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Inps: chi ha diritto alla legge 104

17 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2017



A chi spetta vedersi riconosciuto il diritto alla 104? Dal 2018 i privilegiati potrebbero essere i caregivers, cioè quelli che assistono la persona bisognosa. Quali sono i requisiti minimi che devono esserci? Scopriamoli insieme.

La cosiddetta legge 104 offre tante possibilità per assistere un malato o un disabile. Innanzitutto la normativa parte col delineare bene cosa si intende per persona affetta da handicap o disabilità [1]: ossia quel soggetto che non riesce a svolgere da solo le classiche azioni quotidiane; privo di autonomia, è bisognoso di continua assistenza e aiuto. Poi ben illustra le procedure semplici per “richiederla”. Infine elenca in modo altrettanto preciso quali sono i benefici che se ne possono ricavare; senza tralasciare il dettaglio di coloro che ne possono usufruire di diritto. E dal 2018 potrebbe arrivare la novità dei caregivers.

Come richiedere la 104 e quali i benefici

Richiedere la legge 104 è semplice. Basta presentare presso la Asl della documentazione che certifichi gravi problemi di salute: questa verrà analizzata da una apposita Commissione medica che provvederà ad approvarla e a stabilire la relativa percentuale di invalidità. Una volta assegnata, dunque, la 104 al malato, quest’ultimo diventa beneficiario di alcuni vantaggi insieme ai familiari che dovranno assisterlo.

Per questi ultimi stiamo parlando di tre giorni al mese a disposizione di permessi retribuiti, continuativi oppure scaglionati in diversi momenti: ad esempio ci si può assentare un’ora se l’orario di lavoro ne prevede sei, oppure due se dura più di sei. Per i genitori, poi, c’è la possibilità (fino a massimo di tre anni entro i 12 del bambino) – in caso sia il figlio che abbia bisogno di assistenza – di prorogare il congedo di maternità o paternità percependo il 30% dello stipendio pagato.

I permessi della 104: quando sono vietati

Si possono richiedere online sul sito dell’Inps, oppure chiamando al numero verde dell’istituto previdenziale stesso, oppure rivolgendosi presso il Caf ed i patronati. Ciò non impedisce di ricevere anche gli assegni per il nucleo familiare. Di sicuro i permessi non possono essere richiesti da lavoratori parasubordinati, autonomi e a domicilio (come colf e badanti, baby sitter), ma anche dai lavoratori agricoli a tempo determinato che lavorano a giornata. Inoltre la 104 viene sospesa immediatamente se il paziente disabile è ricoverato o trasferito in una struttura in via definitiva (oppure in stato vegetativo o terminale). Nel caso, poi, in cui il beneficiario della 104 debba percorrere più di 150 chilometri per raggiungere il paziente bisognoso, deve dimostrare di essersi realmente recato presso di lui.

Sgravi fiscali in base alla legge 104

Dall’altra parte c’è il caso particolare dei malati oncologici che richiedono la 104 per la chemioterapia o la radioterapia e che possono optare per svolgere un’attività part-time piuttosto che full-time. Per i disabili, poi, son previsti altri tipi di agevolazioni fiscali: uno sconto sull’Irpef al 19% (sulle spese mediche e fino al 50% per l’installazione di barriere architettoniche, ma non sugli elettrodomestici) e sull’Iva al 4% sull’acquisto dell’auto apposita per i disabili (se hanno riportato ad esempio menomazioni o amputazioni di arti); esenzione dal pagamento del bollo dell’auto e del passaggio di proprietà.

Chi usufruisce dei vantaggi della legge 104

A beneficiare della legge 104 sono i portatori di handicap gravi, persone con disabilità grave, che possono essere anche lavoratori dipendenti, pubblici o privati. E, di conseguenza, essendo bisognosi di aiuto, beneficiari sono anche i genitori, i coniugi, e tutti i parenti o affini entro il II grado (fratelli, sorelle, zii, cognati, suoceri, nuora e genero).

Tuttavia, in via eccezionale, sono riconosciuti anche parenti o affini entro il III grado qualora i genitori siano impossibilitati all’assistenza per vari motivi: per una ragione d’età, poiché abbiano più di 65 anni o per problemi fisici, in quanto affetti loro stessi da patologie invalidanti, o perché sono morti o che risultano assenti in seguito a divorzio, separazione legale o abbandono, documentati e certificati giuridicamente.

La novità del 2018 dei caregivers nella legge 104

Ma il prossimo anno, la normativa [2] potrebbe introdurre una nuova figura tra coloro che possono usufruire a pieno regime dei vantaggi e rientrare nel quadro della legge 104: quella dei caregivers. Come ben delinea il termine inglese, si riferisce a chiunque si prenda cura, si occupi e preoccupi, assista il malato affetto da disabilità grave. Se si tratta di un parente over 80 potrebbero esserci ulteriori detrazioni fiscali e agevolazioni tra i vantaggi portati dalla legge 104, a incremento di quanto detto in precedenza.

Infatti, per la prima volta, la legge riconosce a chi fa assistenza un ruolo preponderante che vuole “premiare” con vantaggi economici non solo il malato, ma anche chi se ne occupa in prima persona. Ed ecco che, così, potrebbe arrivare il cosiddetto bonus assistenza disabili 2018, pari a 1900 euro annuali o come incentivo economico o come detrazione fiscale. Tra le altre agevolazioni previste per i caregivers, la possibilità del part-time (dal full time, per massimo due anni) o del tele-lavoro o le cosiddette ferie solidali. Quest’ultime derivano da uno specifico fondo stanziato, detto fondo ferie solidali, che permette ai colleghi di un lavoratore che assiste di delegare a lui proprie ferie e permessi in eccedenza.

Oltre a vedersi riconosciuto ufficialmente tale status, non ci sono solo i vantaggi dei permessi per la 104, ma altri sgravi previdenziali. Per tutti i parenti (entro il III grado) che prestino assistenza, con un reddito Isee minore di 25mila euro, ci sarà una riduzione dell’Irpef al 19% (fino a un massimo di 10mila euro annui); per ottenerlo basterà presentare il reddito Isee appunto e lo stato di famiglia. Altro tipo di agevolazione fiscale è il vedersi dimezzato il costo per le cure essenziali del malato (fino a raggiungere i mille euro nell’arco dell’anno).

 

note

[1] All’articolo 3 comma 1 della Legge 104, viene così definita la persona con handicap: chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e che determina uno svantaggio sociale o un’emarginazione.

[2] Sintetizzata nel nuovo Testo Unico (non ancora approvato in via definitiva, ma auspicabilmente dovrebbe ‘arrivare’ entro il 2018), in cui sono confluiti tre decreti leggi voluti da altrettanti e rispettivi parlamentari: quello Bignami, Angioni e De Pietro (come spiegato dallo stesso sottosegretario al welfare Biondelli). Ovvero: decreto legge 2048 De Pietro: “Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani”; decreto legge 2128 Bignami: “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”; decreto legge 2266: “Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare”.

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