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Mantenimento: devo mantenere mio figlio maggiorenne?

1 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 dicembre 2017



Il mantenimento è dovuto al figlio maggiorenne, ma non incondizionatamente. Caratteristiche e presupposti per riconoscere il mantenimento.

Sei un genitore, hai un figlio maggiorenne svogliato e vorresti sapere fino a quando dovrai mantenerlo. Ebbene, la legge ci impone di mantenere i figli senza alcun equivoco a riguardo. È addirittura la Costituzione [1] a dirci che abbiamo l’obbligo di mantenerli, istruirli ed educarli ed è sempre la legge a ribadire questi doveri [2]. Ma le domande che molti si pongono sono le seguenti: questi obblighi si riferiscono soltanto ai figli minorenni, in ragione, cioè della loro età oppure vanno estesi anche a quelli maggiorenni? Se la risposta è positiva, fino a quando un povero genitore deve il mantenimento al figlio maggiorenne? Scopriamo insieme le risposte.

Mantenimento: non devo mantenere un figlio maggiorenne?

In senso generale assolutamente no. Il dovere di mantenimento è sacrosanto e basato sul rapporto genitoriale: se abbiamo fatto un figlio, non ce ne possiamo lavare le mani, anche se maggiorenne. Il dovere, quindi, non si esaurisce con la maggiore età del figliolo, ma deve arrivare anche oltre. Addirittura, la legge prevede persino che, in alcuni casi, il figlio maggiorenne possa ricevere un vero e proprio assegno di mantenimento (non bastavano le mogli separate!!!). Il giudice, infatti, valutate le circostanze del caso e la non autosufficienza economica del figlio, può disporre direttamente a favore del medesimo un assegno periodico [3].

Ma allora il figlio maggiorenne, quando non è indipendente economicamente, deve restare, sempre e comunque, a carico dei genitore? Sembrerebbe proprio di no.

Mantenimento: fino a che età è dovuto?

L’età del figlio, per quanto maggiorenne, non sembra essere un limite plausibile per non mantenerlo, se le ragioni della mancata autosufficienza economica sono oggettive e non determinate da un atteggiamento di indifferenza o negligenza del figliolo. Ad esempio ed a questo proposito, la Cassazione [4] ha affermato che un maggiorenne non avesse diritto ad alcun ulteriore mantenimento, avendo dimostrato disinteresse verso gli studi e la loro legittima prosecuzione. Viceversa, quindi, l’incapacità oggettiva del maggiorenne di rendersi indipendente va aiutata: ed allora, quando un figlio non può essere considerato responsabile della mancata indipendenza economica?

Mantenimento: è dovuto al figlio disoccupato?

Nella domanda appena posta, è menzionato il tipico caso per il quale un figlio, per quanto adulto e vaccinato, non è in grado di rendersi autonomo economicamente. Lo stato di disoccupazione o comunque l’incapacità di produrre un reddito in grado di consentire l’autosufficienza, evidentemente comportano la prosecuzione del mantenimento, ma a condizione che il maggiorenne non determini, volutamente, questa incapacità. Pertanto, se ad esempio, lavorava è ha deciso di dimettersi, non può certo pretendere di ritornare a carico dei genitori [5], così come un atteggiamento intenzionalmente diretto a conservare la condizione di figlio di famiglia non è tollerabile [6]. Viceversa, se la descritta precarietà è oggettivamente determinata dalle condizioni attuali del mercato del lavoro e non è dipendente dal figliolo, semmai, determinato e con le giuste intenzioni, la maggiore età non può rappresentare un limite per ricevere l’appoggio economico dai propri genitori. Ed allora, ad esempio, un lavoro precario oppure svolto durante un periodo di formazione o di apprendistato non può rappresentare un valido presupposto per negare il mantenimento ad un figlio, in questi casi, evidentemente, ancora non adeguatamente gratificato economicamente, ma non per colpa sua.

note

[1] Art. 30 Cost.

[2] Artt. 147 e 315bis cod. civ.

[3] Art. 337septies cod. civ.

[4] Cass. civ. sent. n. 1858/2016.

[5] Cass. civ. sent. n. 12063/2017.

[6] Trib. di Napoli sent. n. 3545/2017.


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