa integrazione ordinaria (Cigo), ai fini della durata massima complessiva, si applicano gli stessi criteri, ma prendendo come riferimento la settimana piuttosto che il mese, trattandosi di periodi di intervento di più breve durata e in ragione della circostanza per cui il legislatore nel declinare le durate massime della Cigo fa riferimento alla settimana come unità di misura.

Il concetto di quinquennio mobile viene in rilievo anche in materia di Fondi di solidarietà, per i quali occorre prendere a riferimento il mese, tranne nel caso in cui la prestazione sia disciplinata con l’unità di misura della settimana (ad esempio, il caso dell’assegno ordinario nel Fondo di integrazione salariale che può essere richiesto per 26 settimane nel biennio mobile).

Infine, con riferimento al concetto di biennio mobile quale base di computo per la definizione della durata massima dei trattamenti, gli stessi criteri utilizzati per il conteggio del quinquennio mobile vanno applicati per il conteggio del biennio mobile in materia di Cigo e Fondi di solidarietà.

note

[1] Ministero del Lavoro, circolare n. 17 dell’8.11.17.


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1 Commento

  1. E’ doveroso specificare che l’Inps non corrisponde mai l’ 80% della retribuzione per le ore di lavoro non prestate ma applica fin dalla prima ora mensile di cigs il previsto massimale, motivo per cui la retribuzione non sarà mai corrispondente a tale percentuale. Ciò nonostante che la legge invece lo preveda.

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