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Assegno d’invalidità, si può trasformare in pensione anticipata?

19 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Dicembre 2017



Il lavoratore che percepisce l’assegno ordinario d’invalidità può trasformarlo in pensione di anzianità o anticipata?

L’assegno d’invalidità, il trattamento che spetta per il riconoscimento di un’invalidità almeno pari ai 2/3 (se si possiedono almeno 5 anni di contributi, di cui 3 nell’ultimo quinquennio), può essere trasformato soltanto in pensione di vecchiaia, non in pensione di anzianità o anticipata, come chiarito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite [1]. In particolare, la Cassazione ha precisato che non è possibile trasformare la pensione di invalidità in pensione di anzianità, in quanto la perdita della capacità di lavoro, che accomuna i trattamenti di invalidità e di vecchiaia, non può essere riferita anche alle pensioni di anzianità. Queste pensioni, tra le quali è compresa anche la pensione anticipata,  hanno difatti come presupposto lo svolgimento dell’attività lavorativa per un tempo determinato e, per questa ragione, corrispondono ad una forma previdenziale diversa da quella della pensione di invalidità e della pensione di vecchiaia.

Trasformazione assegno d’invalidità in pensione di vecchiaia

Per trasformare l’assegno d’invalidità in pensione di vecchiaia è dunque necessario attendere l’età per la pensione di vecchiaia stabilita dalla legge Fornero[2], pari, per gli uomini, a 66 anni e 7 mesi sino al 31 dicembre 2018 (il requisito diviene pari a 66 anni e 7 mesi anche per le donne, a partire dal 1° gennaio 2018).

Dal 1° gennaio 2019 l’età pensionabile dovrebbe aumentare a 67 anni, poi dovrebbe incrementarsi di 3 mesi ogni biennio, in questo modo:

  • 1° gennaio 2021: età pensionabile 67 anni e 3 mesi;
  • 1° gennaio 2023:età pensionabile 67 anni e 6 mesi;
  • 1° gennaio 2025: età pensionabile 67 anni e 9 mesi;
  • 1°gennaio 2027: 68 anni;
  • 1° gennaio 2029: 68 anni e 2 mesi.

Dal 2029 l’età pensionabile dovrebbe aumentare “solo” di due mesi ogni biennio.

Pensione di vecchiaia anticipata

Gli invalidi possono però anticipare l’età per la pensione di vecchiaia, usufruendo di un’agevolazione prevista dalla legge Amato [3], la pensione di vecchiaia anticipata. Nel dettaglio, i lavoratori dipendenti del settore privato possono ottenere la pensione di vecchiaia a 60 anni e 7 mesi, se uomini, o a 55 anni e 7 mesi, se donne, se in possesso di un minimo di 20 anni di contributi e di un’invalidità almeno pari all’80%.

Non è sufficiente, tuttavia, il solo riconoscimento dell’invalidità civile, ma deve trattarsi della cosiddetta invalidità pensionabile [4], riconosciuta da un’apposita commissione Inps.

La pensione di vecchiaia anticipata viene erogata dopo 12 mesi dal perfezionamento dei requisiti per il trattamento, in quanto al trattamento si applicano ancora le vecchie “finestre di attesa”.

Considerando che anche alla pensione di vecchiaia anticipata si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita, il requisito dovrebbe aumentare a 61 anni dal 1° gennaio 2019, e successivamente a 61 anni e 3 mesi dal 2021 ed a 61 anni e 6 mesi dal 2023.


note

[1] Cass. SS.UU. sent. n. 9492/2004.

[2] D.L. 201/2011.

[3] D.lgs. 503/1992.

[4] L.222/1984.


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