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Spazzatura sotto il portone lasciata da ignoti: come difendersi

14 novembre 2017


Spazzatura sotto il portone lasciata da ignoti: come difendersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 novembre 2017



Se uno sconosciuto di notte lascia i sacchetti dell’immondizia sotto casa tua non puoi sporgere querela ma devi rivolgersi al sindaco.

Il tuo Comune ha approvato un piano di raccolta della spazzatura differenziata con ritiro dei bidonicini presso i portoni delle abitazioni o nei punti di raccolta. Certo, questo comporta un po’ di impegno da parte delle famiglie, chiamate ogni sera a lasciare sotto casa il cestello con la spazzatura appropriata, secondo i turni prestabiliti dalla società di gestione dei rifiuti, ma è il prezzo da pagare per avere città più pulite, efficienti e salubri. Tuttavia c’è sempre chi fa il furbo (o meglio, l’incivile) e raccoglie in un unica busta di plastica rifiuti di tutti i tipi, in spregio alle regole comunali; poi, non potendo lasciare questo materiale sotto casa propria, lo fa nei pressi dei portoni altrui o, addirittura, in mezzo alla strada. Così un bel giorno, dopo tanti mesi che hai rispettato la differenziata pregiandoti del tuo essere un cittadino modello, trovi una montagnella di spazzatura proprio vicino il tuo palazzo. Come difendersi dall’immondizia sotto il portone lasciata da ignoti? Le soluzioni possono essere diverse. Cerchiamo di elencarle tutte.

Cosa rischia chi lascia l’immondizia sotto il portone altrui?

Se trovassi, sotto il portone di casa, sacchetti della spazzatura lasciati da ignoti cosa faresti? Anche se sei portato ad andare dai carabinieri, ti dò una brutta notizia: lasciare la spazzatura per strada non è reato, salvo che questa rientri tra i «rifiuti pericolosi». Non scattando il “penale”, non è possibile sporgere denuncia e, se dovessi andare in questura o dai carabinieri, questi potrebbero rifiutare di verbalizzare le tue dichiarazioni.

A questo punto non resta che informare le autorità preposte alle sanzioni amministrative, il sindaco innanzitutto. Il Comune irrogherà le sanzioni: da 25 a 155 euro se l’abbandono riguarda rifiuti non ingombranti [1]. Inoltre il sindaco emette un’ordinanza in cui ordina al responsabile (in solido con il proprietario dell’area) di bonificare la zona smaltendo i rifiuti lasciati per strada in modo illecito.

Il reato però scatta se non si ottempera all’ordinanza del sindaco: in questo caso è prevista  la pena dell’arresto fino ad un anno.

Fai un esposto in Comune indirizzato al Sindaco

Posta l’assenza di profili penali, la prima cosa che ti consiglio di fare, quindi, è di inviare un esposto in Comune con una raccomandata a.r. oppure consegnarla a mano direttamente allo sportello (avendo cura di farti protocollare la lettera e avere copia del protocollo). Insieme alla lettera è meglio allegare una documentazione fotografica.

Il Sindaco può autorizzare una serie di controlli come, ad esempio:

  • l’ispezione dei sacchetti della spazzatura per verificare se, all’interno, vi sono tracce del responsabile. Di solito si può risalire alla provenienza dei rifiuti da lettere o bollette strappate, dalla pubblicità lasciata nel cassetto della corrispondenza e che viene cestinata immediatamente, ecc.
  • l’organizzazione di una ronda di polizia municipale che perlustri di notte la zona;
  • l’installazione di una telecamera di videosorveglianza per verificare l’identità del responsabile.

Installa una sistema di video sorveglianza

Se il Sindaco non provvede, non resta che attivarti personalmente o chiedere al condominio di agire. In che modo? Il sistema migliore è quello di attivare una telecamera di video sorveglianza. La telecamera di video sorveglianza deve essere approvata con un numero di voti pari alla maggioranza degli intervenuti alla riunione di condominio che costituiscano almeno il 50% dei millesimi dell’edificio. Per il rispetto della privacy, è necessario osservare poi le seguenti regole:

  • l’impianto di videosorveglianza venga segnalato con appositi cartelli;
  • le registrazioni devono essere conservate per un tempo limitato, di regola massimo 48 ore, salvo casi eccezionali comunicati al Garante della privacy;
  • oggetto delle riprese possono essere solo le parti comuni dell’edificio: ad esempio l’androne, le scale, il cortile o i box auto; vanno escluse dal raggio di azione della telecamera le aree private dei singoli condomini, le strade circostanti il condominio, gli esercizi commerciali, le abitazioni di terzi e così via;
  • l’accesso alle videoregistrazioni deve essere consentito solo al personale appositamente autorizzato dall’amministratore.

Metti un cartello falso

Se non vivi in un condominio o l’assemblea non vuole accollarsi la spesa di un impianto di video sorveglianza, si può affiggere sulle pareti dell’edificio un cartello di avviso con su scritto «Attenzione: area sottoposta a video sorveglianza» pur senza che vi siano telecamere. Si tratta di un deterrente che potrebbe bloccare i malintenzionati poco esperti che, magari, nel buio della notte, ritenendo che vi sia una telecamera nascosta, potrebbero desistere dai cattivi propositi.

Metti una telecamera falsa

Come il cartello falso, anche la telecamera falsa non è vietata dalla legge. L’impianto giocattolo, peraltro, non deve sottostare neanche alle regole stabilite dal codice della privacy: per cui non è necessario il cartello di avviso e tutte le precauzioni che abbiamo visto per la video sorveglianza condominiale. Insomma, come spigato in Telecamere finte: sono legali?, ciascun proprietario è libero di difendere le proprie aree con impianti che non sono funzionanti con mera funzione di deterrente.

note

[1] Art. 255, D.L., n.152 del 3.4.2006.

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